Eimantas Bendzius e Jason Burnell nella vittoria con Tenerife | Foto Luigi Canu

L’ANALISI | Una Sassari e due Dinamo

È una Dinamo che esce con il morale alle stelle dalle due partite contro l’Openjobmetis Varese in campionato e l’Iberostar Tenerife in Champions League. È una Dinamo che esce con le ossa rotte dalle due partite contro l’Openjobmetis Varese in campionato e l’Iberostar Tenerife in Champions League. Nessun refuso, nessun errore: sono solo i ritratti delle due Dinamo che ci lascia in eredità il doppio impegno giocato fra le mura amiche del Palaserradimigni.

La Dinamo 1 – Le nette affermazioni contro Varese e gli spagnoli hanno portato in dote punti e morale: nel match di campionato, anche senza coach Gianmarco Pozzeccoprecauzionalmente assente a causa di sintomi influenzali – la squadra è partita fortissimo. Sassari ha azzeccato una serata dall’arco che forse non sarà piaciuta all’allenatore, visto che notoriamente non apprezza quando si esagera col tiro da tre punti, ma di certo ha dimostrato che il Banco può contare anche su questa dimensione offensiva. Contro Tenerife, invece, si sono visti il cuore, la caparbietà e la capacità di incassare i colpi e reagire, anche contro un avversario sulla carta più forte. È stata una prova di maturità, non solo per come ha brillato capitan Jack Devecchi – che ha sfoderato una prestazione totale – ma anche per i 15 assist smazzati da Marco Spissu, leader in pectore di questo gruppo.

La Dinamo 2 – Prima il Covid-19 che ha colpito, apparentemente, Kruslin e Treier (la Dinamo ha preferito non rivelare i nomi dei casi di positività, ma l’assenza dei due giocatori contro Varese e Tenerife sembra lasciare spazio a pochi dubbi); gli acciacchi irrisolti di Stefano Gentile; e, ultimo in ordine cronologico ma certamente non meno importante, l’infortunio potenzialmente grave di Vasa Pusica. La guardia serba sembra essere destinata a restare lontana dal parquet a lungo: Pozzecco e Devecchi nel post partita non si sono sbilanciati e di certo bisognerà attendere gli esami medici, ma la tipologia dell’infortunio – il ginocchio che cede d’improvviso – non fa presagire nulla di buono. Quanto si potrà reggere con una rotazione così ridotta? Difficile dirlo: Jack non potrà proporre prestazioni come quella di ieri ogni volta che si scende sul parquet, e men che meno se ciò accade ogni tre giorni; il reparto guardie, al momento, costa solo “minispi” che, prestazioni eclatanti a parte, non può certo ogni volta cantar messa e portare la croce.

La somma dei fattori – Come tornare a mettere insieme i due pezzi del puzzle, questi due stati d’animo contrastanti. Intanto serve un po’ di fortuna: una definitiva piena ripresa di Stefano Gentile sarebbe già una notizia molto positiva, così come una rapida guarigione di Kruslin e Treier dal Covid. E poi bisogna mettere in cascina quanto di buono è emerso dalle ultime uscite: la capacità di variare gioco; il ritorno, seppur a tratti, di una difesa aggressiva; la capacità di coinvolgere tutti, un fattore che emerge a fine partita quando si guardano i tabellini e il Banco ha spesso quattro o cinque giocatori in doppia cifra. È una Dinamo che non parte da zero e ha solide basi su cui partire. Questo roster ha bisogno di fare gruppo, ha bisogno – perché mai ci è riuscita da inizio stagione – di allenarsi e giocare tutti assieme, come una sola Dinamo, e non due.

Lello Stelletti

 

AL BAR DELLO SPORT

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