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LE PAGELLE | Buio pesto Cagliari, Ceppitelli e Lykogiannis da incubo

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I nostri giudizi sul Cagliari sonoramente sconfitto dal Napoli alla Sardegna Arena.

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Cragno 6: potrebbe fare di più su gol del vantaggio partenopeo? Sì, un miracolo. Tiro non angolato, ma secco e potente. Ha invece delle responsabilità sul terzo gol napoletano quando potrebbe uscire sul campanile. In mezzo e dopo è chiamato ai suoi soliti interventi risolutori.
Zappa 4: ogni volta che Insigne lo punta sono dolori, a questo aggiunge poca spinta e tanti errori in uscita. Non cresce alla distanza, anzi.
Walukiewicz 5: fa quel che può, non commette errori gravi ed è abbastanza pulito, ma all’ennesima sconfitta condita da tre gol non può essere esente dall’insufficienza.
Ceppitelli 3: nemmeno Di Francesco sembra essere riuscito a togliergli la smania di fare da regista difensivo senza averne le doti. Rallenta spesso la manovra, è inoltre leggero su Petagna in occasione del primo gol, si fa uccellare da Zielinski sul secondo e resta a guardare sul terzo.
Lykogiannis 3: parte abbastanza bene tenendo botta su Lozano, poi piano piano il messicano vince i primi duelli e da lì in poi è sofferenza pura. Il secondo giallo è la ciliegina sulla torta di una gara che definire pessima è anche limitativo, un fallo ingenuo che mette la parola fine alla partita.
Nández 4,5: dovrebbe essere il filtro che controlla la trequarti, ma è spesso fuori posizione e vittima di una generosità che lo rende tatticamente incontrollabile. Perde per distacco il duello con Zielinski.
Marin 4,5: sprazzi di manovra, prova a giocare di prima ma appena la palla esce dai suoi piedi ecco che qualcuno rallenta. Nella ripresa sparisce completamente.
Pereiro 4: troppo compassato e questo si sapeva. Dalla sua l’unica occasione non creata dal Napoli per i rossoblù, bella la palla per Joao, ma il resto è un continuo errore, lentezza, tempi di gioco persi. Se questa era l’occasione di guadagnarsi un posto l’ha fallita miseramente. (dal 56′ Tramoni 5,5: non è fortunato perché appena entra arriva sì il pareggio, ma anche l’espulsione che lo costringe a spostarsi da mezzala e a vedere il dominio avversario materializzarsi)
Joao Pedro 5,5: fa perdere alla squadra un tempo di gioco spesso e volentieri, ci prova di testa ma non era facile. La prestazione è da 4,5 per essere abbondanti, la salva con il gol che illude. (dall’83’ Caligara 4,5: partita chiusa è vero, ma riesce a incidere in negativo con il rigore regalato per un fallo di mano da principiante)
Sottil 4: oggi l’esempio vivente dell’evanescenza, non aiuta nemmeno poi tanto in copertura restando più volte nella terra di nessuno. Come sempre quando sbaglia la prima giocata sbaglia tutta la gara. Vero che mette lo zampino sul gol, ma è più un caso che un merito. (dal 68′ Tripaldelli 5,5: soffre nel poco tempo a disposizione un po’ come tutta la squadra)
Simeone 4: non vede un pallone tranne quando è il Napoli a impietosirsi e a regalarglielo. Troppa grazia, così spara a lato. Il resto è il nulla assoluto, qualche scivolata, qualche palla persa, zero tiri zero. (dall’83’ Pavoletti SV: inserirlo prima per un Cholito nullo non sarebbe stata lesa maestà)
Di Francesco 4: le assenze non lo aiutano, ma anche lui non fa nulla per sopperire. La squadra prova a pressare alto, ma spesso si ritrova a metà come se mancasse l’organizzazione. Leggere la posizione di Zielinski non sembrava così complicato, eppure il polacco domina. Il pareggio è semplicemente casuale, tanto che dopo un minuto si torna sotto. In attesa del Ninja e di altri innesti arriva la settima sconfitta in stagione, la zona rossa si avvicina e il Benevento diventa gara da sei punti.

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Matteo Zizola

 

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