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Le Pagelle | Lykogiannis illude un Cagliari senza cuore

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I nostri giudizi sul Cagliari sconfitto dall’Inter alla Unipol Domus: i nerazzurri passano 1-3 con la rete di Darmian e la doppietta di Lautaro Martinez.

Cragno 6: sui gol può davvero poco, anche se il due a zero gli passa in mezzo alle gambe. Un intervento prodigioso su Lautaro che ritarda il raddoppio nerazzurro tra tanti tiri subiti, pali presi e sfiorati.

Bellanova 5: ha di fronte uno dei giocatori più in forma in tutta Europa e si vede. Perisic lo riporta sulla terra certificando che per il giovane rossoblù serve ancora tempo prima di poter ambire a certi livelli.

Ceppitelli 4,5: salva un’occasione su Lautaro con un intervento alla disperata ma in generale sono troppi i buchi in mezzo alla retroguardia. Non sembra nemmeno metterci la giusta convinzione per una gara da ultima spiaggia.

Altare 5,5: prestazione solida fino al gol del raddoppio siglato da Lautaro. Tiene in gioco il Toro e poi perde anche il duello fisico. Uno degli ultimi a mollare, perde pochi duelli nonostante tutto. Dal 79′ Carboni SV: pochi minuti con il profumo della possibile imbarcata.

Lykogiannis 5: la prestazione sarebbe anche peggiore non fosse per gli unici due tiri in porta che vedono proprio lui come protagonista. Il primo trova Handanovic, il secondo il gol dell’illusione. Il resto sono tanti errori e disattenzioni delle sue.

Marin 4,5: non vince un contrasto, non cambia mai passo, non incide mai. Ci si aspetta uno slancio d’orgoglio dopo l’esclusione di Salerno, invece sparisce presto tra corse a vuoto e poca personalità.
Dal 79′ Baselli SV: questa volta il suo ingresso è tardivo e non regala un destino diverso da quello previsto dagli eventi che lo hanno preceduto.

Grassi 5: tarda troppo a entrare in partita, tra gioco scolastico e qualche difficoltà con i tempi di gioco. Cresce con il passare dei minuti, ma anche lui resta messo in mezzo dalla mediana avversaria. Fino a tornare quello di inizio gara, senza il nerbo necessario a una sfida fondamentale.

Dalbert 4,5: se al posto della partita fosse andato in onda Chi l’ha visto la sua presenza avrebbe avuto senso. Anzi, la sua assenza, perché non lo si vede mai fino a chiedersi il perché del suo ritorno da titolare. Esce troppo tardi. Dall’86’ Pereiro SV: ingresso tardivo o meno non si può sapere.

Rog 5: il suo compito è quello di seguire praticamente a uomo Brozovic. Finché il fiato tiene riesce nel lavoro, ma alla fine toglie anche soluzioni al centrocampo quando si deve giocare il pallone. Sacrificato sull’altare della squadra operaia e la prestazione ne risente.
Dal 56′ Nández 5,5: non che faccia chissà cosa, ma almeno sembra avere lo spirito richiesto e non accettare il quasi torello nerazzurro. Miracolato per un miracolo che non arriva.

Joao Pedro 5: prova a fare il massimo nonostante sia praticamente da solo e riceva pochissimi palloni giocabili. Difficile essere protagonista quando la gara si sviluppa come visto questa sera.

Pavoletti 4: sportellate e nulla più. Vince un solo duello, quello che poi porta al tiro di Lykogiannis, il resto è un vagare tra le linee alla ricerca di quei palloni alti che arrivano solo dalle retrovie. Quando poi è chiamato alle sponde con i piedi non c’è nulla da fare. Ectoplasma.
Dal 56′ Keita 4,5: due occasioni, nella prima si fa spaventare dall’uscita di Handanovic, nell’altra arriva in ritardo. Troppo poco, come il tempo avuto a disposizione nonostante le pecche.

Agostini 5,5: di certo non è colpa sua la situazione generale, ma la scossa mentale attesa non si è verificata. Ultima spiaggia che più che partita della vita sembra un’escursione in un weekend estivo. Ha provato tutto, magari con qualche ritardo, ma la squadra è apparsa ancora una volta piatta e svuotata.

Matteo Zizola

 

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