La Dinamo Sassari festeggia dopo la vittoria con Roma | Foto Luigi Canu

Dinamo, ultima sgambata prima della Final Four: contro Pesaro basta poco

Tutto sommato è andata bene così: nonostante gli infortuni, nonostante gli spalti vuoti, nonostante le partite troppo ravvicinate per provare qualcosa di nuovo in allenamento. Dopo aver giocato tutte le partite del girone D in Sardegna, la Dinamo si appresta a timbrare il biglietto per la Final Four di Supercoppa a Bologna, perché al prossimo avversario, Pesaro, per qualificarsi servirebbe un’impresa titanica: vincere di 31 punti contro Devecchi e compagni. Si gioca lunedì 14 alle 21.

Se Venezia e Virtus Bologna dovranno sudarsi la qualificazione all’ultima partita, per la Dinamo a ranghi ridotti è stato più facile del previsto: solo Brindisi si è dimostrata un’avversaria all’altezza degli uomini di Pozzecco, che si trovano davanti negli scontri diretti con i pugliesi in virtù del +2 della partita di andata, frutto della tripla di Pusica allo scadere. Con Pesaro, che ieri ha sofferto la fisicità dei pugliesi cedendo 70-84, si parte invece del +15 dell’andata. Se dovesse arrivare una sconfitta con le tre squadre a pari punti (quattro vittorie e due sconfitte), alla Dinamo basterebbe difendere la differenza punti per accedere alla Final Four. Una buona notizia a sei giorni dalla semifinale di Bologna, quando i tifosi biancoblù sperano di rivedere in campo almeno Stefano Gentile, e magari avere notizie di Gandini, cambio del pivot che permetterebbe a Bilan di rifiatare qualche minuto in più.

Tillman, l’arma in più – Intanto Pozzecco ha sorpreso tutti, schierando Justin Tillman in campo nella facile vittoria contro Roma, a dispetto delle dichiarazioni precedenti. “Non voglio farlo giocare senza aver mai provato con lui uno schema”, aveva detto, ma poi una “conversazione emotiva” con il giocatore gli avrebbe fatto cambiare idea. L’ala forte americana è reduce da mesi di inattività, ha perso entrambi i genitori a causa del Covid, e in realtà la sua presenza in panchina senza testare il parquet stava diventando ingombrante, soprattutto in una squadra costretta a giocare in 7-8, dando tanti minuti a capitan Devecchi e qualche scampolo a Re. La risposta, pur in un contesto diverso da quello di una partita vera e senza l’intensità difensiva che si aspetta da un avversario di Serie A, è stata superlativa: 21 punti in 17 minuti in campo, i primi alley-oops serviti da Pusica, il ferro che vibra, e soprattutto una soluzione di gioco in più, in grado di spezzare il monologo del tiro da 3 punti che tanto ha dato finora ai sassaresi in questa Supercoppa. La gioia dei compagni a ogni suo canestro, la felicità mostrata anche sui social, sono un’altra buona notizia per il futuro di questo gruppo, che in tutti questi giorni a Tillman è stato molto vicino. Il più felice è Jason Burnell, che ora potrà parlare “americano” anche sul campo, e soprattutto potrà giocare nel suo ruolo, mostrando perché la Dinamo pensa davvero di costruire l’erede di Dyshawn Pierre. Ieri ha aiutato nel playmaking e ha sfiorato la tripla doppia, con 11 assist. Anche Bendzius, che si sta mostrando più un 3 che un 4, si troverà più a suo agio con il nuovo arrivato in quintetto. Quella contro Pesaro, più che la partita decisiva per la qualificazione ormai in tasca, sarà un’occasione in più per provare Tillman in campo, questa volta contro una squadra un po’ più attrezzata.

Nicola Accardo 

 

AL BAR DELLO SPORT

guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti