Giulini, primo lustro in rossoblù

Sono passati cinque anni da quando Tommaso Giulini e Massimo Cellino firmarono l’accordo di passaggio di proprietà del club rossoblù.

Da Zeman a Maran, da Colombi a…Cragno, che c’era allora e c’è tuttora. Sono passati cinque anni da quell’11 giugno 2014, quando Tommaso Giulini è diventato ufficialmente il proprietario del Cagliari Calcio, acquistandolo da Massimo Cellino. Il suo primo lustro rossoblù, come da titolo: un quinquennio in cui il patron della Fluorsid ha vissuto emozioni contrastanti. Momenti amari, come la retrocessione in Serie B al primo anno di presidenza, alcuni amarissimi (la vicenda giudiziaria che colpì la sua azienda nel 2017, che segnò inevitabilmente il legame con la piazza cagliaritana). Altri ben più felici, come l’inaugurazione della Sardegna Arena e, sul campo, le tre salvezze consecutive in Serie A o la festa per la promozione dai cadetti con Massimo Rastelli in panchina. Cinque anni di montagne russe, con tanti nomi illustri passati per Cagliari, in tutti i ruoli. In panchina Zdenek Zeman e Gianfranco Zola, forse due dei maggiori rimpianti del presidente; in campo gente dal passato internazionale come Borriello e Bruno Alves, gli ex juventini Storari, Padoin e Isla, Klavan e Srna. Tante le delusioni, su tutte la meteora Van der Wiel: da Longo a Cop, passando per Husbauer, Miangue, Ceter e altri che non hanno lasciato il segno in rossoblù. Tante le soddisfazioni date a Giulini dagli italiani, dalla rinascita di Pavoletti alla crescita di Cragno e, soprattutto, Barella, tutti stabilmente nel giro della Nazionale di Mancini e corteggiatissimi dal mercato.

Ma i cinque anni dell’era Giulini sono legati a doppio filo con la vicenda stadio, argomento decisivo nella volontà del suo predecessore Cellino di passare la mano. Mandato in pensione il Sant’Elia, dopo averci giocato le sue prime tre stagioni, il progetto giuliniano procede (non proprio) spedito: il primo step è stato la realizzazione della Sardegna Arena, sfruttando in gran parte la struttura già vista a Is Arenas con alcune opportune modifiche. Uno stadio provvisorio per permettere al Cagliari di non emigrare, in attesa della costruzione del nuovo: in origine la speranza era di potervi giocare nel 2020, anno del Centenario, ma l’attesa sarà decisamente più lunga.

Inevitabile, poi, toccar il tasto legato ai rapporti con la tifoseria, organizzata e non: mai amato dai celliniani, sostenuto viceversa da chi era contro il vecchio patron, Giulini ha sempre avuto parole al miele per i sostenitori rossoblù, difendendo la piazza anche in caso di attacchi mediatici (vedasi il caso Kean-Matuidi), ma probabilmente senza aver – per il momento – raggiunto il livello di affezione desiderato. La gestione del mercato (e degli allenatori) è uno degli argomenti che spesso vengono usati per criticare la sua presidenza, a torto o a ragione. L’affaire Barella e tutto ciò che ne deriverà sarà un banco di prova importante per testare gli umori della tifoseria, molto legata al gioiello di casa e, seppur disposta ad accettarne la cessione, pretende in cambio le giuste contropartite. Abituato spesso a decidere in autonomia (da buon capitano d’impresa), nel suo ultimo Cagliari ha scelto di affidarsi maggiormente a chi gli sta intorno: dal fido diggì Passetti al toscanaccio Carli, più volte usato come filtro con i media, fino a Rolando Maran, rinnovato fino al 2022.

Intanto, da qualche giorno è partita la nuova campagna abbonamenti, con la prelazione per i vecchi abbonati: già dall’andamento di questa, che porta al campionato del Centenario, si vedrà quanta fiducia gli vorrà accordare la piazza rossoblù. In ogni caso auguri, Pres

Francesco Aresu

 

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