La Dinamo sbatte su Daye, Venezia sul 2-1

Superba prova della Reyer Venezia che sbanca il PalaSerradimigni 73-76 con una grande prova di Austin Daye. Domenica ancora a Sassari si giocherà Gara 4.

Tabellino: SASSARI-VENEZIA 73-76

SASSARI: Smith 7, Pierre 15, Thomas 17, Cooley 6, Spissu 3, Gentile 3, Devecchi, Carter, Polonara 10, Magro, Diop, McGee 3.
VENEZIA: Stone 9, Haynes 9, Bramos 5, Mazzola, Watt 9, De Nicolao 6, Tonut 10, Cerella, Daye 20, Vidmar, Giuri 3, Biligha.

Le finali della Serie A di basket si spostano in Sardegna con Sassari e Venezia che si presentano al PalaSerradimigni sull’1-1. La “sauna” del Taliercio è un ricordo, per ora, ma il calore del pubblico casalingo compensa ampiamente. Fredde, invece, sono le mani dei padroni di casa che ci mettono oltre due minuti e mezzo per segnare i primi due punti. L’attacco della Dinamo sembra statico e incerto; dall’altra parte la Reyer costruisce buoni tiri ma non sempre punisce, pur dominando alla voce rimbalzi offensivi. Haynes, per la classica legge dell’ex, sembra decisamente carico, aiutato da Daye e dalle giocate difensive di Watt. Una tripla di Gentile prova a dare la scossa. Il secondo quarto sembra proseguire secondo il leitmotiv del primo. La confusione domina negli attacchi sassaresi, e l’Umana ne approfitta per cercare il primo strappo. Un paio di bombe di Spissu e McGee riportano la Dinamo a contatto. La Reyer perde temporaneamente Haynes per falli, ma ha un Austin Daye decisamente ispirato e a tratti immarcabile. La prestazione offensiva del Banco sino a questo punto è decisamente da dimenticare e solo un paio di sfuriate di Thomas consentono ai biancoblù di restare attaccati alla partita. Il primo tempo si chiude 32-39.

Dopo la pausa lunga Sassari sembra tornare in campo con maggiore convinzione. I padroni di casa colmano progressivamente lo svantaggio ma si concedono anche qualche errore di troppo. Thomas, in particolare, ha tantissima voglia, spesso però tende a strafare. L’effetto positivo dura poco: il Banco “si mangia” letteralmente dei canestri facili e subisce il bombardamento dall’arco di Venezia, che arriva sino al +13. Il dossier “triple” è uno dei più scottanti in casa sassarese, mentre gli ospiti – perlomeno nel terzo quarto – ne infilano una serie che li porta al massimo vantaggio. Quarto periodo che mostra la solidità mentale di Venezia, mentre Sassari continua a sprecare le poche opportunità concesse. A cambiare l’inerzia ci provano Spissu, che alza la dose di cattiveria agonistica, e soprattutto Watt. Il centro veneziano, come avvenuto in Gara 2, commette 5 falli prima della sirena finale e finisce di guardare la partita dalla panchina. Il Banco alza l’intensità in difesa e arriva un parziale da 14-0 che scalda tutto il PalaSerradimigni. Il problema è che dall’altra parte c’è Austin Daye, assoluto dominatore della serata: è lui che ferma le ondate della marea biancoblù. Si chiude 73-76, Venezia si porta sul 2-1 nella serie.

Pagelle
Smith 5,5 – I suoi assist mancano da morire, soprattutto quando il canestro lo vede poco
Carter 5 – Sempre incerto su cosa fare quando ha la palla in mano. Male.
Pierre 6,5 – Più convinto, soprattutto in lunetta. Pesanti i suoi errori dall’arco.
Thomas 6,5 – Da tre non segna più. Molto meglio quando attacca il ferro ma anche lui sbaglia molto.
Cooley 6 – Come al solito fa il suo e spedisce di nuovo Watt in panca anzitempo.
Spissu 6 – Litiga ancora con il canestro ma guida la rimonta del quarto periodo.
McGee 5 – Non riesce a replicare le buone prestazioni delle due partite al Taliercio.
Gentile 6,5 – L’impegno e gli attributi non si discutono, ma oggi non basta.
Polonara 6,5 – Tira fuori il meglio quando Daye lo stimola.
Devecchi sv
Magro sv
Pozzecco 5,5 – Diciamo che oggi ci si aspettava un’altra Dinamo in campo oggi. Venezia approccia in maniera più convinta e concentrata, rischiando solo nel quarto periodo. I campanelli d’allarme sono molti oggi, a iniziare dalla statistica sulle triple (6/22). Emerge, inoltre, l’incapacità di trovare contromisure, non tanto a un Daye devastante, quanto più alle secche offensive decisive per il risultato finale.

Lello Stelletti

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