Alessio Cragno, portiere del Cagliari

LE PAGELLE | Cragno decisivo, Nandez inesauribile

I nostri giudizi sul Cagliari che ha pareggiato a reti inviolate contro il Lecce.

Cragno 7,5: dice no a Falco con una parata a terra da campione, si ripete pur imperfetto su Saponara, salvato dal palo prima su Babacar e dal suo stesso piedone poi sempre sul senegalese, infine ributta in gola l’urlo leccese quando si supera in tuffo su Farias. L’Uomo Cragno è tornato.

Walukiewicz 5,5: non fa la classica sbavatura in marcatura e quando imposta si fa apprezzare creando l’occasione di Simeone in apertura, il passo differente lo penalizza sia su Falco che su Farias, prova a tenere botta, ma lascia qualche buco che Cragno per fortuna copre alla grande.

Klavan 6: d’esperienza su Saponara lanciato a rete, sembra maggiormente a suo agio come centrale dei tre piuttosto che come terzo mettendo in campo attenzione e pulizia.

Lykogiannis 5: deciso passo indietro dopo essersi fatto apprezzare da terzo di difesa. Spesso fuori posizione, è invece al posto giusto al momento giusto quando regala il pallone a Falco, ma per sua fortuna Cragno lo salva. Nell’ultima mezz’ora torna terzino a 4, migliorando il livello ma mancando al cross.

Nández 7: motore perpetuo, il pendolo del centrocampo rossoblù. Spinge senza fermarsi mai, creando anche spesso i presupposti perché Simeone possa segnare. Quando gli altri calano, lui insiste tirando fuori i polmoni di riserva. Vicinissimo al gol, è sfortunato a trovarsi la palla troppo sotto.

Rog 6,5: presenza invisibile a tratti, ma fondamentale sempre. Regista, interditore, mediano, mezzala, trequartista, una sorta di multiattrezzo 5 in 1 imprescindibile e pronto a ogni uso nella mediana. Pur con la stanchezza fisiologica, non molla.

Nainggolan 6: deve alzare bandiera bianca dopo mezz’ora passata al centro del gioco pur se con qualche mancanza nell’ultimo passaggio. (dal 30′ Ragatzu 6: prova a mettere brio pur se spesso è più fumo che arrosto, anche se quando prova a essere concreto va vicino al gol in pieno recupero del primo tempo. Va a fiammate, ma almeno è bravo ad assecondare la voglia di Nández con cui combina spesso)

Ionita 6: è grazie alla sua gamba e ai suoi polmoni che Rog può permettersi di giostrare a metà campo con discreta libertà, un passo avanti rispetto al recente passato. (dal 68′ Birsa 6: si piazza davanti alla difesa e detta i tempi, niente di eccezionale ma il suo prova a farlo)

Mattiello 5,5:buona la spinta finché ha ossigeno, male i cross spesso dosati male. Dopo 55 minuti non ne ha più e deve abbandonare sfinito la contesa. (dal 68′ Faragò 6: come per Birsa, con una piccola domanda, dove sono finiti i cross perfetti dei tempi in cui serviva Pavoletti)

Joao Pedro 5: solita presenza tra le linee, gioca palloni intelligenti, ma con poca continuità. Nel secondo tempo sparisce completamente dalla scena. (dall’84’ Pereiro SV: qualche tentativo estemporaneo di accendere la luce con il suo ritmo compassato, buona notizia comunque rivederlo in campo).

Simeone 5: prima occasione sparata a lato, sembra promettere bene, ma poi è un continuo ritardo su palloni invitanti. L’unico merito è quello di aver almeno sporcato i guanti di Gabriel, ma l’errore al 92′ sul pallone di Ragatzu è da matita rossa.

Zenga 5,5: centesima in Serie A, dimostra coraggio quando inserisce Ragatzu al posto di Nainggolan. Il caldo non aiuta la squadra, le sue scelte iniziali qualche dubbio lo lasciano (Carboni?), ma alla fine porta a casa di nuovo un risultato positivo pur se il migliore dei suoi è il portiere ed è tutto dire. La squadra appare stanca, il passaggio al 4312 un po’ aiuta nella ripresa, ma alla fine ai punti perde la contesa con il collega (e concorrente per la panchina) Liverani. Non riesce a mettere un ulteriore mattone per la conferma.

Matteo Zizola

AL BAR DELLO SPORT

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