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Dinamo, puoi ancora imparare da Marco Spissu

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Per alcuni sembrava un passo più lungo della gamba, qualcosa di non possibile. Kazan, Russia, Eurolega: distante da casa, dopo i problemi con Malaga e con i soliti dubbi sul fisico e sull’impatto che questo poteva avere nella massima competizione cestistica europea. Fuori dai discorsi su Marco Spissu rimaneva però una mentalità costruita step dopo step, tra i vari angoli di una carriera iniziata presto, e che dopo le prime difficoltà si è dimostrata ancora una volta solida. Una lezione che potrebbe essere utile anche alla squadra del suo recente passato, quella Dinamo Sassari alla ricerca di fiducia e continuità.

Nel secondo doppio impegno settimanale della stagione di Eurolega, Spissu è stato uno dei più importanti protagonisti delle due vittorie dell’UNICS, arrivate affrontando Baskonia e soprattutto Real Madrid. Contro la squadra di Fontecchio, 5 punti, 6 rimbalzi e 8 assist in 25’; nella sfida con i Blancos 7 punti e soprattutto 9 assist in appena 20’. Per avere minuti importanti e fiducia c’è voluta pazienza. Spissu è passato dai venti minuti iniziali nella gara inaugurale con lo Zenit, ai sette contro il Bayern, accettando l’altalenanza nel minutaggio fino a riguadagnarne. Perché anche il saper attendere rientra nelle prerogative di un giocatore che vuole arrivare ed uscire realmente dalla sua comfort zone, fatta di certezze in tutti gli ambiti del gioco, non solo quelle fuori dal parquet. Lasciare casa, cadere, ricostruirsi, diventare protagonista. È un ciclo che Spissu sembra essere stato abituato a interpretare: un merito del cestista ma anche di una società, la Dinamo, che ha deciso di puntarci sin da quando sembrava troppo presto farlo, responsabilizzando un allora ragazzo diventato poi uomo. Dalla camera inventata nella palestra di Bari fino all’esperienza nella Basket City sponda Virtus, la società di Sardara ha studiato ogni passaggio per ritrovarsi al PalaSerradimigni uno dei playmaker della nazionale italiana. Gli step sono stati necessari per mettere in piedi certezze fisiche e mentali che solo il lavoro e il tempo hanno saputo costruire. Talento, incontri importanti come quello con Pozzecco, e una giusta dose di fortuna hanno completato il quadro, creando una continuità nel raggiungimento di obiettivi personali – e di squadra – che deve essere d’esempio a chi a Sassari è rimasto.

L’assenza di Spissu nel Banco 2021-2022 era certo si sarebbe sentita. Perdere il miglior assist-man della Champions League e uno dei migliori playmaker della Serie A1 non poteva trasformarsi in una ferita indolore. Da un playmaking naturale a uno da costruire, da una sicurezza di più stagioni a nuovi interpreti in un nuovo corso tecnico. Ma è oltre gli schemi chiamati ad inizio azione che si cela il problema principale, in quella mentalità ancora senza fondamenta solide e a cui la lezione a distanza di Spissu potrebbe far bene. Pazienza e lavoro. Lasciare il passato alle spalle, ricostruirsi, diventare protagonisti, a livello individuale e di squadra. La Dinamo sta attraversando uno dei suoi momenti più complessi dopo gli ultimi anni di entusiasmo. Manca la continuità nella fiducia in sé, prima che nel gioco: a regnare sembra la non convinzione di poter oltrepassare il momento critico della partita, quando gli altri rientrano o provano a scappare nel punteggio. Un blocco che solo il lavoro in palestra può abbattere: è dentro il PalaSerradimigni che si crea la consapevolezza di poter incassare i colpi insieme, oltreché di avere talento e carattere per risalire la china, partendo dalle individualità per formare il gruppo. Anche, e soprattutto, quando tutti sembrano scommettere che non sarà possibile farlo: Marco Spissu docet.

Matteo Cardia

 

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