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Le Pagelle | Cagliari, che tracollo! Errori per Klavan, Nainggolan irriconoscibile

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I nostri giudizi sul Cagliari sconfitto dall’Hellas Verona alla Sardegna Arena.

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Cragno 5,5: più scenica che difficile la parata sulla punizione di Veloso, mentre il gol che decide la gara di Barak è sul suo palo e forse potrebbe leggere meglio la direzione del tiro. Salva su Salcedo allungando l’illusione di un possibile recupero, Lasagna mette il sigillo all’incubo.
Rugani 5: ogni tanto soffre le sovrapposizioni di Dimarco e la presenza larga di Zaccagni, ma è in impostazione che difetta tra lanci – troppi – e una certa imprecisione.
Godín 5,5: ruvido o elegante a seconda delle necessità, il pomeriggio potrebbe scorrere tranquillo non fosse per il gol di Barak sul quale, onestamente, può poco. Con due gol subiti, però, anche lui non può essere sufficiente.
Klavan 4,5: arriva dall’errore di La Spezia, l’assenza di Ceppitelli e le alternative giovani lo favoriscono nella corsa alla maglia da titolare. Risponde dando la sensazione di poter commettere una sbavatura da un momento all’altro e faticando, tanto, in appoggio. Da terzino non migliora, anzi.
Dal 62′ Pereiro 5: dovrebbe cambiare le sorti della gara, non si vede praticamente mai.
Zappa 5: in una partita da vincere a tutti i costi ci si aspetta spinta più che contenimento, per non scontentare nessuno si vede pochissimo in entrambe le fasi.
Nández 5: torna a giocare da mezzala destra dopo tempo immemore, non è il trottolino dei tempi migliori anche se è da una sua iniziativa che arriva l’occasione di Lykogiannis. Provarci ci prova, ma è davvero troppo lontano dai suoi standard.
Dal 72′ Marin 5,5: entra e va vicino al gol all’80’, poi diventa anche lui troppo impreciso nell’assalto sterile degli ultimi minuti.
Nainggolan 4,5: dirige davanti alla difesa con sprazzi di fosforo, ma senza dare continuità alla sua azione. Piano piano il fisico lo abbandona, fino a sparire. Simbolo di una squadra che vorrebbe, forse, ma sicuramente non riesce.
Duncan 5: si nota di più se non vengo o se mi presento e resto in disparte? Sceglie la seconda opzione morettiana, svagato e senza quella grinta che la situazione richiederebbe. Si sveglia con due fiammate compreso il cioccolatino per Simeone, ma è davvero troppo poco.
Dall’82’ Pavoletti 5: entra con la voglia di spaccare la partita, esce con un tiro a giro non nelle sue corde e un pallone sparato alto da buona posizione.

Lykogiannis 4,5: come il compagno sul lato opposto, con l’aggravante di fallire un’ottima occasione che avrebbe potuto regalare il vantaggio. E nella situazione contingente non è un errore da poco.
Dal 62′ Asamoah 5,5: lo specchio della sua condizione è nel pallone di Nainggolan sul quale non arriva. Ci mette esperienza, ma manca la forza soprattutto al cross.
Joao Pedro 4,5: la sua partita termina al 19′ con il tiro salvato da Silvestri. Poi sparisce per il resto della gara, tra ritardi in area e combinazioni assenti con i compagni fino alla conclusione alta da ottima posizione al 79′ che mette il punto alla sua partita deficitaria.
Cerri 4,5: impegno a dire il vero ne mette. Ingaggia un duello tutto gomiti e sbracciate con Lovato, ma nonostante il cartellino fatto prendere all’avversario all’alba della partita perde la sfida. Va anche vicino al gol due volte, ma più che per bravura altrui lo manca per lentezza o imprecisione.
Dal 62′ Simeone 4,5: Duncan lo serve, lui reagisce un po’ in ritardo e arriva molle. Palo, ancora una volta, ma non chiamatela sfortuna bensì imprecisione. Inoltre sbaglia tutto lo sbagliabile anche nelle più piccole decisioni.
Semplici 4,5: normalizzatore no, incazzatore però nemmeno. I ragazzi non dimostrano di aver colto l’importanza da dentro fuori della sfida contro l’Hellas, Sovrastati senza nemmeno troppa fatica sia sul piano fisico che su quello mentale. Troppi lanci, squadra lunga, la cattiveria assente ingiustificata. Ha fatto meno punti del predecessore nelle stesse partite e come lui dimostra confusione nella ripresa tra cambi tattici e di uomini abbastanza creativi. La salvezza in questo modo è un miraggio.

Matteo Zizola

 

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