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Le Pagelle | Joao Pedro fa e disfa, ottima conferma per Obert

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I nostri giudizi sul Cagliari che ha pareggiato contro la Fiorentina per 1-1 nel lunch match della 23ª giornata.

Radunovic 7: inizio con brivido tra l’occasione di Bonaventura e qualche difficoltà con i piedi, poi si erge a fattore positivo con il piedone a respingere il rigore di Biraghi. Nulla da fare sul gol e ordinaria amministrazione per il resto del tempo.

Altare 5: deve gestire la sua gara con un giallo sul groppone, così non gli resta che soffrire la velocità di Gonzalez contro cui fatica non poco. Esce dopo un primo tempo difficile e quel cartellino che è troppo rischioso per una ripresa di lotta.
Dal 46′ Lovato 6: messo in difficoltà da Marin sul gol del pareggio, tiene meglio del compagno su Gonzalez per poi soffrire di più su Sottil. Prova anche a proporsi in avanti senza successo.

Goldaniga 7: di fisico e di mestiere segue a tutto campo Piatek tenendolo a bada e lontano dall’area di rigore. Una prestazione vigorosa da leader difensivo vero.
Dal 95′ Ceppitelli SV: entra da ammonito per allungare il recupero di altri 30 secondi.

Obert 7: gioca con personalità da veterano cancellando Ikoné dal campo, anche se in alcuni casi pecca di eccesso di confidenza. Dopo l’esordio all’andata oggi quello dal primo minuto dimostrando di avere un futuro importante.

Zappa 6,5: sfrutta l’occasione dall’inizio con tanta verve e attenzione. Il duello con Biraghi è interessante, lo vince con la sua freschezza anche se perde un po’ di lucidità nel lungo termine.

Marin 5: va a sprazzi senza incidere se non nel finale della prima frazione. Ha però sulla coscienza l’ingenuità che fa partire il contropiede del pareggio viola, un errore non da poco e non da lui.

Grassi 5,5: non è in buone condizioni dopo lo stop Covid e si vede, tiene la posizione ma senza dare grande contributo né in costruzione né in rottura. Prova a dare equilibrio riuscendoci a metà.
Dal 74′ Kourfalidis 6: esordio in Serie A con pochi palloni giocati in una fase di tanti falli e poco calcio. Non si tira indietro portando a casa un quarto d’ora di sostanza.

Dalbert 6,5: mezzala che diventa primo difensore in fase di non possesso con il compito di schermare Torreira a inizio azione. Si sacrifica e riesce anche a dare un buon contributo quando chiamato all’attacco. Prestazione di riscatto dopo troppe uscite a vuoto. Dall’81’ Gagliano SV: prova a far salire la squadra, ma il tempo per incidere è poco.

Bellanova 5,5: sulla sua gara pesa tantissimo l’errore che porta al rigore in apertura per il quale deve ringraziare Radunovic. Il resto è una buona spinta, qualche errore di stanchezza nell’ultima mezz’ora, chiusure con le quali prova a riscattare l’incertezza iniziale. Nel complesso si avvicina alla sufficienza.

Pereiro 6: l’impegno non gli fa difetto, la corsa in copertura e la voglia di aiutare i compagni non manca affatto. Però è troppo debole quando ha il pallone, i calci piazzati come cartina di tornasole di tocchi leggeri e mancanza di cattiveria. Tranne quello che porta al gol, sempre morbido ma con un Joao che lo tramuta in oro. Sufficienza per il tanto lavoro sporco.

Joao Pedro 6,5: deve fare sia il rifinitore che il centravanti, sia il regista offensivo che il finalizzatore. Vero e proprio uomo squadra prima manca un’occasione d’oro calciando a lato a tu per tu con Terraciano, si riscatta con la voglia di trovare il gol che si infrange sul palo e con il vantaggio da attaccante vero. Sarebbe da 7,5 non fosse per il rigore che calcia male e che rappresenta la differenza tra tre punti e il pareggio finale. Ammonizione ingenua, era diffidato e salterà la gara di Bergamo.

Mazzarri 6,5: la squadra è sempre più a sua immagine e somiglianza nonostante i problemi tra infortuni e positività. Attenzione, grinta, gioco che migliora. La fame è evidente, il cambio di mentalità impossibile da non vedere. Tanta rabbia per un pareggio che nasce da un rigore sbagliato e da un gol preso in contropiede quando in superiorità numerica. La strada resta quella giusta, la squadra è viva e la salvezza non più un’utopia.

Matteo Zizola

 

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