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Guglielmo Vicario | Foto Alessandro Sanna

LE PAGELLE | Cagliari: Vicario salva il salvabile, Caligara in ombra

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I nostri giudizi sulla gara giocata dal Cagliari a Bergamo contro l‘Atalanta negli ottavi di Coppa Italia.

Vicario 8: se la squadra resiste sullo zero a zero per 43 minuti è merito suo. Inutile elencare gli interventi anche perché lo spazio è poco e le parate troppe. Si conferma più che affidabile portiere di coppa.
Zappa 4,5: difficile se hai problemi in fase difensiva di tuo trovarti a dover fronteggiare Gosens con in più il poco aiuto di chi ti sta di fronte sulla fascia. In fase offensiva sbaglia diversi appoggi e anche cross da posizione favorevole. Se manca davanti difficile trovare lati positivi.
Ceppitelli 5: lascia che in tanti arrivino dalle parti di Vicario. È poco reattivo sul gol del vantaggio bergamasco e mette lo zampino anche sul secondo. Prova a contenere Muriel senza grande successo.
Walukiewicz 4,5: Muriel lo brucia diverse volte e passa una passa due alla fine arriva l’assist per il gol di Miranchuk. Sul gol di Sutalo si addormenta come troppo spesso capita da qualche settimana.
Tripaldelli 6,5: parte bene, prosegue meglio. Prova a non buttare palla, unico della difesa, e tiene a bada un cliente scomodo come Malinovski. Quando l’Atalanta si ferma cerca anche di prendere campo, ma le gambe non reggono più. (dall’83 Lykogiannis SV: il compagno è in riserva e lui raccoglie gli ultimi minuti a risultato ormai segnato)

Nández 5: la sua partita è un costante richiamo a Sottil, come se fosse consapevole che con un po’ della sua grinta il compagno potrebbe essere tutt’altro giocatore. Solo a centrocampo può fare poco e quel poco non è che lo faccia benissimo, anzi.
Marin 4,5: se la squadra ha bisogno di un leader in mezzo al campo è meglio cercare altrove. Timido, non fa salire di livello chi gli sta attorno e non riesce a produrre gioco.
Caligara 4: sarebbe da senza voto che di per sé per uno rimasto in campo oltre un’ora è già un segnale. La sua gara è simboleggiata dallo stop dopo pochi secondi che dà l’avvio all’assalto atalantino. Solo quando esce si capisce che era sceso in campo. (dal 67′ Joao Pedro 5: cerca di dare qualità, combina con Pereiro e crea qualcosa, ma è anche impreciso quando c’è da arrivare al sodo oltre che lezioso)
Tramoni 5,5: rispetto a compagni più navigati ha la forza di provarci. Le poche volte che gli arriva il pallone almeno ha coraggio, non lo butta via e gioca a testa alta e verticale. Purtroppo viene servito poco e male. (dal 72′ Pereiro 5,5: entra abbastanza bene in partita, ma manca sempre lo spunto che renderebbe il suo provarci qualcosa di positivo)
Pavoletti 5: ingaggia un duello tutto fisico e gomiti con Romero. Fallo dopo fallo prova a far salire la squadra, ma è troppo solo. Il problema restano i piedi, quando chiamato alla sponda bassa è impreciso.  (dall’67’ Cerri 6: in poco più di venti minuti fa più del compagno che rimpiazza. Crea almeno i presupposti per la traversa di Sottil)
Sottil 6,5: passeggia, si accende, passeggia. Non si capisce se sia svogliato e indolente di suo o se sia solo il momento.Questo a destra, perché quando nella ripresa si sposta a sinistra migliora. Prestazione insufficiente nella forma, oltre la sufficienza nella sostanza del gol e della traversa successiva. (dall’83’ Ounas SV: sarebbe dovuta essere la partita in cui mettere minuti nelle gambe, ne ottiene ben sette che portano con loro significati sinistri)
Di Francesco 5: il fortino regge fino al 43′, ma c’è voluto un gran Vicario per non subire prima lo svantaggio. Più 4-5-1 che 4-3-3, la squadra non tiene un pallone e Sportiello non si capisce se sia sceso in campo o meno dato che non lo si vede mai. Nella ripresa il colpo di Sottil serve a poco, un minuto e la squadra è di nuovo sotto. Chiude con il 4-2-3-1, migliora negli ultimi venti minuti ma sembra più per tono dimesso altrui che per meriti propri.

Matteo Zizola

 

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