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“Progetto Tramonti” in Europa: Accardo in bici per incontrare i sardi

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Si rinnova modificando alcuni punti e itinerario il Progetto Tramonti, figlio della Fondazione Giuseppe Siotto, un tour in bici in giro per l’Italia post lockdown, diventato il diario in bicicletta del protagonista, descritto con immagini, video e in prosa.

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Era il 5 giugno 2020, quando seguimmo l’inizio di Tramonti, un viaggio partito da Cagliari, approdando a Palermo per arrivare alla Vetta d’Italia in 40 giorni, percorrendo, -in bicicletta-, circa 2.700 km. Voce squillante, buon umore e risata contagiosa accompagnano un sorriso a trentadue denti, permettendo agli occhi azzurri di socchiudersi stringendosi in un’espressione allegra, lasciando spazio alle gote paonazze, mentre con la mano si accarezza i capelli. Suddette caratteristiche, sono a noi familiari. Si è presentato così, Francesco Accardo, ai nostri microfoni, il protagonista del progetto “Tramonti: dalla Sardegna a Capo Nord”. Nuovo tour per il giovane – classe 1989 – progettista culturale e direttore della Fondazione di ricerca “Giuseppe Siotto”, così preferisce essere definito, come puntualmente tiene a precisare, a chi, lo definisce “il giovane ingegnere di Cagliari”.

La data di partenza ancora vacilla, “la mia idea era di partire il 21 marzo, ma, visto le disposizioni Covid-19 e la organizzazione minuziosa, mi porta a posticipare il tutto, intorno alla fine di aprile”, dice lo stesso Accardo.
Sicuri e già ben definiti, sono invece, l’itinerario e i numeri legati a questo nuovo viaggio: un percorso lungo 5.000 km attraverso 11 Paesi del Vecchio Continente, il tutto si compirà in circa 60 giorni. Partenza da Cagliari, tappa a Porto Torres con imbarcazione in una nave con destinazione Tolone, si prosegue con la bici passando per Francia; Svizzera; Germania; Lussemburgo; Belgio; Paesi Bassi e Danimarca. Sarà la volta di una seconda nave per arrivare in Norvegia, passando in Svezia e Finlandia e infine arrivare a Capo Nord. Nel mentre, finisce la storia d’amore con Maraki, questo è il nome della bicicletta, che ha tenuto compagnia a Francesco nel precedente tour; la nuova compagna di viaggio di Accardo non ha ancora un nome ma “ si tratta di una Orbea Gravel terra 40”, dichiara lo stesso.

Le sensazioni e le paure provate da Francesco pochi giorni prima della partenza del primo viaggio, erano quelle che “si provano nei momenti in cui ti rechi a sostenere un esame”, così le aveva definite. Un po’ come se fosse un lancio con il paracadute, per la prima volta,-nonostante la paura- si è incoscienti riguardo a quello che accadrà lasciandosi andare al rischio; la seconda, essendo più consci, si potrà avere più paura (o meno), proprio perché si affronta qualcosa di conosciuto. “Oggi, davanti alla consapevolezza e certezza di molte dinamiche, può rendermi ancora più intimorito, c’è sempre il fattore che sia qualcosa di più grande di me”, afferma Francesco.

La differenza sostanziale tra il primo viaggio e quello che avverrà, è la organizzazione nettamente più strutturata; il primo viaggio nacque in pochissimo tempo, e lo stesso Francesco, preso da entusiasmo e adrenalina non aveva calcolato molti imprevisti e aspetti, che ha incontrato lungo il percorso. Non solo la bellezza dei meravigliosi paesaggi è stata la cornice di quel tour, ma anche la fatica fisica ha fatto da padrona, facendosi sentire in alcuni momenti più forte rispetto ad altri. Non ha ancora iniziato gli allenamenti, ma Francesco confessa: “Settimana prossima inizierò a con il mantenermi in forma, mi sono già accordato con un personal trainer per iniziare un percorso di lavoro di un mese. Come per il precedente viaggio, non è una sfida sportiva, ma è un viaggio mio personale”.

Francesco ci porterà la testimonianza di un’Europa cambiata e stravolta dalla pandemia, come accadde a giugno per lo stivale italiano, ma in questo viaggio c’è una novità: incontrare e raccontare la vita delle comunità sarde sparse per il Vecchio continente, per rappresentarne l’importanza nelle collettività straniere. Ci sarà il supporto della Fondazione Sardegna Film Commission, che incontrerà Accardo solo in certi punti del suo percorso, filmando anche gli incontri con le comunità sarde con la realizzazione di un documentario, definito “censimento morale. Avendo avuto modo di riflettere con i ragazzi che fanno parte del progetto, ci piace l’idea di raccontare le storie di quelle persone che, per esigenza, sono dovute partire dalla Sardegna, per andare a vivere in diverse città d’Europa, a lavorare perché non avevano altra possibilità, essendo, questa realtà, opposta alla mia situazione”, racconta Francesco aggiungendo “ lo scopo è quello di analizzare, non solo l’aspetto apportato allo sviluppo economico, sociale e culturale nei paesi d’accoglienza, ma l’aspetto umano di chi ha dovuto adottare quella soluzione “forzata”, che lo differenzia da chi, per scelta decide di lasciare la propria terra di origine. “Lo scopo è dare il più possibile delle connotazioni umane personali, riguardo agli incontri, non solo riguardo il mio viaggio”.

Aveva già mostrato il suo lato empatico e di intelligenza emotiva riguardo a questo argomento Francesco, per cui analizzerà la parte sociale, culturale, psicologica e soprattutto emozionale. Una sorta di condivisione con chi seguirà il progetto, di quel posto nel modo in “affitto” che molti sardi si sono dovuti creare con sacrificio e impegno. “Chi deve lasciare la Sardegna per lavoro, quindi perché è costretto, spinto dall’esigenza, ha una buona dose di coraggio molto più accentuata rispetto ad altre persone. Sono coraggiose, perché sono persone che non si abbandonano a loro stesse, vogliono vedere oltre, provano a cercare, volendo vedere cosa c’è oltre il mare”, aggiunge il nostro ospite. Altra differenza con il primo viaggio, è la raccolta fondi che è stata aperta pochi giorni fa, anche se Accardo è sempre stato restio a questo tipo di iter, in quanto “ho sempre reperito fondi pubblici e privati per recuperare risorse per i progetti, tuttavia, l’idea è di coinvolgere le persone che si sono impegnate con me nel precedente viaggio sostenendole”, precisa Francesco, crowdfunding che si differenzia in due distinzioni: raccolta fondi promozione progetto, e quella attraverso la piattaforma “Produzioni dal basso”, una raccolta fondi avendo in cambio dei prodotti esclusivi legati al viaggio e al documentario, per esempio: la t-shirt, la tazza, una cartolina, e tanto altro. Chiunque volesse, potrà collaborare a sostegno anche di attrezzatura, materiale utile per la realizzazione del viaggio. “Non chiediamo tutto dando niente. Chiediamo qualcosa e offriamo qualcosa”, scrive Francesco a riguardo sul suo profilo Facebook.

Ultime, ma non per questo meno importanti, le differenze principali che sottolinea Francesco sono: “L’aspetto psicologico rispetto a quello che sarà un viaggio di durata più lunga; l’utilizzo della lingua inglese con tutti, per cui adattarsi anche con l’approccio di una lingua diversa da quella di origine”, concludendo: “Anche in questo viaggio avrò la fortuna di avere una squadra formata da belle persone, competenti e preparate, a cui voglio bene”. Il tutto potrà essere seguito attraverso i profili social di Francesco Accardo (Fb: Francesco Accardo; IG: frasquito_de_bobadilla); la pagina dedicata facebook “Progetto Tramonti”; e la pagina Facebook “Fondazione Giuseppe Siotto”, per maggiori informazioni visitare il sito www.progettotramonti.it o scrivere a hello@progettotramonti.it.

Silvia Cauli

TAG:  Cultura
 
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