Jason Burnell al Welcome Day della dinamo Sassari | Foto Luigi Canu

Dinamo, Burnell: “Sarò tra i migliori tre in Europa spalle a canestro”

Nel clima idilliaco della presentazione della nuova Dinamo al Geovillage, dopo i monologhi in italiano che – a detta del Poz – lo stavano facendo addormentare, l’ex canturino Jason Burnell mostra gli artigli in un’intervista a Centotrentuno.com: “Ho un grande quoziente intellettivo, penso che il mio stile di gioco sia europeo, e farò quello che Pasquini e Poz mi hanno chiesto, diventare uno dei migliori tre d’Europa nel gioco spalle a canestro”.  

Quali sono le ragioni che ti hanno spinto a scegliere Sassari?

“Sassari era uno dei team migliori l’anno scorso. Giocano insieme, da vera squadra, e il coach è bravo a dare fiducia ai suoi. È la piazza perfetta per questo momento della mia carriera e l’ho capito parlando col mio agente e con la mia famiglia. In più giocherò in Champions League; è stata una decisione facile”.

Raccoglierai l’eredità di Dyshawn Pierre. Per te può essere un peso?

“È una bella responsabilità, ma sarò concentrato e non lo sento come un peso. Qui Pierre è diventato un grande giocatore, ora è in Euroleague. Parlando con lui ho capito quello che Poz e Sassari hanno fatto per lui e ora sono qui senza nessuna pressione, per giocare a basket come so fare e aiutare la squadra a vincere. Come tutti, come a Pierre, mi piace soprattutto vincere”.

Con chi altro hai parlato degli ex sassaresi? Chi ti ha aiutato a prendere questa decisione?

“È stato soprattutto Dyshawn, mi ha parlato della squadra, della vita fuori dal campo. Io vengo da una piccola città, Sassari è una piccola città e questo non mi crea problemi. Ho visto dove Sassari ha portato Pierre nella sua carriera, ed è vero che abbiamo un profilo simile. Come lui posso giocare da ala piccola e da ala forte, in post basso e tirare da fuori. A entrambi piace passare la palla, difendere, andare a rimbalzo. Anche per me questo è il posto perfetto per dare una svolta alla mia carriera e avere un grande impatto. Per giocare e vincere a livello europeo”.

Giocherai in due ruoli: cosa cambia rispetto a Cantù? Per te è una situazione nuova?

A Cantù giocavo soprattutto da ala piccola, ma mio padre mi ha insegnato soprattutto ad essere un giocatore di basket, senza focalizzarmi sul ruolo. Qualsiasi cosa mi chieda il coach lo faccio al meglio delle mie capacità. Ho un alto quoziente intellettivo, posso fare un po’ di tutto, e non sento nessuna pressione a riguardo. Sia Poz che Pasquini pensano che io possa diventare uno dei migliori 3 in Europa nel gioco spallo a canestro. Ed è proprio quello che ho in mente di fare”.

Sarà un team molto europeo: potrebbe essere più difficile adattarsi al gioco in una squadra con soli due americani?

“No, per nulla, penso che il mio gioco sia molto europeo. Negli States si gioca un basket più atletico e io non ho quelle doti atletiche. Come ai giocatori europei mi piace passare la palla, vedere il gioco, difendere… E mi piace molto questa squadra, ci sono italiani, croati, serbi. Ci sarà una bella chimica e sarà un anno divertente”.

dall’inviato Nicola Accardo

AL BAR DELLO SPORT

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