#7 | Evergreen

Ultimo Tango a Cagliari | Racconti, emozioni e deliri in rossoblù. Di Andrea Valentini

Evergreen.

Come l’album di Calcutta.
Come gli spaghetti con pomodoro e basilico.
Come i due album di Notorious B.I.G., o come i mille dei Beatles.
Come “non sei tu, sono io”, come “ho bisogno di stare sola e pensare”.
Come un post di Matteo Salvini che strumentalizza un fatto di cronaca.
Come un post di Saviano indignato con Matteo Salvini che strumentalizza un fatto di cronaca.

Così, come tutti questi grandi classici che non muoiono mai, è arrivata l’ennesima certezza della vita: la puntuale, netta sconfitta del Cagliari a seguito di una grande prestazione, meglio se in una partita decisiva per la classifica.

Avevo sensazioni ultra-negative per questo match, tant’è vero che ho evitato di scrivere un pezzo pre-partita.
Sarei stato apostrofato come cugurra, quando invece seguivo solo istinto e tradizione.
Poco importa che di fronte ci sia il derelitto Bologna – per la verità rinvigorito, almeno nell’atteggiamento, dalla cura Mihajlovic – piuttosto che l’ingiocabile Juventus di Max Allegri: dopo l’esaltazione, aspettiamoci una prova opaca da zero punti.

Il Cagliari non ha mai dato l’idea di poter vincere la gara del Dall’Ara.
Ed è questo, parliamoci chiaro, che ci ha rovinato il pranzo domenicale.
A perdere in trasferta, seppur contro formazioni non irresistibili, siamo ormai tristemente abituati.
Il problema nasce quando sembriamo nettamente inferiori a squadre che sulla carta dovrebbero esserlo rispetto a noi.
Come dite? Mentalità provinciale?
Mentalità comunale, azzarderei.
Rionale, maledizione.

Volete un altro po’ d’ansia?
Siamo a sei punti di vantaggio dagli stessi felsinei: se non ne totalizzeremo altrettanti nelle prossime quattro partite, preparatevi pure all’ennesimo finale di stagione scritto e diretto da Dario Argento.
Fiorentina alla Sardegna Arena, Chievo al Bentegodi, poi ospitiamo la Juve ma, soprattutto, la SPAL.
Detto di un’eventuale comprensibile sconfitta contro la corazzata bianconera, il minimo sindacale sarebbe battere un Chievo in Serie B da Natale se non dall’Immacolata Concezione, e vincere lo scontro diretto contro i biancazzurri di mister Semplici.
Con la possibilità, non disprezzabile, di aumentare il bottino venerdì contro una Viola probabilmente priva di Chiesa.

Che volete che vi dica?
Io gli sfottò di tutti ho appena finito di incassarli, voi?
Mah, non ci curiamo di loro, guardiamo e passiamo.
E non crucciamoci, magari “vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole”…

Avanti Cagliari.

Andrea Valentini

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