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Le Pagelle | Si salvano in pochi in un Cagliari confuso e sconfitto

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I nostri giudizi sul Cagliari sconfitto in casa dall’Empoli per 2-0 nel debutto casalingo di Walter Mazzarri.

Cragno 6: sui gol può poco e torna se stesso quando si supera su Zurkowski, ma senza la traversa farebbe una figura barbina sul tiro da distanza di Henderson. Ringrazia anche il palo quando Bajrami prova il diagonale.

Walukiewicz 5: appare mentalmente in crescita finché nella ripresa non inizia a manifestare i soliti blackout. Da uno di questi nasce la rete del due a zero, ma non solo. Sembra sempre sul punto di perdere la concentrazione, anche su situazioni semplici. Dal 70′ Caceres 5,5: non entra con la grinta di chi deve recuperare due reti.

Ceppitelli 4,5: tanto bravo contro Immobile quanto in difficoltà contro Pinamonti. Corre a vuoto per inseguire l’avversario e, soprattutto, mette il piede sullo svantaggio. Troppo leggero più che sfortunato. Nella ripresa non migliora, anzi.
Dall’85’ Pavoletti SV: prova a mettere la testa per sponde che rilancino la squadra, ha poco tempo per incidere.

Carboni 5,5: qualche errore in uscita e sul gol dello svantaggio non legge benissimo la giocata abbassandosi troppo verso Cragno. Lascia il campo sull’altare del Faraone.
Dal 46′ Godin 6: prova a suonare la carica nonostante la condizione fisica sia deficitaria. Fino allo zero a due tiene alta la difesa, poi la partita finisce e fa quel che può senza il filtro della mediana.

Lykogiannis 5,5: posizione atipica, un po’ terzino un po’ quinto e un po’ interno di centrocampo. Dal suo piede arriva l’unica vera parata di Vicario nel primo tempo, troppo poco nel computo generale della gara. Resta uno dei meno negativi.
Dal 77′ Pereiro 5,5: trotterella, dovrebbe dare di più. Perché se il mantenere il risultato non è il suo pane, provare a cambiarlo dovrebbe esserlo.

Nandez 6: tanta corsa, ma anche tanta confusione. Vuole fare talmente tanto che a volte si mette a strafare. La voglia e la grinta non mancano, l’efficacia però sì. Anche se, alla fine dei conti, è l’ultimo a mollare e quello che ci prova di più in attacco.

Marin 5,5: unico che prova a mettere un po’ d’ordine nel caos generale. Potrebbe anche impegnare Vicario, ma è prima troppo altruista poi impreciso con il sinistro. Quando però c’è da mettere fosforo nella rimonta, anche lui si perde nella confusione.

Deiola 4,5: se manca il filtro restano solo gli errori tecnici. E non è un bel vedere. Esce all’intervallo vittime della sua stessa fragilità in mezzo al campo.
Dal 46′ Strootman 5,5: il momento migliore del Cagliari nasce anche da un baricentro alzato dall’olandese. La benzina è però troppo poca e sparisce presto.

Dalbert 5: si vede poco, non trova la posizione e paga la confusione tattica. Meglio nella ripresa, anche se alla fine il giudizio resta insufficiente.

Joao Pedro 5: prova a creare, ma perde troppo spesso il tempo di gioco. Lontano dalla porta non incide, anche se la voglia non manca mai. Ma non basta.

Keita 5,5: perde tanti duelli fisici e si lascia spesso andare senza che Di Bello lo assecondi. Dovrebbe capirlo, invece insiste. Sfortunato sul palo, crolla fisicamente dal settantesimo in poi.

Mazzarri 5,5: a Roma poteva incidere poco, ma la squadra sembrava già più vicina di un passo a ciò che vorrebbe. Oggi due passi indietro, anche nelle scelte. Certo, lui può poco, la condizione fisica è davvero deficitaria, la benzina finisce presto e la testa non gira di conseguenza. Resta però una confusione di fondo sulla quale lavorare. Insufficienza meno pesante anche per l’alibi del poco tempo per cambiare la mentalità di una squadra che non riesce a dominare mai gli avversari.

Matteo Zizola

 

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