Fabio Aru al Tour de Colombia

Fabio Aru: risultati ok, ma la distanza dai migliori c’è ancora

Due Top10 in due corse a tappe molto dure come la Vuelta a Burgos e il Tour de l’Ain e un 5° posto alla Mont Ventoux Denivele Challenge: questo il bilancio per Fabio Aru al termine della campagna franco-spagnola che ha dato il via alla ripartenza della sua stagione post-lockdown.

Un bicchiere mezzo pieno dal punto di vista di risultati: bello rivedere il villacidrese finalmente davanti dopo le amare delusioni delle precedenti annate con gli infortuni e il problema all’arteria iliaca che ne aveva condizionato le prestazioni. Bicchiere mezzo vuoto invece per quanto riguarda ancora la capacità del sardo di reagire prontamente ai cambi di ritmo: il minimo comune denominatore delle tappe regine in Spagna e in Francia e nella corsa in linea sul “Monte Calvo”, è infatti sempre stato quello di non saper reggere le accelerate del gruppo e rispondere agli attacchi, come il Cavaliere dei Quattro Mori aveva dimostrato di saper fare nel suo periodo d’oro all’Astana.

Un piccolo campanello d’allarme, ma il meglio deve ancora arrivare e i giudizi ora possono essere senz’altro affrettati: ci sono ciclisti più avanti nella preparazione (il devastante Roglic per esempio ha corso per la prima volta a fine giugno vincendo il campionato sloveno), la stagione è ancora lunga ed è stato lo stesso Fabio Aru al termine del Tour de l’Ain ad esprimere una certa soddisfazione: “L’ultima tappa è stata molto dura, il Team INEOS ha diviso il gruppo sulla prima parte della salita quando gli uomini di Bernal hanno imposto un ritmo elevato– le sue parole ai canali ufficiali della UAE Emirates-. Ho pagato un po’, ma sono comunque felice di essere stato nel cuore della corsa. Tra il Mont Ventoux e il Tour de l’Ain, ho affrontato quattro giorni intensi di gara, ad un alto livello di competitività, il che è molto importante in vista dei prossimi appuntamenti. La prossima settimana correrò il Gran Piemonte e il Lombardia e tra tre settimane sarò al via del Tour de France. L’obiettivo è continuare a crescere con la mia condizione per arrivare alla Grande Boucle in ottima forma”. Sì, perché sarà quello il vero obiettivo del trentenne, forse più in appoggio al compagno Tadej Pogaçar che per ambizioni personali. Ora però il focus è sul Gran Piemonte, corsa in linea che potrebbe anche vederlo di nuovo protagonista in un territorio a lui caro. 

Matteo Porcu

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Riccardo
Riccardo
10/08/2020 18:22

Caro Fabio ti auguro ogni bene ma credo che potrai solo fare buoni piazzamenti