Pasquini: “Pronti a cogliere le opportunità del mercato”

Il mercato della palla a spicchi inizia ad entrare in una fase calda: azioni come osservazione di nuovi profili, chiacchiere con agenti, analisi di tagli e conferme diventano sempre più frequenti anche in casa Dinamo Sassari con coach Gianmarco Pozzecco e Federico Pasquini che cercano di trovare la quadra per la stagione 2020/2021. Abbiamo fatto una bella chiacchierata col General Manager biancoblù che ha fatto il punto della situazione.

Federico, stiamo entrando in giorni veramente importanti per la costruzione della futura Dinamo…

Si è la fase calda in cui dobbiamo essere pronti a livello di mercato a seconda dei giocatori che stiamo cercando. Siamo nella fase in cui valutiamo un pochino tutto prima di essere pronti a partire: per cui prima si è fatta prima un’analisi sulle conferme e l’idea di squadra che abbiamo in mente. Ripartiamo sicuramente dai tre italiani Spissu, Gentile e Devecchi e a livello di stranieri siamo contenti di avere Bilan per un altro anno, vediamo quali possono essere le situazioni degli altri giocatori sapendo che sono dei giocatori che hanno mercato, come Evans e Pierre. Dobbiamo essere pronti ad averli e allo stesso tempo non averli: dobbiamo ragionare su profili che possono essere pronti subito e giocatori che possono dare una mano in futuro. Bisogna inventarsi qualcosa per mantenersi ad alto livello in un momento in cui la crisi avrà il suo peso.

Questo è il mercato più difficile che si è trovato a gestire da quando è General Manager?

No, perché siamo ripartiti da delle conferme: sarebbe stato molto più complicato ripartire da zero e con delle problematiche a livello di coppa europea. Senza sarebbe difficile, oggi abbiamo la garanzia di fare la Champions League e questo è considerato importante a livello italiano ed europeo. Tra fine giugno e inizio luglio i procuratori dovranno prendere consapevolezza di un abbassamento anche degli ingaggi e i giocatori dovranno anche accontentarsi se non vorranno rimanere col cerino in mano. Ci sono campionati che non si sono fermati come Germania, Spagna e Israele, campionati importanti che hanno tante squadre nelle coppe; quindi è normale che certi giocatori stiano pensando più alla ripresa che alla prossima stagione.

La Champions League ha annunciato nuove squadre come Bilbao, Tofas, Darussafaka, Lietuvos Rytas, diventando una competizione sempre più di prestigio..

Verissimo, la presenza di Darusssafaka e Tofas Bursa fa sì che un campionato importante come quello turco verrà guardato magari in maniera diversa dagli agenti. Alcuni club non sono stati contenti delle proposte dell’Eurocup e hanno fatto questo passaggio.

In Italia purtroppo alcune società (Roma, Cremona, Pesaro e Pistoia) sembrano abbiano difficoltà ad iscriversi al campionato, qual è il suo punto di vista? 

Alla fine dei conti il campionato è un po’ spaccato perché ci sono Milano e Bologna, società con un capitale unico alle spalle, che hanno fatto investimenti importanti e ci sono altre società che stanno pensando al loro futuro. Da qui al 15 giugno ne vedremo delle belle, saranno giorni caldissimi: da una parte ci sono delle società che già si sono accorte della situazione mentre altre stanno facendo la conta dei mezzi a disposizione.

Potreste recitare un po’ la parte degli “avvoltoi” e approfittare delle difficoltà di queste squadre e accaparrarsi qualche loro giocatore? Penso a profili come Happ di Cremona e Justin Johnson di Pistoia per esempio…

Stai dicendo una cosa giusta perché questi giocatori qua possono entrare nella fascia di livello e richiesta dove possiamo muoverci. Oggi però il mercato è mondiale; quello che riguarda il mercato italiano viene preso e poi cancellato, perché ci potrebbero essere dei nuovi mercati come quelli asiatici (Giappone e Corea del Sud) che potrebbero fare delle offerte 2-3 volte superiori alla nostra un po’ com’è accaduto per Cooley. Per Happ parliamo di un giocatore che probabilmente andrà a fare Eurolega o Eurocup, mentre Justin Johnson è un giocatore che conosciamo bene, l’abbiamo avuto a Cagliari e penso che entri in una fascia di mercato di medio livello perché ha fatto un percorso in A2 e A1, ed è un giocatore pronto.

Come cambia l’osservazione del mercato americano senza G-League e Summer League? 

Secondo me cambierà poco perché quando vai alla Summer League ci devi arrivare pronto dall’osservazione fatta in inverno. Non c’è però il vantaggio di vedere i giocatori all’opera in allenamento e dal vivo, ma solo lo scouting a distanza.

Il Poz ha sempre predicato un basket europeo, è difficile “accontentarlo” da GM su questo punto di vista? 

No, perché alla fine ogni allenatore ha le sue preferenze e non è una grande problematica. Andare a cercare americani creativi dal palleggio o giocatori europei esterni e interni, ci sono caratteristiche diverse e cambia poco. Il mercato ampio ti permette di andare a cercare giocatori che non sono partiti dalla Serie A, ma da altri campionati europei che sono abbastanza garantiti. Quello che può contare sono le abitudini.

Quanto vi rende orgogliosi il percorso fatto con Dyshawn Pierre? 

Molto, è un ragazzo che abbiamo preso che non era nessuno dall’ultima in classifica in Germania dove aveva però fatto vedere il suo potenziale. Quando è venuto da noi già dal primo anno è stato bravo ad ambientarsi subito e utilizzare i suoi mezzi fisici. Ogni anno è salito di livello, siamo molto contenti, speriamo possa fare una carriera importante come merita lui, un bravissimo ragazzo.

Vi muoverete per sostituirlo cercando un profilo simile a lui, semisconosciuto e da far crescere col tempo? 

Non è detto, potrebbe essere questo come qualcos’altro: dipende da quello che offrirà il mercato, ma è evidente che andremo a cercare delle caratteristiche simili, la volontà è di cercare un atleta che giochi in post basso e abbia la tendenza di andare dal 3 verso il 4 e dal 3 verso il 2, quindi non è fondamentale sia abilissimo in situazioni di pick and roll piuttosto che in situazione di tiro. Deve essere pronto a livello di presenza come post basso, questo lo riteniamo fondamentale.

Un nome che si è fatto è quello di Jason Burnell di Cantù…

Interessante, ma ha un diverso seguito dietro perché ha delle caratteristiche particolari che va verso il 3 e il 4, quindi è ricercato in tanti altri campionati. Sicuramente è un giocatore che ci piace.

Milano e Bologna stanno facendo un mercato molto importante, qual è la direzione che dovrebbero prendere le altre squadre? 

Per Milano c’è un’Eurolega che ha una regular season devastante e poi c’è il campionato italiano: se non hai così tanti giocatori e di livello faresti fatica a gestire stress, viaggi, infortuni. Roster più corti ti permettono però di diventare squadra subito e creare una chimica che potrebbe fare la differenza: a livello di EuroCup e Champions League avere un roster fisicamente forte e tecnicamente pronto deve essere una garanzia, nel caso ci sia bisogno della panchina devono saper rispondere come hanno fatto Magro, Bucarelli e Devecchi con noi l’anno scorso.

Esistono per la Dinamo quelle tentazioni e opportunità del mercato difficili da realizzare ma da monitorare (Lacey, Della Valle, Gentile, Banks per esempio): come potreste convincerli a sposare il vostro progetto? 

Sono delle cose diverse: se devi cercare di convincere un giocatore che è già stato da te è un canale privilegiato, sa già cos’è Sassari e l’analisi si ferma dal punto di vista economico. Quando hai a che fare con giocatori stranieri devi convincerli con un progetto ambizioso e di mirare a fare una cosa alla certa maniera. Quando ragioniamo su giocatori italiani di una certa fascia è ancora un discorso diverso, si entra all’interno di un discorso più tecnico-tattico ed economico, conta poco sapere storia e ambiente, si sa tutto di Sassari.

Meo Sacchetti a Bologna, sponda Fortitudo, l’ha stupita? 

Penso faccia parte del gioco nel momento in cui una società palesa delle difficoltà economiche. Se c’è un’altra occasione lavorativa che dà più garanzie un professionista deve coglierla.

Tornando al mercato, un nome che circola da giorni è quello di Ariel Filloy…

Un giocatore che ci piace, ma devo dire che non è una delle prime scelte che abbiamo onestamente. Abbiamo valutato tantissimi giocatori, devo dire che non è una prima opzione.

Per le seconde linee, pensate si possa prolungare con Bucarelli e riportare a casa Diop?

Per noi Bucarelli è un giocatore in uscita, ha 22 anni e pensiamo che abbia bisogno di giocare di più. Da noi avrebbe un ruolo simile a quello dell’anno scorso, Lorenzo è un ragazzo straordinario e un grande lavoratore, ma penso che sia arrivato il momento per lui di avere più spazio. Solo quello ti dice dove puoi arrivare. Per quanto riguarda Diop vediamo: ad oggi penso rimanga a Torino, penso abbia bisogno di fare un altro step in A1 con tanti minuti a disposizione. Comunque è un giocatore nostro e faremo ancora delle valutazioni.

Sempre in ottica panchina ci sono due nomi caldi come quello di Treier e Pusica…

Secondo me sono dei ragazzi che in prospettiva hanno grande qualità. Sono giovani, ma hanno già delle belle esperienze alle spalle: Kaspar ha giocato già due anni in A2 con un minutaggio importante, può ricoprire bene due ruoli ed è sicuramente un giocatore molto interessante. Spero che possa diventare dei nostri. Il discorso di Pusica è diverso, perché lì parliamo di un giocatore che ha mercato europeo e mondiale. Ha la capacità di giocare sia da 1 e da 2 che è un po’ quello che noi vorremmo per dare il cambio sia a Spissu che alla guardia titolare, siamo anche noi tra le pretendenti.

La tentazione Travis Diener c’è realmente? 

Una grande persona e un grande personaggio della pallacanestro italiana, faremo tutte le valutazioni del caso: deve capire lui cosa vuole fare ora della sua carriera, fatte le sue valutazioni noi le faremo con calma, onestamente mi sembra tutto così presto e stiamo guardando altri giocatori.

Quando prevede si accenderà definitivamente il mercato della Dinamo?

Secondo me tra una ventina di giorni, tra fine giugno e inizio luglio, ma noi siamo sempre pronti a cogliere le opportunità del mercato; se siamo nel momento giusto e al momento giusto non staremmo a guardare.

Matteo Porcu

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