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Le Pagelle | Cagliari: involuzione per Cragno, bene Bellanova e Pavoletti

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I nostri giudizi sul Cagliari che ha perso contro la Roma nella decima giornata di Serie A alla Unipol Domus.

Cragno 4,5: la sua forza è diventata improvvisamente il suo limite. Una questione di testa, appare evidente quando evita di uscire su palloni che normalmente sarebbero suoi anche perché, quando lo fa, è spesso fuori tempo. Non dà tranquillità, tutt’altro. Anche sui gol potrebbe decisamente spingere meglio sulle gambe.

Zappa 6: improvvisamente aggressivo e attento, gioca spesso d’anticipo regalando ripartenze e vincendo diversi duelli. La corsia con Bellanova sembra composta da altri giocatori rispetto a Firenze.

Ceppitelli 6: favorito da un Abraham formato ectoplasma, svetta spesso e volentieri sull’inglese e non rischia praticamente mai.

Carboni 6,5: come il compagno di reparto con l’aggiunta di alcune chiusure a schermare le poche imbucate giallorosse nell’area rossoblù. Non solo, ma apre con un filtrante elegante l’azione del momentaneo vantaggio.

Lykogiannis 6: vince il duello con Zaniolo, anche se è da un suo fallo – dubbio – che arriva il 2 a 1 siglato da Pellegrini. Appare in forma, tiene bene difensivamente e soffre solo quando dall’ora di gioco Joao Pedro non riesce più ad aiutarlo sulla corsia.

Bellanova 7: la sorpresa dell’undici iniziale, forse non bello stilisticamente ma sicuramente utile nelle incursioni offensive. Una traversa che ancora trema con un destro a incrociare, il rimpallo fortunato che serve Pavoletti, una spina nel fianco della difesa giallorossa. Peccato per il gol di Ibanez nel quale si fa sovrastare di testa, ma non è il suo pane.

Deiola 6: presenza oscura, positivo nel tenere le distanze in fase di non possesso ma troppo nascosto quando c’è da ripartire. Resta però estremamente prezioso nei movimenti senza palla in verticale che aprono gli spazi per Marin su tutti. Dall’82’ Keita SV: entra troppo tardi, forse la sua velocità sarebbe servita quando la Roma ha iniziato a pressare con forza.

Grassi 5: parte bene per poi scemare come da copione a causa di una condizione fisica ancora non ottimale. Si piazza davanti alla difesa, scherma e si appoggia corto a Marin. Scolastico ma prezioso anche se nella ripresa sparisce progressivamente soffrendo tantissimo Pellegrini e aprendo troppi spazi all’assalto romanista. Dal 79′ Oliva SV: toh, chi si rivede. Prova a mettere calma ma è troppo ordinario.

Marin 6,5: è il fosforo e l’unica scintilla di fantasia di una squadra altrimenti troppo timida e senza acuti. La sua sventagliata su Bellanova quasi regala il gol, il suo inserimento con palla in mezzo porta al vantaggio rossoblù. Luce.

Joao Pedro 6: merita la sufficienza come premio al sacrificio e all’intelligenza tattica. Mazzarri si affida a lui per aiutare la mediana, il capitano non abbandona la nave e si rimbocca le maniche eseguendo il compito richiesto. Manca però in fase offensiva come logica conseguenza del tanto lavoro sporco.

Pavoletti 7: far salire la squadra, appoggiare per gli inserimenti, chiamare fuori i centrali. Questi i compiti del livornese e, magari, ogni tanto essere in area per chiudere verso Rui Patricio. Nei sedici metri si fa vedere tre volte, la prima trova il gol di rapina, la seconda manca quello che avrebbe potuto chiudere la gara e la terza è Rui Patricio a togliergli la gioia della doppietta. Provvidenziale anche in difesa in un’occasione, ma non basta.

Mazzarri 6,5: organizza bene la squadra pur con le assenze, viene punito da due calci piazzati dopo una gara fatta di difesa perfetta e intelligenza tattica. Viene ripagato da Bellanova e Pavoletti, meno da Cragno e dalla panchina corta. Due appunti restano, la difesa sui calci d’angolo e l’ingresso tardivo di Oliva per un Grassi da tempo scarico. Ultimo posto, ma con maggiore fiducia rispetto al post Firenze.

Matteo Zizola

 

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