Alessio Cragno (foto Emanuele Perrone)

NINO DIXIT | La vera sfortuna è stata di Cragno e Joao Pedro

Il consueto commento (a freddo) sulla partita del Cagliari a cura di Nino Nonnis.

Cragno sembrava Enrico Toti, quello passato alla storia per avere tirato la propria stampella al nemico prima di soccombere. Toti non poteva fare altro, l’unica arma che possedeva era una stampella e per rabbia e disperazione l’ha usata. Cragno cammina sulle proprie gambe. Ha zittito quelli che propendevano per Olsen e trovavano scarso il nostro portierino. Non è vero che siamo tutti allenatori ed esperti di calcio, questo caso ne esclude un muntone, o almeno una buona pariga.

Ionita si è fatto vedere e in qualche pagella gli viene riconosciuta una piena sufficienza. Purtroppo io ho per lui un occhio maligno. La sua abilità sta nel non farsi vedere e ieri vi ha rinunciato. Ha cominciato subito sulla punizione capolavoro di Joao Pedro. Lui che è noto per i suoi inserimenti è scattato prima di tutti, anche del pallone, con l’approvazione del segnaline. Per il resto ha tenuto un pallone in area che ha favorito il gol di Simeone, bene. Ha preso un pallone di testa e se questo è un merito allora facciamogli tirare i falli laterali, potrebbe tirarli molto bene e gli daremmo un sei. Si impegna, ma non de giua. Ha giocato bene, relativamente a se stesso e un cinque glielo do. Al suo posto Birsa che lo imita molto bene anche se gioca a pes giobados, mentre l’altro pare trobeidu. Non mi si venga a dire che il sardo non serve per le spiegazioni scientifiche.

Rog sembra spremuto, necessita di un turno di riposo, così come la squadra ha bisogno di lui. Mancava ancora Pellegrini, ma che bisogno c’era di commemorarlo? Al suo posto il greco si è prodotto in uno slalom, bello, se non avesse finito per perdersi, lui e il pallone, tra le maglie laziali. Una vecchia storia, avevo un compagno che era una dogana e veniva giudicato bravo. Io dicevo che alle foche manca il senso del passaggio.

Nandez ha combattuto alo spasimo, pressante e volitivo, se fosse una fotografia Birsa sarebbe il negativo. A fine campionato sappiamo qual è la burrumballa, speriamo che non ne venga comprata altra. Meglio una fregatura come Cerri che un investimento che si chiami Birsa o Castro. In serie C si può scommettere senza rischiare troppo.

Nino Nonnis

AL BAR DELLO SPORT

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