Alessio Cragno, portiere del Cagliari

LE PAGELLE | Cragno perfetto, Carboni ingenuo

I nostri giudizi per i rossoblù impegnati nella sfida contro l’Atalanta.

Cragno 7– Prova a difendere la porta inviolata con le unghie, ma deve cedere al rigore di Muriel che lo spiazza. Salvato in due circostanze dai pali, è protagonista in positivo nel tiro al bersaglio orobico iniziato dopo l’espulsione di Carboni, rispondendo sempre presente. Grande parata all’85’ sul destro potente di Ilicic dal centro dell’area, il migliore in campo.
Walukiewicz 5,5 – Recuperato all’ultimo, non è al meglio e si vede: tanti errori in fase di chiusura, specie sui calci piazzati con Zenga che più di una volta gli riserva degli urlacci che in una Sardegna Arena deserta rimbombano ancora di più. Meglio nella ripresa, quando entra Zapata, più simile a lui fisicamente.
Pisacane 6 – La condizione è quella che è e si sapeva, e gente come Muriel e Malinovskyj non è certo la clientela migliore con cui avere a che fare. Inizia da centrale della difesa a 3, scala sul centrosinistra con il rosso a Carboni, ma sempre con l’acqua alla gola. Si rifà al 49′ con un grande salvataggio sulla ribattuta dopo il palo di Hateboer, poi tiene su la baracca fino al 74′, quando lascia il posto a Klavan (74′ Klavan sv – Ordinaria amministrazione nel finale di gara).
Carboni 5 – Il cartellino giallo dopo soli 5 minuti pesa come un macigno sulla sua gara: salva tutto con una scivolata provvidenziale al 19′, poi al 26′ stende l’indiavolato Malinovskyj in area causando in un colpo solo il rigore e il rosso. Tutta esperienza, saprà certo risollevarsi.
Ionita 4,5 – Il ruolo di esterno non gli appartiene, anche se lui si applica con la consueta grinta e abnegazione. I risultati non sono però quelli sperati, con Castagne che giganteggia dalle sue parti, arrivando spesso in area, dentro la quale si aggira anche un certo Muriel (66′ Faragò sv – Quasi mezz’ora a disposizione, un cross lungo e qualche appoggio sbagliato di troppo. Ma, dopo settimane di assenza, quel che conta è essere tornato a disposizione per l’ultimo mese di gare).
Nandez 6,5 – Il suo dinamismo è linfa vitale per questo Cagliari, specialmente contro un centrocampo vivace come quello di Gasperini. Non riesce a incidere come da par suo, ma se il risultato non si trasforma in un’imbarcata è anche merito suo, che continua a correre come un forsennato anche al 91′, quando sfiora un clamoroso pareggio con un grande coast to coast. Leone vero.
Nainggolan 6 – Ogni volta che prova a proporsi in avanti si ritrova De Roon a mordergli le caviglie, ma questo non gli impedisce di ispirare i suoi ed essere sempre l’ultimo a mollare, nonostante non sia ancora al meglio per il famoso problema al soleo che lo ha tenuto fermo per diverso tempo. Suo l’assist per il gol annullato a Simeone, un tocco preciso vanificato dal Var (66′ Birsa 5,5 – Mette ordine a centrocampo, anche se non riesce a lasciare il segno. Ma il suo rientro, come quello di Faragò, è una buona notizia per Zenga).
Rog 6,5 – Meno preciso e affidabile del solito, patisce il dinamismo di Tameze e, soprattutto, Hateboer: una partita di sacrificio totale, in cui poche volte riesce a farsi pericoloso dalle parti dell’area bergamasca. Però è il solito martello e, con l’uscita di Nainggolan, spetta a lui gestire il traffico a centrocampo insieme a Birsa e lo fa più che discretamente.
Lykogiannis 5 – Un deciso passo indietro rispetto alla sfida del Dall’Ara: riportato sull’esterno a fare il quinto, soffre terribilmente contro Hateboer, anche quando la difesa passa a 4 (66′ Mattiello 5,5 – Ha a disposizione una mezzora di gioco, ma lo si vede più impegnato a chiudere Hateboer e Castagne che a proporsi in fase offensiva, ma la gamba c’è).
Joao Pedro 5,5 – Ormai si è capito: con Zenga il brasiliano è chiamato a un ruolo di raccordo tra centrocampo e la punta che lo tiene lontano dalla zona calda dell’area. A inizio secondo tempo va a fare l’esterno di centrocampo, con il suo primo tiro in porta che arriva al 74′. Con l’uscita del Cholito torna a fare il pivot, ma senza graffiare.
Simeone 6 – Lotta come un leone e solo il Var gli toglie la gioia del quinto gol consecutivo: è sicuramente il giocatore più rigenerato dalla cura Zenga. Esce a un quarto d’ora dalla fine dopo una prestazione di grande sacrificio (74′ Ragatzu – Ci prova fino alla fine, partendo dalla sinistra per poi accentrarsi, è bravo a coordinarsi in acrobazia all’86’, ma la palla termina fuori).

Allenatore: Walter Zenga 6 – Tra assenze e valore dell’avversario, l’approccio alla gara è quello giusto: se il Var non avesse annullato la perla di Simeone, il suo Cagliari sarebbe passato in vantaggio contro i nerazzurri e forse si sarebbe vista un’altra partita, specie senza la combo rigore-espulsione firmata Carboni. Ma Ionita esterno fa fatica, così come Joao Pedro è tanto sacrificato: al 66′, ancora sullo 0-1, cambia gli esterni e toglie Nainggolan, nel tentativo di tenere il risultato in bilico fino all’ultimo e, grazie anche a un grande Cragno, ci riesce. Essere quasi riuscito a contenere l’incontenibile Atalanta gli farà probabilmente vedere il bicchiere mezzo pieno in vista della sfida di Firenze.

Francesco Aresu

 

AL BAR DELLO SPORT

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