Maran atto secondo, la storia insegna

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La prima stagione di Rolando Maran sulla panchina del Cagliari si è conclusa con un quindicesimo posto. E una salvezza raggiunta con meno patemi rispetto all’anno scorso, seppur arrivata solo alla penultima partita.

A palla ferma la domanda che incuriosisce i tifosi è: come sarà il secondo Cagliari di Maran? Non parliamo di uomini ma di atteggiamento in campo. Non aspettiamoci un Cagliari frizzantino e votato all’attacco. Nell’attuale duello tra bel gioco e risultati Maran è stato chiaro: “Non c’è spazio per la poesia”. L’allenatore trentino non va alla ricerca di una filosofia da imitare ma vuole imporre al suo gruppo un proprio Dna: fatto di coraggio, lotta e concretezza. Se dovesse riuscirci, i rossoblù potrebbero avere meno periodi di pausa, come avuto invece in stagione, e insieme a più punti potrebbe arrivare anche un gioco con una migliore qualità e costanza.

Maran è arrivato a Cagliari con la nomea di allenatore solido per la salvezza. Un’etichetta che però descrive solo a metà il tecnico. A Catania, e anche nella seconda stagione con il Chievo, le sue erano squadre concrete ma anche divertenti. In Sicilia fece benissimo il primo anno e meno bene al secondo. Un’eccezione però, perché in carriera solitamente Maran fa meglio al secondo campionato con la stessa squadra. Un dato che fa ben sperare in casa Cagliari: alla Triestina e al Vicenza, per esempio, fece meglio alla seconda stagione in B e lo stesso vale per l’avventura con il Chievo. Il nono posto del 2015-16, al secondo tentativo con i gialloblù, resta il suo miglior risultato con i veronesi.

Il Cagliari in stagione ha espresso il suo miglior gioco con Castro da trequartista, prima dell’infortunio dello stesso argentino. In realtà, però, anche nelle piccole apparizioni di fine stagione il Pata ha mostrato alcuni interessanti segnali tattici in vista della prossima annata rossoblù firmata Maran: da mezzala è una pedina importantissima per fornire il maggior numero possibile di assist a Pavoletti. Dunque il primo esperimento di Maran potrebbe essere quello di recuperare Birsa su ottimi livelli dietro le punte, con il solito Joao a sostenere il Pavo. In questo modo l’attacco avrà più rifornimenti, specie rispetto ad alcune giornate con poche idee in avanti capitate in questo campionato. Il secondo aspetto sul quale Maran lavorerà moltissimo ai nastri di partenza della prossima stagione sono i terzini. Quest’anno è stato un continuo alternarsi di uomini, tra giovani più o meno acerbi e veterani dal contachilometri ridotto. Il Cagliari in stagione ha segnato 11 reti in casa da azione nata da un cross, nessuno in Serie A ha fatto meglio. Incrementare questo dato con due esterni di difesa di spinta, in grado di giocare con costanza 30-35 partite, potrebbe essere la chiave per far svoltare l’anno del centenario rossoblù.

Roberto Pinna