agenzia-garau-centotrentuno
dinamo-sassari-treviso-pozzecco

L’ANALISI | La Dinamo Sassari che ci meritiamo

Scopri il nostro canale su Telegramle-notizie-di-centotrentuno-su-telegram

Non è la Dinamo Sassari che meritiamo ma quella di cui abbiamo bisogno. Ok, forse citare il Batman di Christopher Nolan è un po’ troppo da nerd, ma la realtà è che ieri si è vista la squadra di cui ogni tifoso ha bisogno.

Ieri a Milano è sceso in campo un Banco da battaglia, che ha incantato con il tiro dall’arco, che ha tenuto testa all’Olimpia per oltre tre quarti e che, nonostante tutto ciò, ha perso. Ha perso, in primis, perché esistono gli avversari che sono, notoriamente, la squadra più forte del campionato di Serie A; ha perso perché a questo livello contano i dettagli e la guardia non la puoi abbassare per tutti i 40 minuti; e si, ha perso anche perché qualche giocatore ha toppato la partita.

Dal Bakken Bears all’Olimpia Milano –  Passano almeno un paio di universi fra la forza dei roster del Bakken Bears e dell’Olimpia Milano. La squadra danese ha conquistato contro una Dinamo spenta la prima vittoria esterna della sua storia in Champions League, ma parliamoci chiaro: contro il Banco visto mercoledì avrebbero vinto tutti. La squadra ha giocato solo per un quarto e poi si è fatta travolgere dalla marea: zero aggressività, zero capacità di reagire agli schiaffi, nulla neanche dai suoi giocatori più rappresentativi. Una debacle totale. A Milano, invece, Sassari si presenta con la stessa faccia tosta mostrata nel primo quarto coi danesi, cui si è aggiunto un vero e proprio bombardamento dall’arco, con medie che hanno toccato il 67 per cento. Ciò che è cambiato, tuttavia, ieri sera erano soprattutto le facce dei ragazzi di coach Pozzecco: Spissu, osservato speciale dei giocatori dell’Olimpia, non riuscendo ad arrivare al tiro come avrebbe voluto ha smazzato 11 assist e, tutto ciò, senza mai perdere il sorriso. Lo stesso discorso si può fare per Burnell e Bilan, assolutamente encomiabili per l’atteggiamento mostrato in campo.

I problemi del Poz – Al centro di questi cambiamenti d’umore potrebbe esserci coach Gianmarco Pozzecco. Da tempo si parla di come il Poz non sia “tranquillo” – aggettivo che, se si conosce un minimo il personaggio, può sembrare inappropriato – fra i problemi con la società di inizio stagione; il Covid; e le incertezze legate al roster. Dopo la sconfitta con il Bakken Bears, il coach non ha cancellato quell’alone di incertezza che circola su alcuni elementi della squadra. Tillman, il nome più chiacchierato degli ultimi giorni, anche ieri ha fornito una prestazione con poche luci e molte ombre, ed è un peccato perché quando si accende sembra che stia per succedere qualcosa di importante. Ma sul taccuino dei “cattivi” ci potrebbe andare anche Kruslin, preso per fare la guardia titolare e spinto in panca da Stefano Gentile, forse meno talentuoso ma sicuramente più grintoso del croato. Kruslin sembra spesso poco coinvolto, ma anche non in grado di farsi coinvolgere.

Due vittorie per andare a Milano – I prossimi impegni della Dinamo sono dietro l’angolo: il recupero della partita con Cremona, rinviata alcune settimane fa a causa dei troppi casi di positività al Covid, che si disputerà mercoledì; e il “lunch match” di domenica contro Brescia, che chiuderà ufficialmente gli impegni del Banco per il 2020. I due avversari sono diretti concorrenti per ottenere un posto nelle Final Eight di Coppa Italia, anche se con percentuali differenti. Se si vuole evitare di dover fare improbabili calcoli alla Dinamo servono due vittorie per regalarsi una trasferta a Milano, sede delle Final Eight fra l’11 e il 14 febbraio prossimi. Le due vittorie, inoltre, saranno molto importanti per stabilizzare la posizione di Sassari in zona playoff. Perché è questa la posizione di classifica della Dinamo che meritiamo.

Lello Stelletti

 

Al bar dello sport

0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti