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La Moviola di Sampdoria-Cagliari: D’Aversa protesta, ma Camplone non sbaglia

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Terza presenza in Serie A e seconda stagionale nel massimo campionato per Giacomo Camplone, direttore di gara di Sampdoria-Cagliari nella prima gara al rientro dalla sosta natalizia. Al Var Marco Guida, in una partita dai due volti sia per le due squadre che per l’arbitro classe ’89. Nel complesso una sfida condotta con qualche imprecisione e un metro non sempre coerente, ma che negli episodi rilevanti ha visto Camplone cavarsela abbastanza bene.

Quiete prima della tempesta
Primo tempo quasi di ordinaria amministrazione per il direttore di gara abruzzese. Il primo episodio all’undicesimo minuto, in concomitanza con la prima occasione per il Cagliari. A metà campo Joao Pedro interviene su Chabot, ruba palla e si invola verso la porta di Audero per poi essere chiuso in angolo da Yoshida. L’azione però nasce proprio con il contrasto tra il brasiliano e il tedesco e Camplone valuta male l’entrata del capitano rossoblù. Fallo abbastanza netto, con non un semplice tocco, ma un vero e proprio calcetto da parte di Joao Pedro sul tallone del difensore blucerchiato. Al 18′ è regolare il vantaggio della Sampdoria, sull’assist di petto di Yoshida è nettamente in gioco Gabbiadini che poi batte Cragno da distanza ravvicinata. Al 25′ contatto in area doriana tra Pavoletti e Audero, giusto il fischio del direttore di gara per il fallo dell’attaccante sul portiere. Al 31′ occasione Sampdoria con Gabbiadini che, dopo aver rubato palla a Grassi, mette in mezzo un tiro-cross che non crea grossi pericoli. L’azione nasce da un intervento dell’attaccante su Grassi, ma non c’è alcun contatto tra i due e correttamente Camplone non fischia seguendo – a maggior ragione – la stessa linea adottata nell’occasione di Joao Pedro su Chabot. Il primo giallo della gara è per Lovato al 32′. Corretta la decisione dell’arbitro, l’entrata da dietro del centrale rossoblù è dura, in ritardo e con Caputo che si era già liberato della sfera. Nessuna protesta infine da parte di Pavoletti al 43′ quando, su un lancio illuminante di Joao Pedro e successivo controllo a seguire del centravanti con il petto, Chabot si frappone tra lui e il pallone salvando la propria squadra. Difficile anche pensare a una minima irregolarità del difensore doriano.

Polemiche blucerchiate
Nel dopo gara l’allenatore della Sampdoria D’Aversa ha reclamato per alcuni episodi, su tutti quello che ha portato alla rete del pareggio di Deiola. Prima dell’azione incriminata sono due gli interventi di Camplone meritevoli di menzione. Il primo al 48′ quando Camplone comanda un calcio di punizione in favore del Cagliari sul lato corto dell’area doriana. Ferrari anticipa Joao Pedro mettendo il pallone in fallo laterale, ma dopo aver preso la sfera il suo piede va contro quello del brasiliano con un classico pestone. Decisione dubbia, lasciar proseguire con la rimessa sarebbe stato forse più corretto. Al 52′ uno degli episodi sui quali D’Aversa ha reclamato. Ekdal viene ammonito per un intervento duro su Deiola, in ritardo e diretto sulla caviglia del centrocampista di San Gavino. Giallo corretto, anzi, Camplone avrebbe potuto lasciar proseguire l’azione con Joao Pedro lanciato verso l’area doriana e, successivamente, sanzionare l’ex di turno svedese. Pochi minuti dopo, siamo al 55′, l’azione che porta il Cagliari al pareggio e che il tecnico blucerchiato ha contestato nel dopogara. A metà campo c’è un contrasto tra Marin ed Ekdal, il numero 8 rossoblù cade, si rialza a fa partire la transizione offensiva. Tra i due giocatori c’è sì un contatto, ma sembrerebbe un classico intervento di gioco. Non solo, ma il metro usato fino a quel momento non può che portare Camplone a lasciar proseguire l’azione, senza contare che non è chiaro chi commetta fallo tra i due centrocampisti. In definitiva le proteste di D’Aversa appaiono infondate.

Gialli dati e mancati
Dopo il pareggio siglato da Deiola la partita si accende. Al 61′ giusto il giallo a Joao Pedro che rischia anche qualcosa in più. Dragusin rilancia, il brasiliano non solo non ferma la corsa, ma alza anche leggermente il gomito andando a scontrarsi con l’avversario a palla ormai lontana. Un gesto più di attacco che di protezione, la fortuna per il capitano rossoblù è che il gomito resta basso e non incontra il viso di Dragusin. Al 63′ Ferrari entra in ritardo a metà campo sempre su Joao Pedro, non un fallo duro – Camplone fischia la punizione – ma sul quale il cartellino giallo non sarebbe stato scorretto. Manca invece sicuramente l’ammonizione per Thorsby al 68′, il doriano entra in ritardo su Deiola colpendolo con un pestone che, da regolamento, avrebbe dovuto portare alla sanzione per il centrocampista con il numero 2. Al 71′ appare in fuorigioco Pavoletti sul gol del vantaggio del Cagliari, ma sul tiro di Grassi il centravanti livornese è tenuto in gioco dal tallone di Chabot per pochi millimetri. Dopo un silent check del Var la rete viene confermata, bravo e fortunato l’assistente nel non alzare la bandierina.

Al 77′ proteste che coinvolgono nuovamente Pavoletti, l’intervento di Murru al limite dell’area sul numero 30 ormai davanti ad Audero sembra fallo, ma visto il metro utilizzato è comprensibile lasciar correre. In caso di fischio per il terzino selargino ci sarebbe stato il probabile cartellino rosso. Al 79′ timide proteste di Lykogiannis che chiede il rigore per un fallo di Bereszynski, ma ha ragione Camplone che con ampi gesti chiede al greco di rialzarsi. L’intervento del difensore polacco sposta sì il rossoblù, ma è una semplice presa di posizione con il corpo a tagliare la strada dell’avversario. Infine in pieno recupero il rosso per Candreva, confermato anche dal VAR con un silent check. Carboni tiene il pallone tra le mani – il centrale verrà ammonito per perdita di tempo – e il numero 87 blucerchiato lo colpisce tra petto e collo con il braccio aperto per recuperare la sfera e velocizzare il gioco. Episodio che avviene davanti alla panchina rossoblù e soprattutto di fronte al quarto uomo, inevitabile l’espulsione per Candreva.

Matteo Zizola

 

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