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Le pagelle | Non basta il ritorno dell’Uomo Cragno a un Cagliari confusionario

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I nostri giudizi sul Cagliari sconfitto dall’Atalanta per 1-2 alla Unipol Domus.

Cragno 7: festeggia il ritorno in azzurro con un intervento dei suoi su Zapata che evita lo zero a due e con quello su Ilicic che tiene la partita aperta. Per chiudere il cerchio ottima anche l’uscita bassa su Pasalic, mentre sui gol può pochissimo.

Zappa 5: da braccetto di destra fatica tantissimo entrando, di fatto, tra i responsabili su entrambe le reti. Quando deve seguire Zapata la differenza fisica è davvero troppa, quando deve seguire le incursioni di Pasalic è spesso sorpreso. Cresce nella ripresa, ma non basta.
Dal 90′ Farias SV: un cross blando e nulla più nei 5 minuti in campo.

Godín 5,5: regala il pallone del pareggio a Joao Pedro con una verticalizzazione da regista, ma è tra i colpevoli sui gol orobici. Sul primo ha difficoltà nel chiudere la linea di passaggio, sul secondo si fa scherzare da Zapata. Soffre meno nel secondo tempo.

Carboni 5: inizia bene, ma il doppio errore che porta al due a uno atalantino è da matita rossa. Prima sbaglia un facile appoggio in uscita, poi inspiegabilmente non scala ma sale in pressione lasciando libero Zappacosta. Giustamente salvato dal VAR nell’episodio del rigore poi revocato.

Lykogiannis 5: forse ancora provato dall’errore di Bologna non entra praticamente mai in campo. Distratto, lento nei tempi di reazione soprattutto mentalmente, impreciso quando deve giocare il pallone. Il simbolo l’angolo regalato a 5 minuti dalla fine nonostante l’urlo di Cragno ad aiutarlo.

Bellanova 5,5: parte bene, sembra in palla, ma poi piano piano sparisce e si nasconde. Le potenzialità ci sono, ma deve trovare maggiore continuità nei 90 minuti. Potrebbe anche pareggiare il conto a inizio ripresa quando spara alto da ottima posizione. Alla distanza perde lucidità e anche un pallone spinoso che potrebbe costare il gol.
Dall’83’ Pereiro SV: di nuovo pochissimi minuti per poter lasciare il segno.

Marin 5,5: corre per due, costretto però dagli avversari a farlo spesso e volentieri a vuoto. Il dinamismo difensivo lo penalizza in quello che dovrebbe essere il suo punto forte, la costruzione. Si vede poco finché non viene liberato nel 4-4-2 dell’ultima mezz’ora quando torna, in parte, se stesso.

Deiola 5: mediano e non regista, infatti è risolutivo in poche situazioni di filtro, mentre lento e impreciso spesso nello sviluppo dell’azione. I difetti tecnici sono più appariscenti dei pregi tattici, purtroppo. Resta negli spogliatoi vittima delle sue stesse difficoltà.
Dal 46′ Grassi 6: il suo ingresso mette ordine ed equilibrio, meriterebbe forse più spazio soprattutto ora che la condizione sembra in crescita costante. Con lui in campo la squadra cresce ed è un merito.

Strootman 5: non entra mai in partita perdendo il duello tutto orange contro la nuova versione di se stesso chiamata Koopmeiners. Unico lampo a inizio ripresa con il cross per Bellanova, ma in generale non si vede né come lavaggio né come centrifuga. Lavatrice bloccata da una condizione inadeguata per i ritmi gasperiniani.
Dal 60′ Pavoletti 5,5: lotta con braccia e spalle, ma troppo lontano dalla porta. Quando riesce a essere dalle parti di Musso prima mette fuori di tacco, poi alto di testa.

Nández 5,5: il suo prova a farlo in una posizione che serve più a preservarne la condizione non ottimale che a esaltarne le caratteristiche. Pochi strappi, tanta corsa, parecchia frustrazione. Chiude meglio nel suo ruolo naturale da esterno destro del 4-4-2, il VAR cancella un grave errore in occasione del rigore poi revocato.

Joao Pedro 6,5: se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Gioca su tutto il fronte d’attacco e della trequarti, uno e trino che se potesse farebbe anche il rifinitore di se stesso. Segna, ancora, e regge gli umori della squadra oltre che il gioco.

Mazzarri 5,5: la squadra regge l’urto di un’Atalanta comunque non in una delle sue giornate migliori. Alcune scelte lasciando dubbi, Zappa braccetto e Grassi fuori per Deiola gli esempi. La prestazione però è più vicina a quella contro la Roma che a quella contro il Bologna, nota positiva. Deve trovare ancora la quadra visti i tanti, forse troppi cambi tattici tra gara e gara e anche all’interno dei 90 minuti. Intanto l’ultimo posto resta tale e il lavoro da fare tanto.

Matteo Zizola

 

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