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Paolo Faragò in amichevole con l'Olbia

LE PAGELLE | Cagliari-Lazio: Faragò horror, Simeone che errore!

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I nostri giudizi sul Cagliari sconfitto dalla Lazio 0-2 alla Sardegna Arena.

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Cragno 6,5: pronti via e viene tradito dai suoi esterni difensivi senza che possa fare nulla per evitare il gol, poi si esalta nella classica uscita bassa su Milinkovic e soprattutto in tuffo su Immobile. Nella ripresa è bravissimo su Milinkovic e non arriva di poco sul diagonale di Immobile.

Faragò 4: lo ha detto il suo stesso allenatore che non è un terzino eppure gioca ancora una volta lì sulla destra. Bastano 4 minuti per ricordarsi perché invece non dovrebbe, Marusic lo fulmina senza nemmeno troppa fatica. Nel raddoppio laziale si ripete facendo quasi tenerezza nella sua rincorsa contro l’avversario.  (dall’80’ Zappa SV: esordio in casa in maglia rossoblù)

Walukiewicz 6: contiene Immobile, ma rispetto a Sassuolo è un passo indietro pur se non ha nessuna responsabilità evidente sui gol.

Klavan 5,5: in difficoltà nel primo tempo con il vento, fa da regista difensivo senza eccellere. Nella ripresa mantiene lo stesso standard.

Lykogiannis 5: ha responsabilità evidenti anche lui sul gol di Lazzari, lo guarda, lo riguarda e poi si fa sorprendere alle spalle. L’avversario ha tutt’altro passo rispetto a lui, ma almeno si fa valere di fisico e cerca anche alcune sortite offensive. Alla distanza tiene botta nonostante Lazzari resti una minaccia costante.  (dall ’87’ Tripaldelli SV: come per il collega sul lato opposto arriva l’esordio in casa)

Nández 5: ottimo in chiusura sul contropiede di Lazzari, fa però troppa confusione in mezzo al campo perdendo spesso il tempo di gioco. Non cresce con il passare dei minuti, anzi.

Marin 5: nascosto per la maggior parte del primo tempo, quando si fa vedere si intravedono qualità che servirebbero se si mettesse maggiormente in luce. Sembra riprendersi nella ripresa, ma alla fine la sua prestazione risulta insufficiente.  (dal 70′ Caligara SV: esordio anche per lui tra le mura amiche, si fa vedere con due interessanti calci da fermo)

Rog 5,5: rallenta troppo l’azione nonostante sia il migliore di un centrocampo comunque spento e sovrastato da quello biancoceleste. Mancano i suoi strappi.

Sottil 5,5: ci mette brio e cambio di passo, anche se la sostanza manca. Rispetto ai compagni di reparto però almeno dà qualcosa in più. (dall’80’ Pavoletti SV: dopo il premio di San Siro torna in campo per qualche manciata di minuti)

Simeone 4,5: prova a vincere il duello con Acerbi venendo travolto su tutta la linea. Non che fosse facile, ma anche quando ha l’occasione per riscattarsi la spara in curva incredibilmente.  (dall’80’ Despodov SV: pochi minuti che non gli permettono di farsi valere prima della chiusura del mercato)

Joao Pedro 4,5: brancola nel buio dell’esterno, non incide e non dà nessun valore aggiunto. La punizione in chiusura di primo tempo è l’esempio della sua partita fatta di voglia, ma senza costrutto. Viene spostato in posizione più centrale nell’ultima mezz’ora senza che cambi granché la sua partita.

Di Francesco 5: passi per Godín lasciato in panchina, un solo allenamento con la squadra è una motivazione accettabile, ma la scelta di puntare nuovamente su Faragò è un delitto difficilmente comprensibile visto che lui stesso ha ammesso le difficoltà del ragazzo da terzino. Un passo indietro rispetto al Sassuolo, il tentativo di metterci più intensità nella ripresa non ha pagato e i cambi forse sono arrivati troppo tardi. Ha sicuramente bisogno di nuova linfa dal mercato.

Matteo Zizola

 
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