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Le Pagelle | Carboni e Vicario rispondono bene, Joao si vede poco

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I nostri giudizi sulla partita del Cagliari persa a San Siro contro l’Inter: decide Darmian per i nerazzurri.

Vicario 7: bagna l’esordio in Serie A con una parata tanto plastica quanto importante su Eriksen. Si ripete con meno difficoltà su Sanchez e su Darmian per poi confermarsi nella ripresa su Sensi e ancora sul danese. Non fa rimpiangere Cragno.
Rugani 6,5: attento e sicuro, poco impegnato sul suo lato, ma regge bene annullando Sanchez prima e Lautaro poi. Attento anche nel gioco aereo.
Dall’85’ Simeone SV: non ha occasioni per incidere.
Godín 6,5: comanda una difesa attenta e senza praticamente sbavature, ma soprattutto si affida al centrocampo più che ai lanci delle precedenti occasioni. Ex con il dente avvelenato, dà il suo contributo di esperienza.
Carboni 7: ha tanto spazio per impostare, ma la precisione non è sua amica. Da difensore però non sbaglia nulla, riuscendo anche a mettere a disagio Lukaku quando puntato. Ottimo ritorno in campo dopo quasi 4 mesi da spettatore.
Zappa 5: tiene a bada Young, anche se è piuttosto timido in fase offensiva. Troppe volte gioca il pallone indietro. Con lo spostamento di Darmian sul suo lato inizia a pagare dazio fino al gol in cui perde l’avversario diretto. La spinta successiva in avanti dimostra che con meno timidezza avrebbe potuto fare meglio.
Dal 91′ Pereiro SV: entra troppo tardi.
Marin 6,5: prova a giocare il pallone tutte le volte che passa dai suoi piedi, bravo nel vincere il duello con un Sensi che non punge grazie alla sua attenzione. Tra i centrocampisti è quello più in palla e in grado di mettere ordine.
Nainggolan 6: l’inizio non è dei più promettenti con due errori di precisione non da lui. Poi cresce con il passare dei minuti, andando anche vicino al gol con un tiro da fuori. Aggiunge una chiusura importante su una transizione nerazzurra. Nella ripresa tiene la posizione senza incidere nella metà campo avversaria.
Duncan 6: partita a due facce, da 7 nella chiusura delle linee di passaggio, da 5 nella scelta delle giocate quando ha il pallone. Sembra sempre perdere un tempo di gioco, ma il suo apporto in copertura resta importante tanto che quando esce la squadra paga dazio.
Dal 72′ Asamoah 5,5: entra e si piazza a centrocampo, ha qualche responsabilità nella poca reattività sul gol quando potrebbe scalare.
Nández 5,5: un uomo chiamato sacrificio, a San Siro mette in scena la versione esterno sinistro e porta in dota corsa e attenzione. Lo spunto non è quello dei tempi migliori e a volte si fa sorprendere alle spalle da Darmian, ma soprattutto da Hakimi in occasione del gol quando però potrebbe anche essere aiutato.
Joao Pedro 5,5: l’impegno non manca, anche se è troppo spesso lontano dal partner d’attacco. Si vede poco, gioca più sul coprire i centrocampisti che sull’attaccare e manca nella trequarti avversaria.
Pavoletti 6,5: se cercate un centravanti d’area di rigore è meglio guardare altrove, ma il lavoro che è chiamato a svolgere lo fa bene. Portare su la squadra, lottare di gomiti e spallate, prendere palloni aerei in mezzo ai tre nerazzurri. Bravo anche nelle sponde a terra, gara di sacrificio con pochissime sbavature tecniche. Sfortunato nei rimpalli che gli annullano tiri altrimenti pericolosi.
Dal 91′ Cerri SV: non ha tempo di toccare un pallone.
Semplici 6: preparata bene, giocata con attenzione, la partita contro l’Inter può essere l’esempio perfetto di ciò che sarebbe potuto essere e non è stato in questo campionato. Mentalità, palla non buttata ma giocata, occhio ai dettagli, scelte coraggiose come quella di Carboni per Klavan. Resta l’amaro in bocca per un secondo tempo che sarebbe potuto essere più coraggioso e per cambi forse arrivati troppo tardi. Un piede e mezzo in B, ma un minimo di vitalità si è vista.

Matteo Zizola

 

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