Radja Nainggolan (Cagliari) che calcia un pallone

LE PAGELLE | Nainggolan dominante, Olsen fa e disfa

I nostri giudizi sul Cagliari che ha ottenuto un pari sul campo del Lecce.

Olsen 6,5: poco sollecitato se non dai cross su palla da fermo, dimostra di essere più che pronto quando con un riflesso prodigioso salva il vantaggio dal fuoco amico della deviazione di Cacciatore sul tiro di La Mantia. Aggiunge interventi altrettanto decisivi su Lapadula e Farias, ma rovina una gara da 7 con la follia post rigore che ravviva l’ambiente

Cacciatore 5: attento in fase difensiva, soffre poco e così prova ad attaccare l’avversario diretto fino al cross che provoca il rigore del vantaggio. La parata nel finale che porta all’espulsione è la chiave di volta della rimonta leccese, un’ingenuità che vale due punti persi.

Pisacane 6,5: che siano grandi attaccanti o mestieranti onesti di provincia lui compie sempre il suo lavoro senza sbavature. Anche oggi prestazione di buon livello nonostante la rimonta avversaria.

Klavan 6,5: alza il classico muro baltico a difesa dei cieli rossoblù proteggendo Olsen dai numerosi cross degli avversari giallorossi. Incolpevole nel finale pirotecnico.

Lykogiannis 6: la sua stazza viene favorita dal terreno pesante come lui, limitato da un giallo a inizio partita riesce a portare a casa la pagnotta senza infamia e senza lode. Provoca il gol del raddoppio con un bel cross.

Nandez 6: dà il suo classico contributo di corsa e sacrificio pur se confermando il calo di brillantezza delle ultime settimane, nonostante ciò va vicino al gol. Con l’ingresso di Farias va anche lui nel pallone.

Cigarini 5,5: passa dal controllo del centrocampo con la sua rinomata tranquillità a errori di precisione non da lui. Penalizzato da un campo non per piedi delicati, inspiegabile la gestione del pallone nei minuti di sofferenza.

Rog 6,5: poco appariscente ma importantissimo per gli equilibri del centrocampo, ruba numerosi palloni e risolve situazione altrimenti complicate. Poco efficace offensivamente, ma la partita era più da spada che da fioretto. (dall’87’ Mattiello 5: pochi minuti per farsi irridere sistematicamente da un Farias in stato di grazia).

Nainggolan 7: indossa i panni dello sradicatore e non fa prigionieri nel centrocampo del Via del Mare. Con il terreno pesante la sua presenza in rottura è decisiva. Aggiunge un gol dei suoi, con missile che non lascia scampo a Gabriel. (dall’87’ Rafael SV: incolpevole sul gol del pareggio).

Joao Pedro 6,5: abbastanza impreciso in appoggio, all’inizio non sembra in giornata, ma sale di livello con il passare dei minuti. Freddo in occasione del rigore per la settima personale sinfonia stagionale, perde la possibilità della doppietta personale scivolando sul più bello.

Simeone 5,5: non ha occasioni per incidere, la gara ha bisogno più della sua grinta che della profondità a cui ha abituato. Non si tira indietro, fra palloni sporchi e unico baluardo contro la rocciosa difesa leccese, ma alla fine da centravanti non conclude mai verso la porta di Gabriel. (dal 76′ Ionita 5,5: il suo ingresso cambia il volto alla partita in negativo, non tanto per colpa sua, ma perché causa l’arretramento del baricentro).

Maran 5,5: in una giornata particolare passata ad attendere il da farsi, mette da parte la poesia dell’ultimo periodo e chiede ai suoi di indossare il classico elmetto. La squadra lo segue, compatta e cinica, portandosi sul due a zero e controllando con facilità. Poi improvvisamente cambia la mentalità e torna al provincialismo con un cambio, Ionita per Simeone, che lascia campo al Lecce e dà fiducia agli uomini di Liverani. Certo, senza la follia del duo Cacciatore-Olsen forse si parlerebbe di altri tre punti, ma il risultato alla fine non premia la soluzione difensivista. Undicesimo risultato utile consecutivo, ma che sa di occasione buttata al vento.

Matteo Zizola

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