Fabrizio Cacciatore in azione

Un Cagliari formato Santa Claus

Una partita che ha avuto un’attesa spasmodica. Dopo il 5-2 alla Fiorentina, con una città in pieno delirio, abbiamo dovuto attendere una settimana per la pausa della Nazionale.

Giorni in cui cresceva l’entusiasmo, la voglia di salire ancora più in alto, di “spaccare” il mondo orgogliosi della propria squadra. Lo scenario alla ripresa del campionato era quello ideale, lo stadio Via del Mare di Lecce con le luci del Sunday Night puntate sui rossoblù. E invece anche lì acqua (molta), oltre a un black-out. Segnali nefasti (?), che hanno portato dopo lunghe passeggiate dell’arbitro Mariani al rinvio al pomeriggio successivo. E per il tifoso, ancora ore di attesa fino alle 15 di oggi quando Mariani, col fischietto in bocca, fa partire la partita che sembrava non avere inizio.

In un campo scivoloso si nota subito un Cagliari diverso. Invece di partire a mille, controlla e fa sfogare la squadra di Liverani, ma senza soffrire. Dopo 28 minuti tutto sembra mettersi in discesa, perché La Mantia allarga un po’ troppo il braccio. Rigore netto e dal dischetto Joao Pedro è implacabile. Quando arriva il raddoppio del Ninja Nainggolan si continua a sognare, pensando che i tre punti siano un discorso chiuso. Dal 69′ iniziano una serie di eventi che ricordano una pallina su un piano inclinato: quella che, piano piano, impercettibilmente inizia a scivolare, ma che poi alla fine non si può più fermare. L’ingresso in campo dell’ex Farias, avvelenato più che mai – che più avanti tenterà un triste carpiato doppio in area – porta vivacità all’attacco del Lecce.

Tutto cambia con la sostituzione di Simeone con Ionita. Lì, dopo tante vittorie personali, arriva lo sbaglio di Maran, che abbassa troppo la squadra dando nuova linfa al Lecce. All’81’, dopo un altro miracolo di Olsen, Cacciatore ha una crisi di identità e decide di parare un tiro destinato alla rete. Rigore ed espulsione. Dal dischetto Lapadula batte Olsen, ma i due vengono colti da un raptus di follia e iniziano una battaglia che porterà all’espulsione di entrambi: lo svedese, sino a quel momento il migliore in campo, da vichingo glaciale si trasforma in un uomo del Sud, inveendo senza un domani sul quarto uomo. E questo sarà, di tutti gli eventi, quello che porterà peggiori conseguenze al futuro prossimo dei rossoblù. Quindi gli altri due, non condivisibili, cambi: fuori Nainggolan e Rog, i due più forti palleggiatori che lasciano campo libero all’assedio dei giallorossi, che trovano il pareggio di Calderoni.

Guardando la classifica si è sempre sempre lì, dove è bello essere, ma oggi qualche limite è emerso. Sperando che sia stato solo un passaggio a vuoto di qualche minuto, bisogna al più presto ritrovare la testa e concentrazione, perché lunedì prossimo Ranieri arriva col suo proverbiale sorriso, ma senza cuore.

Andrea Ferrari

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