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Dinamo Sassari, Il pagellone della stagione: 9 al gruppo e 7 al gioco

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Nessun bocciato tra i giocatori che hanno concluso la stagione, 7 al Poz e un’unica insufficienza: il presidente Sardara non è riuscito a contenere i dissidi con l’allenatore, apparendo l’unico responsabile perché il Poz è stato bravo a non esprimersi, proteggendo la sua situazione contrattuale. Nel pagellone della stagione della Dinamo Sassari spiccano l’8 a Bilan e Bendzius, la leadership di Spissu e i miglioramenti di Jason Burnell.

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Marco Spissu 7,5: Non soffermatevi sull’errore commesso a metà campo quando ha cercato di liberarsi con il gomito dalla morsa di De Nicolao. Spissu è cresciuto tantissimo in termini di responsabilità in campo, di leadership, e anche di resistenza fisica: come si fa a chiedere di giocare più di 30 minuti a partita a un playmaker con le sue caratteristiche? Esame superato, considerando che ci si è messo di mezzo anche lo stop forzato per il Covid. Alla domanda, invece, se sia pronto per il salto di categoria, noi rispondiamo che questo è il suo livello ed è tra i migliori.  

Stefano Gentile 6: Quando partiva dalla panchina produceva 0,39 punti al minuti, quest’anno 0,33. Ha la percentuale da 2 punti più bassa della squadra. L’infortunio di Pusica lo ha costretto agli straordinari, e quindi a un ruolo che non gli appartiene, ed era difficile chiedere di più. È anche colui che ha commesso gli errori più gravi ai playoff. Però il suo impegno merita un 8 pieno. 

Jason Burnell 7,5: Lo abbiamo visto crescere progressivamente mese dopo mese, provare nuove giocate, migliorare in post e persino al tiro da 3 punti. Fondamentale a rimbalzo e in difesa. In circostanze decisive sono mancate cattiveria e determinazione, ma la carta d’identità lo assolve. Se c’è un giocatore da confermare, il primo è Burnell. 

Eimantas Bendzius 8: All’inizio avevamo paura di avere di fronte un giocatore discontinuo, su cui non si può sempre contare. Invece ha dimostrato di sapere riemergere sempre dopo i momenti di difficoltà, e si è dimostrato un cecchino infallibile. Per lui 16,6 punti di media in 31,3 minuti (un altro minutaggio sovrumano), con il 53,6% da 2 e il 45,4% da 3.

Miro Bilan 8: Il centro croato ha 32 anni, non ha le molle e l’atletismo necessari per giocare in Eurolega, e se Pozzecco restasse non ci sarebbe nulla di strano nel confermarlo. Insieme a Spissu, Bilan è la Dinamo. Rispetto all’anno scorso ha aumentato minuti in campo, punti e rimbalzi, mantenendo lo stesso eccellente rendimento. Se fossimo riusciti a regalargli qualche minuto in più di riposo avrebbe sfiorato la perfezione. Il nostro MVP del campionato. 

Toni Katic 6,5: In più occasioni i tifosi si sono chiesti se fosse all’altezza. Invece Katic ha sempre fatto canestro quando nessun altro era in grado di farlo, paradossalmente si è dimostrato il più freddo nelle situazioni di difficoltà. In un’ipotetica seconda stagione, siamo sicuro che migliorerebbe ancora. Ma anche il suo futuro è legato a quello del Poz.

Filip Kruslin 6,5: Come sopra, anche se nel suo caso si sono visti a volta atteggiamenti supponenti. Poi ha giocato un finale di stagione straordinario, quando c’era bisogno delle sue triple, e ha dimostrato la cattiveria e la lucidità necessarie per i playoff. Con 7 minuti a partita giocati in meno rispetto a Gentile, lo supera nella media punti (9,3 versus 9). 

Kaspar Treier 6: Rispetto alla sua stagione in A2, è sceso il suo rendimento dall’arco, ma perché gli è stato chiesto di prendere tiri  da guardia. Molto meglio invece sotto canestro, nella seconda parte di stagione ha dimostrato la grinta giusta. Non l’ha aiutato la mancanza di continuità nel suo impiego.

Ethan Happ 6: Rispetto a Tillman ha alzato il livello a rimbalzo e negli assist, ma in attacco poteva fare meglio. Se capisse che quando un’azione diventa complicata è meglio uno scarico, e che partire palla in mano a centrocampo non fa parte del suo ruolo, diventerebbe ancora più utile alla squadra. In ottica a futura, anche lui ha margini di miglioramento. 

Justin Tillman 4,5: Molle, accentratore, distratto. La sua situazione personale non l’ha aiutato, ancor meno il suo agente. 

Giacomo Devecchi 7: Ritorna in campo per sopperire agli infortuni, dimostra una saggezza cestistica rimasta nel cassetto troppo a lungo. Poi si infortuna gravemente ma continua a tenere unito il gruppo.

Vasa Pusica sv: Sarebbe bello rivederlo all’opera, per capire di che pasta è fatto.

Massimo Chessa 6,5: Subito calato nella parte, con prestazioni tutte fosforo. Meritava un po’ più di continuità, per fare qualche fallo intelligente in più e magari qualche bomba. E soprattutto per dare 2 minuti di riposo in più a Spissu.

Luca Gandini sv: Di lui si sa che la ragazza di Spissu fa da baby-sitter a suo figlio, che ha una faccia simpatica e tutti lo adorano. Peccato perché aveva mano e intelligenza per dare una mano anche in campo, a proposito di quei 2 minuti di riposo in più.

Marco Antonio Re sv: Come persona non si discute, e forse con le rotazioni limitate di Pozzecco ci sta che sia lui il dodicesimo. Ma allenarsi per un anno con una squadra di Serie A non farebbe meglio a un giovane di buone prospettive piuttosto che a Marco Antonio Re? 

Gianmarco Pozzecco 7: Qui c’è da dare tantissimi voti. 9 per il gruppo che ha costruito. 8 per la signorilità con cui (non) ha risposto alle staffilate a mezzo stampa di Sardara e alla sospensione. 7 per il gioco, perché è spettacolare e ben rodato ma, a parte quando contro Venezia sono venuti fuori Katic e Kruslin, è mancata la capacità di trovare alternative. 6 per la disciplina, perché il Poz è migliorato, si è calmato, ma i falli tecnici di troppo non sono mancati. Infine 5 per l’istinto assassino trasmesso alla squadra. Perché va bene il “volemose bene”, però 10 rimonte clamorose subite sono davvero troppe. La media è 7, speriamo resti per migliorare ancora. 

Casalone e Gerosa 7: Grande capacità di dirigere la squadra quando il Poz è squalificato o sospeso. A “Trick and Roll” c’è persino chi ha ipotizzato una promozione per Casalone.

Stefano Sardara 5,5: 8 per la libertà data a Pozzecco di costruire la squadra, anche se gli è costato tantissimo. 7 per i risultati visti in termini di disciplina da parte dell’allenatore, perché lui se la prende con le bestemmie ma i miglioramenti ci sono stati eccome. 4 per le staffilate a mezzo stampa. 3 per la sospensione nel momento più delicato della stagione.

Nicola Accardo

 
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