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Le Pagelle | Carboni granitico e il Cagliari alza il muro

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I nostri giudizi sul Cagliari che ha sbancato la Dacia Arena grazie al rigore realizzato da Joao Pedro.

Vicario 7: un piccolo brivido quando deve respingere una conclusione forte ma centrale di Arslan, altri due ben più forti quando deve ringraziare la traversa su Nestorovski ma soprattutto l’incredibile rigore in movimento fallito dal macedone. È però da tre punti l’intervento su Braaf.
Ceppitelli 6: dà la sensazione di poter commettere un errore a momenti, ma nel complesso tiene bene in copertura. Meno bene in fase avanzata, ma non è il suo pane.
Godín 6: ingaggia un duello tutto di fisico con Okaka che spesso lo tiene a distanza. Il faraone però riesce a resistere con le buone e con le cattive.
Carboni 7: ormai non è una sorpresa la sua personalità. Resta l’amaro in bocca per quel posto in naftalina che grida ancora vendetta. Non ha paura di impostare e da un suo pallone morbido nasce l’occasione di Nainggolan nel primo tempo. Mette anche lo zampino sul rigore poi segnato da Joao Pedro.
Nández 6: l‘impegno non manca, la frizzantezza tipica del león però sì. Confinato a tutta fascia, che sia destra o sinistra, sembra pagare dazio più di ogni altro compagno. Un peccato, perché è davvero un giocatore con il freno a mano tirato. Nel complesso, però, limita Stryger Larsen, uno degli avversari più pericolosi.
Marin 6,5: l’inserimento in verticale il suo mestiere, non lesina nemmeno contrasti tanto che è un suo intervento a creare prima il gol, poi l’on field review che lo annulla. Continua il suo percorso di costanza e sostanza, è il primo a impegnare Musso dalla distanza. Con la squadra che si abbassa perde in efficacia.
Dall’87’ Zappa SV: in poco tempo prova a contenere Braaf senza infamia e senza lode.
Deiola 6,5: si piazza davanti alla difesa permettendo così ai due compagni più tecnici di avanzare spesso e volentieri. Gioca semplice, chiude linee di passaggio, prestazione più che sufficiente per il compito assegnato. Da un suo tiro nasce il palo di Pavoletti in apertura.
Dal 78′ Duncan 6: entra per mettere ordine e lo fa diligentemente.
Asamoah 5,5: ex di giornata non giocava una partita dall’inizio dall’ottobre 2019. Inizia bene, poi piano piano cala com’è normale che sia. Un appoggio sbagliato lo impaurisce e da lì in poi di limita al compitino soffrendo le incursioni, per fortuna rare, di Molina. È però lo scivolone che libera Nestorovski che sarebbe potuto costare carissimo.
Nainggolan 6,5: libero di svariare sulla trequarti non ha nemmeno il compito di tornare sulla linea mediana in fase di non possesso. Nella parte finale del primo tempo fa vedere che quando si accende sono dolori, prima con l’incursione conclusa con un sinistro largo, poi con la giocata che provoca il gol poi annullato di Joao Pedro. Ammonito per proteste, ingenuità che gli costerà la Roma.
Joao Pedro 6: fa da collante tra mediana e Pavoletti, si muove tanto e prova a inventare. Ci riesce pure, pallonetto a Bonifazi e sinistro chirurgico, ma Guida annulla. Tiene finché può il fisico, esce stremato.
Dal 78′ Simeone 5,5: quasi fa la frittata con una palla persa al limite della propria area, poi prova senza successo a tenere palla lontano dall’area.
Pavoletti 5,5: pronti via e la deviazione sotto porta finisce sul palo. Il resto è una battaglia di gomiti e fisico senza grande successo in area avversaria, unico risultato un giallo per proteste. Non una partita per lui, soprattutto il secondo tempo.
Dal 90′ Rugani SV: ultimi secondi per alzare il muro, quando ormai non serve più.
Semplici 6: squadra con atteggiamento più propositivo nell’approccio, ma poco coraggio nelle scelte degli uomini e tattiche. Asamoah non lo premia, Deiola fa il suo, la difesa a tre resta la costante senza se e senza ma. Alla fine però arrivano i tre punti con cinismo e voglia di andare oltre le difficoltà. Due difetti, la squadra che si abbassa pericolosamente e i cambi in ritardo nonostante fossero abbastanza chiare le difficoltà. La salvezza però torna a non essere una chimera.

Matteo Zizola

 

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