Gianmarco Pozzecco durante un timeout | Foto Luigi Canu

Dinamo Sassari, l’importante è ripartire

“L’importante è ripartire”. Una parafrasi di una famosa canzone di Mina che fa perdere un po’ di charme al successo della Tigre di Cremona, ma che ben descrive la vittoria della Dinamo Sassari alla Vitifrigo Arena di Pesaro contro la Prosciutto Carpegna di Jasmin Repesa.

I biancoblù arrivavano alla prima di campionato non al meglio: due sconfitte consecutive, una indolore proprio contro i marchigiani nell’ultima del Girone D di Supercoppa e l’altra ben più pesante (la più larga subita nell’era Pozzecco) contro la Virtus di Djordjevic alle Final Four a Bologna. Ma soprattutto ad assumere una certa rilevanza nella settimana biancoblù sono state le parole del presidente Stefano Sardara a La Nuova Sardegna qualche giorno dopo la sconfitta con le V Nere. Una strigliata vera e propria verso Gianmarco Pozzecco, un modo forse non troppo elegante, quello di sbandierare alla stampa una questione così delicata, ma che si è rivelata efficace. L’allenatore triestino ha mantenuto il polso fermo anche quando la gara di Pesaro sembrava precipitare (i sassaresi sono stati sotto anche di 12), trasmettendo tranquillità ai suoi ragazzi che hanno reagito alla grande e di squadra, portando a casa i primi due punti della stagione.

Pusica e le 3B –Quella della Vitifrigo Arena è stata una partita dal copione completamente ribaltato rispetto a quella della settimana precedente contro la Virtus Bologna: una partenza arrembante degli uomini di Repesa (Cain, Delfino e Robinson su tutti), con i sassaresi che hanno rischiato anche di uscire dalla gara se non fosse stato per Vasa Pusica. Il serbo si è rivelato fondamentale per mantenere in linea di galleggiamento i suoi con due giochi da tre punti e un tiro oltre l’arco pesantissimo. La svolta è arrivata successivamente con i tre più continui della serata; la “tripla B” (Bilan, Bendzius, Burnell) si è scatenata col passare dei minuti in entrambi i lati del campo mettendo il guinzaglio a una mai doma Pesaro. È cresciuto evidentemente anche un Marco Spissu fin lì ombra di se stesso, Gandini e Devecchi hanno offerto il proprio contributo e la gioia per la vittoria è arrivata sul finale dell’ultimo quarto.

Gli assenti-presenti – Una Dinamo che è ancora un cantiere aperto, per stessa ammissione di Pozzecco nel pregara, a cui mancano ancora 4 giocatori. Filip Kruslin sembra ancora lontano dai fasti del Cedevita, mentre Kaspar Treier è appena rientrato dal problema al piede che gli ha fatto saltare l’intera Supercoppa. Per l’estone di formazione italiana sono arrivati comunque minuti importanti, ma vuoi per l’emozione della prima in A1 o per le condizioni fisiche ancora non buone, non ha fatto vedere quello che aveva mostrato al City of Cagliari dove aveva stupito tutti al cospetto di Milano e Venezia. Da recuperare gli infortunati Stefano Gentile e Justin Tillman; il primo non ha voluto rischiare l’impiego in accordo col Poz dopo il problema accusato in Supercoppa, ma è sulla via del recupero e chissà non lo si veda in campo già con Trieste. Discorso più complesso per l’ex Gilboa, apparso con un tutore alla spalla dopo l’infortunio di Bologna: tra quarantena fiduciaria e problemi fisici, Tillman ha svolto appena un allenamento e mezzo completo più due partite di Supercoppa insieme ai nuovi compagni. Un percorso tattico di inserimento difficile per lui, ma quando Poz e staff compieranno questa mini-impresa si potrà dare un giudizio più completo sulla Dinamo 2020/2021.

Matteo Porcu

 

 

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