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LE PAGELLE | Buio pesto Cagliari: Nainggolan ci prova, Simeone non segna più

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I nostri giudizi sulla partita persa dal Cagliari con il Torino: rossoblù ora a -5 dal quartultimo posto.

Cragno 6,5: non deve fare alcun intervento fino allo 0 a 1, nemmeno sul gol che è imparabile come ormai ogni volta che deve raccogliere la palla nel sacco. Poi si esalta su Belotti tenendo in piedi le vane speranze di pareggio per chiudere su Rincon quando ormai il risultato è segnato.
Ceppitelli 6: gioca bene per 70 minuti, poi come le gambe smettono di girare anche la testa perde le misure. Il giallo una prima conseguenza, il cambio della disperazione una necessità. (dal 79′ Pereiro 5,5: dovrebbe aver la verve di chi deve dimostrare di poter essere il salvatore, invece il suo passo è quello di sempre e le idee sono nulle).
Godín 5,5: gioca 76 minuti da dominatore assoluto a terra e soprattutto in cielo, meriterebbe un 7 pieno non fosse per il gol. Un macigno, il suo non saltare e farsi sovrastare da Bremer è una pietra tombale sul match.
Rugani 6: meno sollecitato rispetto ai compagni, ma bravissimo nella contraerea sui tanti lanci lunghi dei granata. Non perde un duello di testa che sia uno, unico neo le costanti imprecisioni in uscita.
Zappa 6: prova a creare un asse con Joao Pedro che solo la poca verve del compagno al tiro non trasforma in assist. Contiene Ansaldi senza difficoltà, appena prende coraggio è più l’argentino a doversi preoccupare di lui che il contrario. Sparisce alla distanza (dall’89’ Duncan SV: entra, si fa saltare sulla fascia, fine).
Nández 5: non è partita per il centrocampo con quei palloni che passano sopra la sua testa tra lanci da una parte e lanci dall’altra. Però sono tante le seconde palle da conquistare e lì manca pur se potrebbe dare il suo.
Marin 5: come per il compagno di reparto tra lanci lunghi e seconde palle queste sconosciute non incide e non si vede. Passo deciso indietro.
Lykogiannis 6: Singo è giovane e rapido, il greco ne prende presto le misure fino a osare con il passare dei minuti in fase di spinta. Alla lunga anche lui perde in spinta e sparisce.
Nainggolan 6,5: mezzo punto in meno per alcune imprecisioni quando arriva al dunque, ma quel dunque lo crea spesso lui stesso con ripartenze in cui lancia la carica. Anima e corpo della squadra che però dura un’ora soltanto. (dal 79′ Pavoletti 5,5: palloni lunghi buttati per lui nel tentativo di creare confusione, non ne becca una).
Joao Pedro 5: due palloni, soprattutto il secondo, che il numero 10 dei giorni migliori avrebbe spedito dentro il sacco. I giorni migliori però non sembrano quelli di questo inverno e li spreca.
Simeone 4: corre tanto, si sacrifica, si sbatte e lotta ma anche questo lo fa male. Sarebbe un attaccante e in quanto tale si vede pochissimo e le poche volte che ha l’occasione almeno di rifinire si perde. Non solo, ma anche quando si presenta al tiro, sbaglia.  (dal 70′ Cerri 5,5: come per Pavoletti vede zero palloni nonostante la stazza e nonostante i 9 minuti in più in campo).

Di Francesco 4,5: il suo governo lacrime e sangue tiene il campo, ma il risultato è solo uno e il suo avversario Nicola lo sa bene. Il Torino gioca per il pareggio, il suo Cagliari è un diesel che piano piano prende coraggio ma senza sporcare comunque i guantoni di un Sirigu fondamentalmente inoperoso. Nel secondo tempo ci si attende lo scatto, l’orgoglio, il salto di qualità, invece la squadra finisce con il tiro alto di Simeone al 54′. I cambi finali sono la conferma di una confusione imperante, tutti avanti e zero idee. Non era partita da dentro o fuori per il Cagliari, per lui potrebbe invece esserlo.

Matteo Zizola

 

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