L’OPINIONE | Cagliari, un mercato da spiegare

Dopo i tanti ingressi di peso ai rossoblù manca solo la ciliegina sulla torta, ossia la seconda punta: ma per chiudere al meglio la campagna acquisti, serve prima cedere.

Il mercato del Cagliari è in fase di stallo. Un mercato da 99 centesimi, cui manca un solo centesimo per raggiungere il fatidico euro. I tifosi rossoblù da settimane sfogliano la margherita in attesa della seconda punta, che completerebbe al meglio un mercato da big. Si discute di Defrel, c’è chi preferirebbe Simeone, in passato si è approcciato Eder. Promosso l’ultimo arrivo di Pellegrini, anche se fa storcere il naso la formula del prestito secco.

IL PESO DELLE REGOLE PER I 25 – Una ridda di nomi, commenti e preferenze, con giornate passate tra un ritaglio di tempo e l’altro a cliccare compulsivamente sui vari siti di calciomercato in attesa dell’indiscrezione che accenda la fantasia. In tutto ciò, però, c’è un aspetto che viene tenuto in scarsa considerazione. Il Cagliari pur volendo (e magari potendo) chiudere oggi stesso l’acquisto di uno dei succitati calciatori, è impossibilitato a farlo: il club rossoblù è, volente o nolente, obbligato a valutare nomi che magari non sono o erano prime scelte sul taccuino – vuoi per formula di acquisto, vuoi per caratteristiche tecniche – poiché imprigionato dalle regole da rispettare nella composizione delle rose. Abbiamo già ampiamente trattato in queste pagine le linee guida da tener presenti per la famosa lista dei 25. Ebbene, il Cagliari oggi non ha caselle libere, anzi è in difetto di un posto: deve tassativamente vendere per poter comprare. E così capita che, avendo necessità di un terzino sinistro, ingaggi Pellegrini. Attenzione, un ottimo prospetto già noto a queste latitudini. Ma è la modalità d’acquisto a lasciare perplessi.

SOLO ARRIVI IN PRESTITO – Restio per bocca dello stesso Giulini ai prestiti secchi, che sanno un po’ di succursale di altre società, il sodalizio rossoblù ha dovuto liberare uno spazio cedendo Pajac – tra i pochi cedibili ad avere mercato – e propendere per l’ingaggio del giovane ex Roma che, essendo un under 22, non occupa slot in rosa. Magari il Cagliari avrebbe preferito o valutato altri elementi in quel ruolo, oppure una formula di acquisto che desse più controllo sul calciatore, ma ha dovuto decidere non solo in base alla propria volontà. È fisiologico, però, che in questa situazione di forza maggiore se ti rivolgi alla Juventus per uno tra i talenti emergenti più promettenti del panorama italiano riesci a strappare al massimo un prestito secco. E così ancora capita che si pensi a un Barrow dell’Atalanta e ci si ritrovi esattamente come sopra. Se poi come pare, stando alle ultime voci riguardanti i possibili partenti, capita che Despodov rifiuti ogni opzione di prestito o Bradaric non abbia mercato, ecco che l’atalantino classe 1998 che non è molto probabilmente la prima scelta finisca per diventarlo.

CARLI, ORA TOCCA A TE –  Ed è qui, come più volte sottolineato, che entra in gioco tutta l’abilità da venditore del diesse Marcello Carli, chiamato a un mero lavoro di ricamo. L’alternativa, qualora si propendesse per acquistare comunque ciò che serve senza riuscire a vendere, sarebbe quella di tenere giocatori scontenti, svalutati e messi fuori rosa per poter rientrare nei paletti. Un rischio e una extrema ratio che, a ben vedere, non si vuole prendere in considerazione. La campagna acquisti del Cagliari partita come il Mercato dei sogni si è ora tramutata in scienza matematica, una sorta di rappresentanza dell’eterna contrapposizione tra onirico e pratico.

Mirko Trudu

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