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LE PAGELLE | Cagliari: difesa solida, Duncan in crescita

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I nostri giudizi sulla partita vinta dal Cagliari contro il Bologna con la rete di Rugani.

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Cragno 6,5: quasi una costante ormai la sua partita da osservatore più che da protagonista. Pochi interventi e sempre attento quando necessario. I più difficili su Svanberg e Vignato, li rende semplici con l’ottimo posizionamento.
Rugani 7: dirottato a destra sembra più a suo agio in fase difensiva. Partita vecchio stampo, marcatura a uomo spesso e volentieri su Sansone. Sempre preciso, aggiunge la ciliegina sulla torta del suo primo gol in maglia rossoblù. Alza bandiera bianca all’intervallo. (dal 46′ Ceppitelli 6,5: disputa una ripresa attenta e senza alcuna sbavatura, chiude ritrovando la fascia di capitano con l’uscita di Joao Pedro)
Godín 7: attenzione massima, comandante in pectore di una difesa ritrovata. Non solo muro invalicabile, ma anche importante nel dare tranquillità in uscita. Un esempio quando con la squadra in difficoltà a pochi minuti dalla fine porta palla, dribbla e prende fallo e ammonizione di Schouten.
Klavan 6.5: ultima apparizione il 16 dicembre a Parma per l’estone che tra Covid, panchine e contratto in scadenza sembrava destinato al ruolo di desaparecido. Invece Semplici lo rispolvera a caccia di esperienza, lui ripaga con una gara attenta, pulita e con anche interventi risolutori non da poco.
Zappa 6: attenzione massima dal punto di vista tattico, svolge quello che potrebbe definirsi un compitino. Lo fa però diligentemente e senza sbagliare quasi nulla finché non gli viene il classico braccino e puntualmente Semplici lo cambia. (dall’82’ Asamoah SV: entra per dare quell’esperienza che manca al compagno. Niente panico e controllo negli ultimi minuti)
Marin 6,5: macina chilometri su chilometri, mette fosforo e sostanza pur se a volte sembra perdersi in piccolezza. Però c’è, è vivo, oltre a mettere il suo piede sul gol e sui tanti calci piazzati dei quali si incarica. (dal 79′ Deiola 5,5: il suo ingresso parte con un intervento da incubo che per poco non crea un’occasione per il Bologna. Manca il possibile due a zero perdendo un’occasione d’oro)
Duncan 7: prestazione di totale abnegazione e sostanza. Mediano puro davanti alla difesa, poca regia e poche geometrie, ma diga insuperabile. Segue come un’ombra Soriano vincendo il duello per distacco. Fondamentale.
Nainggolan 6,5: si vede poco ma c’è con il suo carisma e la sua attenzione tattica. Aiuta e cuce, chiude linee di passaggio e prova a dare il suo apporto anche in costruzione. Invisibile, ma decisivo come evidenzia il suo intervento marchio di fabbrica quando il gioco inizia a farsi duro. Cuore pulsante del gruppo.
Nández 7: mancava il ruolo di quinto di sinistra a tutta fascia alla collezione di posizioni della sua stagione. La prova è un classico intramontabile del León: corsa, garra, qualche cross, aiuto ai compagni in raddoppio, l’immancabile ammonizione e l’occasione con finta e tiro. Non si ferma fino all’ultimo secondo, inesauribile.
Joao Pedro 6: gioca più avanzato e crea quando può creare con veli e tocchi corti ed efficaci. Non si vede in fase conclusiva, ma il suo lavoro resta importante. (dall’82’ Cerri 6: fa quello per cui viene chiamato in causa, prendere falli, tenere palla, provare a creare di sponda. Deiola non approfitta del suo assist.
Simeone 6: ultimo gol esattamente un girone fa e quasi scaccia i fantasmi, ma Skorupski lo ferma. Il Cholito dei tempi migliori forse avrebbe scavato quel pallone, ma resta una prestazione ricca di abnegazione e tentativi di rendersi utile. Per il gol tornare un’altra volta, non è periodo. Sufficienza di stima.
(dal 62′ Pavoletti 6: non entra benissimo in una partita che sarebbe stata perfetta per la sua testa fino a quel momento. Si riscatta però con l’unico pallone giocabile, per lui s’intende, che per pochissimi centimetri non diventa gol.

Semplici 7: tre cambi rispetto a Crotone e tutti rispondono presente, chi più e chi meno. Partita preparata alla perfezione, fonti di gioco avversarie strozzate da marcature d’altri tempi e gli episodi fatti girare dalla propria parte. Telecomanda la squadra, incoraggia minuto dopo minuto, porta a casa la seconda vittoria su due e di nuovo con la porta inviolata. La salvezza non è più un miraggio, il dottor Semplici sembra aver trovato la cura.

Matteo Zizola

 

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