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Alfred Duncan | Foto Luigi Canu

Le Pagelle | Filtro Duncan e bell’impatto di Carboni tra la noia

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I nostri voti sulla partita pareggiata 0-0 dal Cagliari con la Fiorentina.

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Cragno SV: si gode il sole del pomeriggio della Sardegna Arena senza dover compiere un singolo intervento a parte un cross allungato con la mano. Se non fossero lontani circa 100 metri potrebbe giocare a carte con Dragowski prima e Terracciano poi.

Zappa 6: attento, quando la situazione lo richiede prova a spingere, si concede anche il lusso di un tunnel a Bonaventura a confermare la sua crescita mentale delle ultime settimane. Dal 46′ Carboni 6,5: entra bene riscattando la prestazione di Benevento anche perché i giocatori alla Vlahovic li soffre meno. Unico appunto l’imprecisione nei palloni in verticale.

Ceppitelli 6,5: primo tempo in cui dalle sue parti passa prevalentemente Vlahovic, cliente difficile e tra i centravanti più in palla della Serie A. Il suo successo è quello di tenerlo lontano dall’area, laddove può essere letale. Poi il serbo si sposta sul lato opposto e la sua partita diventa una passeggiata di salute.

Godín 6,5: ingaggia un duello con Kouame tra falli reali e altri forse fischiati con troppo zelo. Lo vince senza troppa fatica anche perché sul gioco aereo non c’è partita e sul lungo non viene sollecitato. Con la difesa a tre della ripresa funge da controllore dei compagni che non lo tradiscono.

Lykogiannis 6: tiene bene la posizione e prova a spingere creando anche l’unica vera occasione del primo tempo per Joao Pedro. Periodo positivo nel quale sembra atleticamente una spanna sopra gli altri. Dall’86’ Cerri SV: appena entrato ha la palla buona, ma la controlla male. Per il resto non ha occasioni per incidere.

Nández 6: sempre presente mentalmente e atleticamente, prova a smuovere una gara dai ritmi blandi cercando di allontanare la tentazione di un pareggio di fine primavera. Il duello con Bonaventura, anche verbale, ne è la conferma.

Marin 6: tanti palloni passano dai suoi piedi, lui li distribuisce con la solita calma mista a eleganza. Meno preciso del solito sui calci da fermo. Dal 70′ Deiola 6: cerca di cambiare ritmo al centrocampo, tiene bene la mediana e aiuta anche in fase offensiva.

Duncan 6,5: si muove tanto per cercare lo spazio in costruzione, resta a difesa della retroguardia davanti alla difesa con la palla agli avversari. Ex poi non tanto ex, esce con una prova dignitosa dal confronto e un secondo tempo da ottimo sradicatore di palloni.

Nainggolan 6: è il centro di gravità tattico che consente a Semplici di passare dal 4411 al 451 al 4231. Intelligenza, mentalità, classe le poche volte che deve mettersi in gioco tecnicamente. Niente di trascendentale, ma resta fondamentale.

Joao Pedro 6: largo a sinistra con libertà di movimento fino ad arrivare sul lato opposto, gioca una delle sue classiche partite vecchio stampo, quelle con infradito ai piedi e tentativi estemporanei di accendere la luce. Meglio nella ripresa come spalla di Pavoletti e, guardando alle poche occasioni, è comunque il più propositivo.

Pavoletti 6: non è favorito dall’assenza di battaglia, tiene da solo il reparto offensivo senza avere l’occasione di colpire come sa fare. Cross pochi come poca è l’attività nell’area viola.

Semplici 6: parte con quella difesa a quattro che fino a oggi era stata arma da utilizzare quasi esclusivamente in corsa. La squadra è messa bene in campo, il ritmo è quello che è, la salvezza comunque sempre più vicina. Poi nella ripresa torna alla sua classica linea a tre senza che cambi l’intenzione di portare in porto un punto che male non fa, anzi. Certo, si poteva chiudere oggi ogni discorso, ma piuttosto che nulla meglio piuttosto.

Matteo Zizola

 

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