Sasha Grant con la maglia del Bayern

Grant: “Stimo Pozzecco, il mio sogno è l’NBA”

Il periodo di isolamento forzato prosegue e con lui anche il nostro appuntamento quotidiano con l’aperitivo virtuale LINEA 131 (ogni giorno alle 19:00 sulla nostra pagina Facebook): una rubrica nata un po’ per gioco o noia se vogliamo, ma che sta allietando le serate di tanti utenti che scoprono lati dello sport che forse non sarebbero mai venuti a galla in una situazione normale.

Così, tra il serio e il faceto che contraddistingue la rubrica, nella decima puntata del format ci siamo collegati con la Germania per chiacchierare con un giocatore di basket forse ancora troppo poco conosciuto al grande pubblico in relazione a quanto d’importante sta facendo. Il neo diciottenne Sasha Grant da Dolianova è uno dei giovani più interessanti della pallacanestro italiana ed è in forza a una società blasonata come il Bayern Monaco, in testa alla Bundesliga nonché partecipante all’Eurolega. Per lui già diverse presenze nella massima divisione tedesca (1,3 punti di media in stagione), quattro gettoni in Eurolega con i grandi e un posto nel quintetto ideale della Next Gen (il torneo dell’Eurolega dedicato alle giovanili), chiusa al terzo posto col suo Bayern. In più è uno dei punti di forza delle nazionali giovanili azzurre, maglia che ha vestito da quando era Under 16.

Tanti sport praticati nell’infanzia come il calcio, tennis, lacrosse, hockey e, nel suo periodo in Inghilterra, atletica e rugby (che si riflettono tanto nelle sue poderose entrate a canestro e nella verticalità) prima di scegliere la palla a spicchi (“Fu il mio migliore amico d’infanzia Tommaso al campetto che mi indirizzò”). Oltre alle indiscutibili doti sportive, abbiamo scoperto un ragazzo “smart” e dinamico che parla correttamente quattro lingue; oltre a italiano e inglese (“in famiglia mio padre e mia madre utilizzavano la propria lingua madre“), è capace di comunicare in tedesco e spagnolo e “me la cavo bene anche col sardo, in paese parlo così con le persone più anziane e i miei amici; anche mia madre quando faccio il monello lo usa…”. Tanto allenamento, ma senza dimenticare la scuola con l’esame di maturità alle porte.

Sasha ci ha raccontato la sua esperienza a Monaco: “Ho fatto le giovanili qui, poi mi sono meritato l’opportunità di essere convocato con la prima squadra sia in Bundesliga che in Eurolega: una bellissima esperienza, sto continuando a studiare quest’anno sono di diploma e nel mentre continuo a giocare. Sono grato per quest’opportunità. Questo è un club dove devi meritare le cose, rispetto ad altre società tedesche i giovani giocano meno. Sono contento mi sia stata data questa possibilità, ma me la sono andata a prendere; devi dimostrare in allenamento che sei pronto per giocare. A scuola e in mensa incontro anche i giovani calciatori del club, vado anche a vedere le partite di calcio, anche se non ne capisco tanto”. Anche in Germania è da poco entrato in vigore il lockdown per il coronavirus: “Il campionato con la seconda squadra è terminato, mi sono allenato con la prima squadra facendo sedute individuali: da ieri in Germania vige il lockdown simile all’Italia e quindi abbiamo ricevuto un piano di allenamento da fare in casa. Il mio tempo libero? Finalmente ho comprato una XBox con cui gioco a NBA2k, Madden e Uncharted, sto ancora studiando quindi il tempo per la lettura è poco: quello lo faccio magari nei ritiri con la Nazionale. Però sono sempre focalizzato negli allenamenti, sempre meglio aggiungere qualche seduta: mi definisco sono una persona semplice, mi piace stare con la famiglia e gli amici. Quando sono a casa, spesso vado al mare e in mezzo la natura”

Un legame con la Sardegna che nonostante i diversi anni trascorsi fuori non si è mai diradato: “Sono molto legato alla mia terra, sono cresciuto in Sardegna e lì è rimasta la mia famiglia da parte di mia mamma: quando non penso al basket il mio primo pensiero va a casa, non vedo l’ora di tornare dai miei amici e da mia nonna che cucina benissimo”. Ecco quindi che la domanda di un futuro alla Dinamo Sassari, la squadra di una regione intera, sorge spontanea: “Sono sempre stato un tifoso della Dinamo, l’ho sempre seguita da quando gioco a basket. Pozzecco? Lo rispetto tanto, non lo conosco personalmente ma di lui ne parlano bene: non è automatico che da grande giocatore diventi un buon allenatore, la Dinamo sta facendo grandi cose: non so cosa succederà nella mia carriera, ma come ogni ragazzo il sogno è l’NBA. Non mi pongo obiettivi, direi che l’importante è migliorare come giocatore poi non so dove mi porterà di tutto questo”.

Sasha Grant e Gigi Datome

Cresciuto con l’idolo indiscusso di LeBron James (“è più di un’atleta e mi ispiro tanto a lui. Guardo come gioca, non solo come va a canestro ma anche come passa il pallone: è più di un giocatore di basket, anche per quello che fa a livello sociale”), ha avuto modo di incrociare in campo l’altro grande cestista sardo Gigi Datome a inizio novembre in Eurolega nella gara tra Fenerbahce e Bayern: “Non abbiamo giocato contemporaneamente, lui stava in panchina quando ero in campo e viceversa: però ci siamo visti anche in allenamento e abbiamo chiacchierato: ci siamo fatti la foto a inizio partita, perché sapevamo che era storica. Tra l’altro è stata una bella esperienza anche la partita perché eravamo sul -15 e poi siamo rientrati in gioco: il mio coach mi ha fatto entrare a 2-3 minuti dalla fine nonostante tutto fosse in ballo ancora e, sebbene fossi pronto, non me l’aspettavo. Stare in campo con giocatori di quel livello è importante, però se lavori sodo ci puoi stare. Tutte le cose che ha fatto Gigi per me non sono da sottovalutare, ha fatto delle esperienze importanti in NBA e a livello europeo con la vittoria in Eurolega: quei minuti giocati in Eurolega per me sono una motivazione”.

Lui che potrebbe fare parte della nuova generazione azzurra che potrebbe fare da spina dorsale alle prossime nazionali (insieme ai vari Mannion, Spagnolo, Banchero etc.) chiude poi con una battuta sulla situazione cestistica italiana: “Secondo me c’è tanto talento e questo secondo me si sottovaluta in tutta Europa: ci sono squadre come la Stella Azzurra di Roma sempre protagonista nei tornei giovanili e tante altre squadre in giro che fanno bene. Purtroppo c’è solo una squadra in Eurolega, l’Olimpia MIlano. La Bundesliga è cresciuta tantissimo, ma la Serie A rimane sempre un bel campionato”. Chissà che la rinascita definitiva della palla a spicchi azzurra non passi anche per le sue mani.

Matteo Porcu

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