Catenaccio a metà | LE PAGELLE

I nostri voti e giudizi al Cagliari battuto dall’Atalanta.

CRAGNO 6,5 – Praticamente inoperoso grazie alle barricate erette da Maran, si salva senza grosse difficoltà su Gomez. Compie una grande parata su Pasalic, evitando che il passivo sia più pesante.

PISACANE 6 – Maran non rinuncia alla sua grinta, ma il fresco 33enne sulla fascia non rende come al centro della difesa. Bene in copertura, meno in propulsione, ma sarebbe meglio non abusare della sua duttilità.

CEPPITELLI 6 – Controlla bene la linea Maginot decisa dal suo allenatore, “guidando” Romagna e il resto della difesa. Costruire gioco? Non chiedetelo a lui, oggi ha messo la museruola a Zapata. E tanto basta.

ROMAGNA 6 – Marcare Gomez e Zapata spaventerebbe chiunque, ma il centrale dell’Under 21 regge l’urto.

PADOIN 5 – In tanti si aspettavano l’esordio di Pellegrini sulla fascia sinistra, con il Pado nuovamente a centrocampo. Invece nulla, al 35enne friulano toccano le consuete consegne in copertura, spesso in marcatura pura su Gomez o Hateboer, che lo scherza in altezza in occasione del vantaggio nerazzurro. Quand’è che lo si rivedrà nel suo ruolo naturale? (dal 73’ PELLEGRINI 6 – Primo pallone toccato e subito un cross pericoloso. Sarà un caso? Perché 73 minuti in panchina? Misteri. Sei mesi da sfruttare bene, per lui e per Maran).

FARAGÒ 4,5 – Rinunciare alla sua corsa e spirito di sacrificio in una partita dove il mantra è “non prendere gol” sarebbe folle. Il piano fallisce a inizio ripresa, così l’ex Novara si ritrova sballottato in avanti, come il resto dei compagni, ma spreca una grande occasione al 54’. In bambola.

CIGARINI 4,5 – Ancora una volta è lui a dover gestire la manovra rossoblù, sempre più titolare al posto di un Bradaric sparito dai radar. Tante proteste, nessuna voglia di perdere (e meno male) e null’altro. (dal 64’ THEREAU sv – Il suo ingresso in campo è accolto dal boato dello stadio, ma il primo pallone toccato è un colpo di testa totalmente da dimenticare. Poi qualche bel tocco, ma si fa subito male, stirandosi. Sfortunatissimo). 

DEIOLA 5 – Dentro tra i titolari per sfruttarne la corsa, dopo il gol dell’Atalanta e con i cambi gli spettano quasi compiti di regia. Lui ci prova, ma non è affar suo. E non per colpa sua…Mezzo punto in più per la traversa presa al 90’ con gran bel colpo di testa.

IONITA 5 – Maran non ci rinuncia mai, tanto da schierarlo in tutti i ruoli del centrocampo: falso 10, mezzala, regista, mediano. Tutto con lo stesso “sapore”. Come il cibo fritto in alcuni fast food.

BIRSA sv – Maran lo affianca a Pavoletti, ma l’infortunio all’avambraccio lo toglie troppo presto dalla contesa (dal 14’ JOAO PEDRO 5,5 – Poco più di 50 minuti passati a pressare e rincorrere gli avversari, poi in due minuti si inventa una bellissima cavalcata su cui Pavoletti è sfortunato, poi un bellissimo taglio per Faragò. Sballottato da una parte all’altra, frutto della confusione tattica che oggi ha regnato sovrana).

PAVOLETTI 5,5 – Impegno come e più di sempre, ma ha sulla coscienza il fatto di non aver sfruttato l’occasione al 53’ su assist di Joao Pedro. Corre come un matto avanti e indietro: vuoi vedere che poi manchi lucidità sotto porta?

MARAN 4 – “Servirà la partita perfetta”. Basterebbe questo proclama per descrivere il momento vissuto dal tecnico trentino e dal suo staff. Imposta una gara per non prendere gol, con una formazione improntata sulla corsa e copertura. La buona sorte non lo assiste (infortuni a Birsa e Thereau), ma lui non fa nulla per aiutarla: zero tiri in porta, Gasperini gli dà una lezione di gioco, per quanto col minimo scarto. Alla vigilia avevamo chiesto ai nostri lettori: meglio la prestazione o il risultato? Per non sbagliare, non è arrivata né l’una, né l’altra. 

Francesco Aresu

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