Viatico per la crescita?

Vittoria da grande squadra per il Cagliari a Verona contro il Chievo: salvezza molto più vicina. E ora la Juventus.

Difficile non trovare qualcuno che, dopo i primi 10-15 minuti di Chievo-Cagliari, non ha pensato “ecco, un’altra prova tipica dei rossoblù lontani da casa, prepariamoci al peggio…”. Già, perché l’approccio era stato tra i peggiori, come rilevato dallo stesso Rolando Maran a caldo. Poi, come d’incanto, l’episodio favorevole del bel gol di Pisacane (il Bentegodi è ormai il suo feudo) generato dall’ennesima gemma di un Pellegrini (che cross!) confermatosi tra i talenti più promettenti del calcio italiano. Un vero peccato che sia in Sardegna in mero prestito secco, c’è da auspicare che Giulini e soci trovino il pertugio per acquisire qualche diritto su di lui. Ma con una Roma in fase di ri-costruzione sarà dura…

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Il Cagliari è cambiato lì, trasformando in tutto facile l’accenno di disastro che stava materializzandosi, almeno a sensazione. Merito, in primis, di uno dei due fenomeni della bottega sarda. Certo, c’è Barella che ha proposto alcuni colpi da fenomeno vero (ma non c’era bisogno della recita scaligera), ma quel Cragno che ogni due per tre è il migliore in campo ha sul taccuino il miracolo fondamentale per tenere lo 0-0, prima della goleada.

Il gol alla prima occasione ha fatto imboccare la discesa, percorsa poi a tutta velocità. Impossibile trovare note dolenti, forse il solo, abulico Thereau, ancora in letargo da quando è sbarcato nell’isola. E’ mancato Pavoletti (squalificato), ma anche qui non c’era bisogno dell’ultima uscita per certificarne il suo essere fondamentale. Si sarà riposato per la Juventus, dopo la sbornia azzurra, e la Gobba potrà essere affrontata con quella leggerezza scaturita da una vittoria di maturità.

Si chiedeva lo step al Cagliari di Maran, che ha maramaldeggiato laddove solo pochi giorni fa soffriva il ben più quotato Milan. Una serata dolce che fa da antipasto al grande appuntamento di martedì alla Sardegna Arena. Una vetrina importante per la squadra, che può regalarsi qualcosa di grande, e per il club. Giulini è tornato loquace e si gusta le buone notizie dal campo e dal contorno (si fa per dire) rappresentato dalla macchina-stadio rimessa in moto giovedì in Comune. “Non siamo una piccola, guardate il bacino d’utenza!”, rivendica con orgoglio il patron, con un sussulto che adesso dovrà essere certificato da scelte, prestazioni e continuità.

Fabio Frongia