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Del Fabro: “Juve-Cagliari, una lotta. Su Astori…”

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Abbiamo intervistato l’ex difensore del Cagliari, ora in prestito al Kilmarnock in Scozia ma con il cartellino ancora di proprietà della Juventus.

C’era un sardo in Scozia. Sembra l’inizio di una barzelletta poco simpatica e invece è la nuova tappa del percorso di crescita di Dario Del Fabro, 24enne difensore centrale di Alghero ora in Premiership con il Kilmarnock. Dagli esordi di Cagliari all’exploit con il Pisa passando per l’arrivo alla Juventus. Voluto in Scozia da Angelo Alessio, storico vice di Antonio Conte, che però è stato esonerato dal Kilmarnock lo scorso 17 dicembre, Del Fabro sta trovando in Premiership continuità di minuti e rendimento, e in poco tempo è diventato anche idolo dei tifosi di casa. Nell’ultimo periodo la squadra biancoblù ha subito una brusca frenata in campionato ma è ancora in corsa per un posto nei playoff. Visto il suo percorso tra rossoblù e bianconero abbiamo chiesto a Dario il suo punto di vista sulla sfida tra Juventus e Cagliari del prossimo 6 gennaio.

Dario, come sta andando l’esperienza in Scozia?
L’esperienza in Scozia sta andando benone. Sono molto contento di essermi adattato a questo tipo di calcio. Molto fisico ed intenso. Stadi sempre super pieni e tifo bello caldo. I tifosi sanno far sentire la loro passione. Si respira calcio 24 ore al giorno.

Un momento particolare di questi mesi al Kilmarnock?
Ho un ricordo indelebile. Primo goal in Scottish Premiership contro l’Hibernian, la squadra più tifata della capitale Edimburgo. Perdevamo 2-1 in una partita fondamentale. Stadio pieno, 20.000 persone. Io al 93esimo, all’ultimo secondo del match, ho segnato con un tiro a giro nell’angolino basso. Sono subito andato a esultare sotto la curva con i nostri tifosi che erano più di 500 e che festeggiavano e cantavano il coro che mi hanno dedicato (“You’ll never get passed Del fabro, he’s magic’’). Abbracci e spintoni. Un delirio. Che emozione.

Più forte questa emozione o quella dell’esordio da professionista?
No sono due sensazioni diverse, non riesco a paragonarle.

Il tuo cartellino appartiene alla Juve, ma sei cresciuto nel Cagliari. Come vedi il match di lunedì?
Sono sicuro che il Cagliari darà filo da torcere alla Juve. Una squadra che gioca un calcio spumeggiante e con una grande identità di gruppo e un allenatore molto preparato come Maran. Nonostante la Juve abbia grandi campioni sará una partita da combattere fino all’ultimo respiro.

Ti sei allenato con Cristiano Ronaldo, Dybala e altri campionissimi: cosa ti hanno lasciato?
Da tutti questi grandi campioni si può solo imparare. È sempre un privilegio allenarsi con loro e cercare di migliorarsi grazie ai loro consigli.

A Cagliari sei diventato un calciatore e su di te c’erano tante aspettative: cosa non ha funzionato in rossoblù?
Sarò sempre grato al Cagliari per avermi dato la possibilità di esordire in serie A a 17 anni e continuare le annate con diverse presenze. Per un sardo è un onore ed un sogno poter indossare quella maglia.

Il compagno più forte che hai avuto a Cagliari?
Fare solo un nome sarebbe riduttivo, ho avuto la fortuna di condividere lo spogliatoio con grandissimi campioni. Se proprio devo fare un nome, direi Davide Astori. Grande calciatore dalle straordinarie doti umane. È stato sicuramente un mentore ed una guida per me.

Ti senti più adatto al calcio di stampo britannico o italiano?
Sicuramente la formazione della scuola italiana per un difensore è l’arma in più, specialmente a livello tattico. Per caratteristiche penso di essere adatto ai campionati britannici dove fisicità, aggressività ed intensità sono sempre stati fondamentali.

Ti piacerebbe prima o poi tornare in rossoblù?
Ovviamente essendo sardo non nego il mio attaccamento alla maglia rossoblù, ma in questo momento sono concentrato e focalizzato a fare del mio meglio e dimostrare il mio valore qui nel Regno Unito. Poi non si sa mai cosa riserverà il futuro, specialmente in questo sport.

Sardegna e Scozia, due realtà con tanti elementi in comune: hai trovato caratteristiche simili?
In realtà in Scozia e Sardegna ho trovato due mondi completamente diversi. Sicuramente un elemento in comune è la passione dei tifosi per il calcio. Essendo entrambi molto attaccati alla maglia e alla propria terra.

Juventus U23: dal di dentro che tipo di esperienza è?
La Juventus è stata molto attenta alla creazione della squadra Under 23, come già succede negli altri campionati d’Europa. Grazie alla presenza della seconda squadra si dà l’opportunità a un giovane di confrontarsi con il livello professionistico e acquisire esperienza e sicurezza.

Pronostico per Juventus-Cagliari?
Prevedo una partita spettacolare e ricca di gol.

Roberto Pinna

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