La Serie D vista da Filippi | Arzachena-Latte Dolce

Riparte la Serie D e le sei squadre sarde iscritte nel Girone G con campane e laziali cercano di mettersi in mostra dopo la scorsa stagione fermata dal Covid-19. Si inizia, come da tradizione del campionato, con i derby isolani. Sfide di fascino, con intrecci e scontri particolari. Abbiamo chiesto a mister Michele Filippi, ex tecnico dell’Olbia, di analizzare per noi le sei squadre sarde di Serie D (Arzachena, Latte Dolce, Torres, Muravera, Lanusei e Carbonia) in vista del via alla nuova stagione.

La gara
Chiudiamo con la gara del Biagio Pirina tra l’Arzachena e il Latte Dolce. Da una parte una squadra che sta costruendo la rosa nelle ultime settimane e che potrebbe ancora regalare qualche colpo a sorpresa nel mercato, come l’Arzachena affidata a Raffaele Cerbone, di ritorno con gli smeraldini dopo le esperienze in passato con Olbia e Budoni. E dall’altra una squadra come quella affidata a Stefano Udassi che da anni porta avanti un progetto concreto e che nell’ultima lunga estate di mercato per la Serie D ha piazzato il colpo da novanta per la categoria come il bomber Scotto.

Viste da Filippi

La rosa dell’Arzachena

L’Arzachena al momento è sicuramente l’incognita più grande tra le squadre sarde. Ma ho visto che stanno iniziando a fare un mercato interessante e credo che viste le altissime possibilità del club faranno qualcosa di importante. Io credo che al momento in pochi stanno considerando l’Arzachena per la lotta al vertice ma penso che la società voglia puntare al salto di categoria. Credo che abbiano tutte le carte in tavola per affiancare allo Spezia un’altra squadra tra i professionisti ora che i liguri sono in Serie A. Penso che la squadra di Cerbone sarà una mina vagante del torneo. Non dimentichiamoci che l’ambiente viene da anni in Serie C e che di fatto sono l’unica realtà insieme a Olbia e Cagliari che hanno già uno stadio di categoria superiore. Avere una struttura già pronta a volte sembra una banalità, perché alla fine il verdetto lo emette il campo, ma non è un aspetto da mettere così in secondo piano”.

La rosa del Latte Dolce

“Il Latte Dolce devo essere sincero negli anni mi ha colpito. Si sono dimostrati una società seria. Vogliono il professionismo e si vede e credo che in futuro sia un obiettivo alla loro portata. Sono stati bravi a non voler fare le cose troppo in fretta. Per esempio, anche la conferma per più stagioni del tecnico è un segnale importante. Ogni anno uno step in avanti ma confermando l’idea e l’identità della squadra con la presenza di Udassi. Anche questo è sintomo di stabilità ed equilibrio emotivo per il gruppo. Il mercato è stato importante e Scotto merita una menzione particolare. Parliamo di un giocatore che a mio avviso avrebbe fatto la differenza anche in Serie C e in D è tanta roba. Ma la forza del Latte Dolce al momento è quella di andare con il progetto al di là del mercato: vogliono il salto di categoria, stanno costruendo uno stadio ma lo stanno facendo usando il tempo come un’arma a loro vantaggio e non come un limite come a volte fanno le società che a tutti i costi vogliono andare tra i professionisti”.

Roberto Pinna (grafiche: Francesco Aresu)

TAG:  Serie D
 

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