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Eusebio Di Francesco in panchina | Foto Emanuele Perrone

Il Giudizi(z)o I Di Francesco, a freddo scelte da rivedere

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È complicato valutare il lavoro di un allenatore nei 90 minuti della partita, il rischio che si corre è quello di ragionare con il senno del poi e dare un peso eccessivo a scelte che in corso d’evento potevano invece apparire sensate. La lettura delle partite è forse la caratteristica più importante per un tecnico, difficilmente sul piano tattico si può inventare mentre saper capire il momento di un cambio tattico o di uomini può fare la differenza. Il Cagliari che ha perso ieri in casa contro l’Inter ha in Di Francesco uno degli imputati, il vantaggio arrivato dopo i miracoli di Cragno, la gestione pressoché tranquilla, poi la modifica che ha cambiato la gara.

La pagella – Di Francesco 6: che il pallino verrà lasciato all’Inter è chiaro, d’altronde fino a oggi le avversarie hanno sempre avuto il comando del possesso. Prova a pressare alto quando possibile, ma non riesce nell’intento con continuità e deve ringraziare San Cragno se resta in partita per quasi un tempo. La squadra risponde bene, tiene il campo e passata in vantaggio sembra in controllo, poi il cambio al 5-3-2 per resistere contro un’Inter che sale, ma viene tradito da chi lo aveva salvato. Ci si aspettava un Cagliari più propositivo, ma si è visto forse quello meno di Di Francesco della sua gestione rossoblù.

Nel voto espresso a caldo, senza replay e né tantomeno poter rivedere mentalmente la partita chi scrive ha dato la sufficienza all’allenatore rossoblù. Un voto figlio della convinzione che la scelta di passare alla difesa a tre con Klavan in luogo di Faragò fosse quella più utile in quel momento di difficoltà e prevedendo le future mosse di Conte. Con il senno del poi è però l’altro cambio, Sottil fuori e Nández dentro, ad aver forse marcato la differenza in negativo con i nerazzurri. Non tanto per la condizione non al massimo del León, quanto per aver modificato il centrocampo da 4 a 3 elementi dando così sfogo ai raddoppi sugli esterni due contro uno dell’Inter. Inoltre non si può  non considerare la responsabilità del tecnico nella gestione dei calci da fermo difensivi, vera e propria chiave del ribaltamento nerazzurro di ieri. A un giorno di distanza dunque quel 6 sarebbe dovuto essere un 5,5 tendente al 5, perché anche se lo sviluppo del punteggio aveva fatto pensare a un possibile colpaccio rossoblù, guardando alla gara completa e soprattutto ai dettagli che l’hanno determinata non si può non sottolineare i possibili errori di Di Francesco.

Matteo Zizola

 

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