Jason Burnell | Foto Luigi Canu

Dinamo-Bakken Bears: si salva solo Burnell, Spissu e Bilan con la testa altrove

Le pagelle della peggiore partita della gestione Pozzecco a Sassari, che ha visto la Dinamo soccombere in casa per 71-93  contro i Bakken Bears di Aarhus nel girone di Fiba Champions League.

Spissu 4: Il leader della squadra si è preso una giornata di riposo. Forse ne aveva bisogno, ma speriamo davvero che sia l’unica. Va a segno solo dalla lunetta, colleziona quattro brutte palle perse.

Gentile 5: Molto meglio di Kruslin in attacco, ma i falli lo limitano ed è costretto a passare troppo tempo in panchina. Peccato, perché è partito in quintetto e sarebbe potuta essere la partita della rinascita.

Treier s.v.: L’idea di farlo partire in quintetto non era malvagia, ma il Poz gli concede solo 5′.

Bendzius 5,5: Brutta serata al tiro da 3, con appena 1 su 7, ma il suo lo ha fatto: 15 punti e 6 rimbalzi.

Bilan 5: A volte tendiamo a lodare eccessivamente le sue doti tecniche e a chiudere un occhio su alcune azioni lente e poco energiche, sia in difesa che in attacco. Oggi si sono viste solo le seconde: i lunghi da serie A2 dei Bears lo hanno sovrastato.

Burnell 6: Prova a sopperire alle sofferenze di Bilan e Tillman sotto le plance, è l’unico a lottare. Chiude con 16 punti, 11 rimbalzi e quattro errori dall’arco.

Katic 5: Non rappresenta ancora un’alternativa a Spissu, e per dimostrare il suo valore non approfitta neppure della serata no del sassarese.

Tillman 4: 6 punti, appena due rimbalzi. Sotto canestro non usa i muscoli, concede qualsiasi cosa. Ha la faccia triste di un atleta entrato in un tunnel da cui è difficilissimo uscire.

Kruslin 3: Sua la palma del peggiore in campo. Non s’intende né con Spissu né con il connazionale Katic, sbaglia passaggi a ripetizione e purtroppo non è una novità.

Devecchi s.v.: Solo pochi secondi in campo, ma in una partita come questa c’era bisogno anche di lui.

All. Pozzecco 4: Le bestiemme non bastano a scuotere i suoi, e nella sconfitta ci mette del suo: insiste troppo su Kruslin, fa sparire Katic dal campo troppo a lungo, non dà responsabilità chiare e illude Treier. Forse puntare sulle seconde linee in una partita contro un avversario di livello nettamente inferiore avrebbe aiutato a trovare le motivazioni giuste.

Nicola Accardo

 
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