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LE PAGELLE | Cagliari, non bastano Cragno e Walukiewicz

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I nostri giudizi sul Cagliari battuto in casa dall’Inter 1-3.

Cragno 7: interventi prodigiosi in serie che lo mettono in vetrina dove mostra tutto il campionario proprio di fronte all’Inter. Sarebbe da 8 perché se il Cagliari è avanti è tutto merito suo, ma ha responsabilità sia sul primo che soprattutto sul secondo gol, mentre il terzo è la logica conseguenza dell’assalto finale.
Faragò 6,5: pur con l’ammonizione all’alba della partita resta attento su Perisic che gli sfugge in una sola occasione ed è anche propositivo. Da sue iniziative nascono il gol di Sottil e l’occasione di Pavoletti. Con Darmian prima e Young poi mantiene un ottimo livello di attenzione. Esce con la squadra in vantaggio. (dal 68′ Klavan 5: con lui si passa alla difesa tre ma più che alzarsi il muro si abbassa. Due gol con forti responsabilità sul secondo nel quale non disturba ma guarda D’Ambrosio).
Walukiewicz 7: angelo custode di Cragno, dove non arriva il portierone c’è il piede del polacco pronto anche sulle respinte del compagno. In costruzione fa bene quel poco che la partita gli consente, in chiusura è sempre attento.
Carboni 5: solo a pochi minuti dalla fine del primo tempo vince il primo duello con Lukaku che lo sovrasta e lo sceglie come target. Prova anche l’anticipo, ma non la vede mai. Potrebbe incanalare la partita con un rinvio sbilenco, ma anche sul suo errore ci pensa San Cragno. Cresce alla distanza pur se con qualche difficoltà, prova anche a diventare eroe di giornata ma Cerri spreca. (dall’89’ Simeone SV: aspetti lui dall’inizio o comunque prima di Cerri, alla fine pochi minuti senza poter incidere)
Lykogiannis 6: per 45 minuti partita alla Zappa del greco al rientro dal primo minuto. Pari e patta nel duello con Darmian, si propone spesso in fase offensiva anche con buoni cross di poco fuori misura o preda del trio interista. Poi con Hakimi in campo deve limitare il raggio d’azione, ma fa bene ugualmente.

Marin 6,5: pulito quando deve giocare il pallone, cresce con il passare dei minuti ed è tosto anche in fase di filtro. Dalle sue parti passa spesso Sanchez e il romeno non tira mai indietro la gamba, anzi. Anche la pressione su Brozovic mostra un giocatore mentalmente in crescita, sul lungo termine accusa stanchezza ma non molla.
Rog 6,5: uomo ovunque nella buona e nella cattiva sorte. Il suo duello con Barella è una delle chiavi della gara, anche se il suo avversario segna e fa l’assist lui tiene botta, prova anche a tessere e far ripartire la manovra. In crescita l’intesa con Marin.
Zappa 5,5: deve aiutare Faragò quando spesso Eriksen va a raddoppiare il terzino con Perisic oltre a seguire di suo un propositivo Bastoni, lo fa con qualche problema fino a crescere alla distanza con il tiro assist per Pavoletti. Nella ripresa cala come tutta la squadra, incide poco in fase offensiva.
Joao Pedro 6: imprescindibile tatticamente, la sua prestazione è riassunta dalla verticalizzazione da regista basso che porta all’occasione di Pavoletti al 46′. Prova a tenere su la squadra, prende falli e smista il pallone, sul finale non ne ha più e si vede.

Sottil 7: unico che nella sofferenza prova a far cambiare velocità ai contropiede rossoblù, anche se spesso fermato riesce a creare qualche grattacapo a Skriniar. Poi il lampo, quel pallone che dopo il primo tentativo si impenna, scende e lui calcia sul palo più lontano con perfezione chirurgica. Tenta sempre di creare scompiglio, alla lunga si perde un po’. (dal 68′ Nández 5,5: maggiore tenacia in occasione del gol di Barella forse avrebbe evitato il pareggio, in generale si vede che non è fisicamente al 100%)
Pavoletti 5,5: riceve poco per rendersi pericoloso, ma quando l’occasione capita la spreca. Per generosità e importanza tattica sarebbe da sufficienza piena, ma quel gol mancato non può non pesare. (dal 75′ Cerri 5,5: entra benissimo in partita, ormai una specialità. Sarebbe da sufficienza piena, ma quel tiro fallito alla Pavoletti sull’incursione di Carboni meritava miglior finale)

Di Francesco 6: che il pallino verrà lasciato all’Inter è chiaro, d’altronde fino a oggi le avversarie hanno sempre avuto il comando del possesso. Prova a pressare alto quando possibile, ma non riesce nell’intento con continuità e deve ringraziare San Cragno se resta in partita per quasi un tempo. La squadra risponde bene, tiene il campo e passata in vantaggio sembra in controllo, poi il cambio al 5-3-2 per resistere contro un’Inter che sale, ma viene tradito da chi lo aveva salvato. Ci si aspettava un Cagliari più propositivo, ma si è visto forse quello meno di Di Francesco della sua gestione rossoblù.

Matteo Zizola

 

 

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