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Le Pagelle | Cagliari: Joao sempre più Meravigliao, Marin e Nandez due mastini

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I nostri giudizi sulla partita pareggiata dal Cagliari all’Olimpico contro la Lazio.

Cragno 6: può poco sul gol mentre rischia moltissimo con la presa difettosa su tiro di Pedro. Respinge centralmente su Luis Alberto, rischiando anche lì qualcosina. Salva però il risultato su Immobile tornando se stesso nel momento in cui serviva per poi essere nuovamente impreciso nell’azione del gol di Cataldi.

Caceres 6: inizio horror con il giallo che lo potrebbe condizionare. Prende però le misure di Felipe Anderson con il passare dei minuti, salendo di attenzione e usando l’esperienza. Forse troppe le lamentele rivolte all’arbitro, Mazzarri decide di evitare problemi e lo sostituisce.  Dal 56′ Walukiewicz 6,5: si piazza al centrosinistra nella difesa a 3 e gioca dopo tanto tempo una porzione di partita attenta e senza particolari errori, anzi.

Ceppitelli 7: bravissimo su Immobile al 22′, tiene bene la difesa sbagliando poco o nulla. Sale in cattedra nella ripresa mettendo ordine nella linea e alzando il muro davanti a chiunque provi a passare dalle sue parti.

Carboni 6: la Serie A è una brutta bestia, puoi essere risolutivo per ben due volte – su Lazzari prima e su Immobile poi – ma all’improssivo succede che il centravanti faccia un movimento da attaccante vero e tu devi guardare la palla finire in rete. Il ragazzo c’è, eccome se c’è, ma è nei dettagli che una prestazione può essere da 7 o diventare una semplice sufficienza.

Lykogiannis 6,5: rispolverato da Mazzarri è la vera novità di giornata. Lazzari è un brutto cliente e la Lazio prova quasi sempre dal suo lato e, di fatto, il greco non sfigura. Con l’uscita di Dalbert avanza il suo raggio d’azione, sfiorando prima il gol e poi creando i presupposti per il raddoppio. Dal 74′ Bellanova 6: si piazza come quinto a sinistra per controllare Marusic, fa il lavoro per il quale è chiamato in causa.

Nández 7: mezzo punto in meno per quel colpo di testa a botta sicura che poi tanto sicura non è stata. È però l’anima e il corpo di un Cagliari ben messo in campo, sovrasta Hysaj in ogni duello ed è il creatore di ogni occasione rossoblù, per sé e per i compagni. Da non dimenticare, infine, l’aiuto prezioso all’ammonito Caceres su Felipe Anderson. Instancabile.

Marin 7: deve giocare una gara più di controllo che di fino e lo fa senza infamia e senza lode, un po’ nascosto, ma comunque attento. Poi appena la Lazio scende di ritmo trova il modo di farsi avanti e disegna calcio con calma olimpica. Il cucchiaio per il pareggio di Joao Pedro è giocata da campione.

Deiola 6: prezioso tatticamente come equilibratore, è però troppo sporco in alcune uscite oltre a lasciare ampio spazio a Milinkovic in occasione del cross del vantaggio laziale. Ma è grazie al suo lavoro da mediano a permettere alla squadra di essere libera di esprimersi.

Dalbert 6,5: partita interessante da centrocampista di sinistra senza eccessivi compiti di copertura. Aiuta Lykogiannis su Lazzari, ma soprattutto è sempre presente mentalmente oltre a dare sfogo alla manovra sulla sua fascia di competenza. Dal 56′ Zappa 5,5: giallo speso bene appena entrato, poi deve tenere botta da quinto a destra nel momento in cui la squadra difende strenuamente il risultato. Sbaglia il tempo su Zaccagni rimediando il secondo giallo e prendendo la via degli spogliatoi.

Joao Pedro 7,5: il duello è più con Lucas Leiva che con i centrali di difesa biancocelesti, risulta prezioso tatticamente, ma si vede poco negli ultimi sedici metri. Ma Joao è il Cagliari e il Cagliari è Joao e se la squadra ha bisogno di illuminarsi lui c’è. Uno due lungo con Marin e gol di testa, assist freddo per Keita e vantaggio. Unico.  Dall’88’ Pavoletti SV: entra per far rifiatare un Joao Pedro ormai senza benzina.

Keita 7: ex di giornata, cavaliere solitario che deve dare profondità e provare a sorprendere Acerbi e Felipe. Dai e dai prima sbatte su Lazzari, poi si sacrifica su tutto il fronte d’attacco e infine viene premiato da Joao Pedro che lo trova in mezzo all’area. Lui è bravissimo nel non perdere la testa, fermarsi e trovare l’angolo giusto per il vantaggio. Dal 74′ Pereiro 6: entra senza poter fare ciò che sa fare meglio, tenere palla e provare a pungere. Deve invece giocare di sacrificio, tenendo una posizione quasi da mezzala e provando a dare densità alla mediana.

Mazzarri 7: pochi giorni per incidere e quindi spazio a un classico 4-4-1-1 di sostanza e copertura degli spazi laterali. La tattica funziona eccome, il suo Cagliari ha anche le migliori occasioni per passare in vantaggio, ma è Immobile a sorprendere. La squadra però non si dà per vinta, anzi, e le sue scelte anche di uomini vanno nella direzione giusta. Un pareggio strameritato è il risultato di un Cagliari battagliero, organizzato e molto intelligente. Ottimo inizio.

Matteo Zizola

 

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