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Milan-Cagliari decisiva per Semplici come per Zenga

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“Ritrovarci tredicesimi non è soddisfacente”. Agosto 2020 era appena iniziato, il Cagliari si apprestava a scendere in campo a San Siro per affrontare il Milan, ultima giornata di un campionato che dal sogno europeo era passato al rischio di ritrovarsi in zona retrocessione. Ai microfoni di Sky Sport il presidente rossoblù Tommaso Giulini cancellava con un colpo di spugna una stagione, nel bene e nel male, incredibile.

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Corsi e ricorsi

“Con Maran un buon girone di andata, poi con Zenga subito i punti salvezza. Abbiamo ragionato se ripartire subito da uno di loro due e poi, pochissime ore fa, abbiamo deciso di ricominciare con entusiasmo con un nuovo progetto”. Quel progetto prendeva il nome di Eusebio Di Francesco, mentre Walter Zenga era costretto a fare le valigie e salutare nonostante il desiderio di provare a costruire una stagione intera sulla panchina del Cagliari. L’Uomo Ragno dal destino segnato, d’altronde da quando Tommaso Giulini è il proprietario della società rossoblù nessuno degli allenatori arrivati in corsa è poi stato confermato per l’anno successivo. Risultati buoni o meno buoni, da Gianluca Festa a Walter Zenga passando per Diego Lopez, ogni volta che il Cagliari ha sostituito un tecnico, chi è subentrato non ha avuto la possibilità di iniziare il campionato successivo.

Segnali costanti

Le parole dell’ultimo mese e la sensazione data nell’ultima conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Milan sembrano confermare lo stesso destino anche per Leonardo Semplici. D’altronde, ipse dixit, “i matrimoni si fanno in due” anche se non è chiaro chi all’interno della coppia abbia più intenzione e chi meno di portare avanti la relazione. San Siro val bene una messa e chissà che sul pulpito, come lo scorso agosto, non salga ancora una volta il presidente rossoblù. Perché il futuro appare sempre più senza il tecnico toscano protagonista di un’impresa quasi impossibile e il cui destino appare quello dell’addio. Da vincente, ma senza che questo possa valere un’altra stagione sulla panchina del Cagliari.

Questione di feeling

Semplici grazie ai risultati in rossoblù ha sicuramente rilanciato la sua carriera dopo l’esonero con la Spal. Il rischio dell’anonimato era dietro l’angolo, l’aver accettato una scommessa dalla quota elevatissima, come quello di salvare il Cagliari da una retrocessione davvero vicina, lo ha premiato. E, va detto, ha premiato anche la società di Via Mameli che, grazie al tecnico toscano, ha reso dolce una stagione che pareva prossima a essere una delle più amare della propria storia centenaria. La logica conseguenza sarebbe continuare assieme, ma non va dimenticato che dopo l’esonero di Di Francesco il nome di Leonardo Semplici non era il primo della lista per la sostituzione. Così come non si può omettere come il valore della squadra fosse ritenuto più elevato di quanto espresso dal campo, quasi a confermare che più che l’allenatore a dare la svolta sia stata la presa di coscienza dei singoli.

Luci a San Siro?

Il Cagliari, anche grazie alla sconfitta del Torino contro lo Spezia, potrebbe essere già salvo prima di dover ottenere il punto che manca. Non solo qualora il Benevento dovesse non fare bottino pieno di fronte al Crotone, ma anche qualora i granata non dovessero vincere contro la Lazio e i rossoblù non soccombere con troppi gol al passivo contro il Milan. Calcoli che lasciano il tempo che trovano, ma forse non così di poco conto per Semplici e Giulini. Se a San Siro i rossoblù si presenteranno già salvi come l’anno passato non si può escludere una presa di posizione immediata del presidente in vista del futuro. In fondo è proprio la salvezza il limite temporale che lo stesso Semplici ha fissato per discutere di ciò che sarà. “A volte gli innamoramenti non portano a dei matrimoni”, così disse Giulini ricordando l’era Di Francesco e il suo esonero. Parole che ora, a distanza di pochi mesi, suonano profetiche sul destino di Leonardo Semplici. Un nuovo anno zero? Un progetto per ricominciare ancora una volta? Sarà San Siro ad accendere le luci su un futuro diverso per la panchina del Cagliari? Domande che al momento non hanno risposta, ma che potrebbero averla presto.

Matteo Zizola

 

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