La coppetta diventi antipasto

La Dinamo Sassari guarda alle ultime due di regular season con in testa il sogno Scudetto e in bacheca la Fiba Europe Cup.

L’entusiasmo, che dal 2015 in avanti era stato solo accennato a tratti, è tornato dirompente, investendo tutta la Sardegna (e non solo) e riaccendendo i riflettori sulla squadra biancoblù (o biancoverde, a seconda delle arene) guidata in campo dall’icona Gianmarco Pozzecco e in scrivania dal vulcanico Stefano Sardara. 

Serviva una vittoria europea per riportare in auge l’immagine di una realtà che dopo aver toccato la vetta si era un po’ incartata, ritrovandosi solo ogni tanto, qua e là. Rischiava di perdersi, forse definitivamente, anche nella stagione in corso, partita bene con gli auspici infusi dalle capacità di “Enzino” Esposito ma mai decollata fino al divorzio dall’ex bomber campano. E allora il colpo di teatro, forse anche disperato e da spalle al muro: dentro Pozzecco, caccia alla scossa.

Tanto scetticismo, per molti versi ben riposto, di fronte alla pochezza sino ad allora dimostrata in panchina dalla “Mosca Atomica” e alle difficoltà che sembravano non insormontabili per Polonara e compagni. L’assaggio in Coppa Italia (vittoria in extremis e poi sconfitta) con Pozzecco che nemmeno aveva disfatto le valigie, aveva dato una scintilla, ma le incognite erano legate al lungo periodo. Quello in cui squadra e tecnico avrebbero dovuto dimostrare la solidità necessaria per fare strada in campionato e in Europa. Vittoria dopo vittoria, miracolo dopo miracolo, si è costruito uno zoccolo duro inteso come gruppo compatto e classifiche sostanziose, fino alla festa di Wurzburg. Merito del coach, sicuramente, e di un presidente che – da imprenditore capace e scommettitore – ha capito quale fosse la medicina in un momento di appassimento.

La Fiba Europe Cup è, ad oggi, una “coppetta”. Il trofeo meno importante nel basket di oggi, senza che nessuno si offenda. Al pubblico, specie quello mainstream e meno avvezzo, interessa ben poco. Vincere ha sempre il sapore della vittoria, e c’era bisogno di questo per rinvigorire il tutto e riaprire un libro un po’ impolverato. Quello delle ambizioni, che nelle ultime ore non sono state minimamente nascoste da Pozzecco e soci: obiettivo Scudetto, continuando a stupire e divertendosi, forti di una squadra che – a dire degli addetti ai lavori di casa Dinamo e non – in molti ruoli vanta i migliori sulla piazza.

Guai, come ha fatto subito notare Sardara dalla Germania, a distrarsi: occorre battere Trieste e Cantù per evitare che la “coppetta” serva solo sul lungomare algherese tra un paio di settimane. Entrare ai playoff è fondamentale, farlo da settimi oppure ottavi renderebbe irta la salita (trovando subito Venezia o Milano), una doppia vittoria al tramonto della stagione regolare potrebbe aprire scenari decisamente più interessanti a livello di tabellone. Ecco perché quella “coppetta” sposata come ripiego dopo l’ultimo fallimento sportivo dovrà essere l’antipasto per qualcosa di più grande e vero, meritevole di festeggiamenti ben più giustificati. Gioie sbiadite, ma non troppo…

Claudio Inconis

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