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Recalcati: “Il futuro del Poz dipende dalla Dinamo, lui non andrebbe via”

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Carlo Recalcati, già coach di Pozzecco sulla panchina della Varese tricolore e della Nazionale d’argento ad Atene, ha le idee chiare sul futuro del suo allievo: “Ha ancora un anno di contratto, non andrà via dalla Dinamo a meno che non lo voglia la società”. Sulla serie con Venezia: “Il ritorno di Bilan ai livelli a cui ci ha abituato può giocare a favore di Sassari”

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Da una lunga chiacchierata con coach Carlo Recalcati nello spogliatoio del Taliercio, prima di gara 2 scudetto contro Venezia, Gianmarco Pozzecco ne uscì rinfrancato, consapevole dei propri mezzi e orgoglioso del proprio modo di allenare. “Non parlammo neanche un secondo di tecnica di basket, lui ha soltanto bisogno di conferme sul suo modo di esprimersi, di manifestare le sue emozioni”. L’ultima volta si sono sentiti prima della sospensione decisa dalla società: “Mi ha raccontato delle cose che già facevano presagire quello che è successo…”

Coach, le chiediamo un primo giudizio sui playoff. Tre quarti di finale su quattro sono finiti 3-0: anche colpa del back to back?

No, non penso che sarebbe cambiato nulla con la formula tradizionale, i playoff stanno rispecchiando i valori visti durante la stagione regolare. È chiaro che le squadre più lunghe hanno un vantaggio e che la serie tra Venezia e Sassari sarebbe stata la più equilibrata. Tra quelle eliminate Treviso è l’unica ad aver avuto una marcia regolare, mentre Trento ha acciuffato i playoff soltanto grazie a un grande finale di stagione. Come Trieste avevano già raggiunto il loro obiettivo, ma sono riuscite a fare bella figura nei playoff nonostante il 3-0.

Dinamo-Venezia può arrivare a gara 5?

È davvero una gara senza pronostico, difficile prevedere in questo momento chi la spunterà. La Dinamo ha sprecato tanto, perché nella valutazione media delle tre partite si fa nettamente preferire ma è sotto 2-1. Sassari è un’ottima squadra ma è limitata nelle rotazioni e nel numero di soluzioni offensive, anche se il Poz è stato bravo a giocare parte di gara 3 con Bilan e Happ in campo insieme. Venezia invece ha tante armi a propria disposizione: si veda gara 1 che è girata quando Stone si è rimesso a fare il playmaker dopo mesi impiegati da ala e Cerella ha giocato vicino a canestro. Sassari è più monocorde, ha bisogno che tutti i suoi giocatori siano al meglio della condizione e può giocare a suo favore il fattore Bilan, che ci ha abituato ad essere quasi infallibile sotto canestro. È facile aspettarsi miglioramenti da parte del centro croato dopo tre partite in chiaroscuro.

Quanto è cambiato Pozzecco dopo il vostro incontro a Venezia durante la finale scudetto? È migliorato ancora?

È un allenatore ancora giovane, sta facendo molto bene e il tempo gioca a suo favore. In ogni esperienza aggiunge qualcosa al suo bagaglio professionale. A Venezia quella volta non parlammo neanche un secondo di tecnica di basket: il Poz ha necessità di potersi esprimere, di manifestare le sue sensazioni, e ha bisogno di conferme sul suo modo di fare. A volte è plateale, può sembrare irriverente, ma io lo apprezzo anche per questo, perché non nasconde nulla sotto il tappeto. Con il tempo dovrà diventare più diplomatico o ‘paraculo’ come direbbe lui.

Lo ha sentito recentemente? Come valuta la situazione che sta vivendo?

Lui sa che quando ha voglia di fare una chiacchierata e di sfogarsi sono sempre disponibile, ma l’ultima volta l’ho sentito prima della sospensione. Mi ha raccontato delle cose che facevano presagire quello che è successo. È una situazione che non fa bene a nessuno, perché è vero che uno deve cercare di essere impermeabile, ma siamo tutti delle persone, esseri umani, ed è difficile rimanere indifferenti. Questo tipo di situazioni toccano la squadra, la società, i giocatori, ancora di più in un momento come i playoff in cui ci vuole serenità.

C’è stato un impatto reale sugli ultimi risultati?

È stata bella la dedica della squadra dopo la vittoria di Brindisi. Ma attenzione: sono dei giocatori maturi, pronti a fare il proprio dovere professionale indipendentemente dalla presenza del Poz. A Cantù invece mi è sembrato che la squadra pensasse soprattutto ad essere pronta per i playoff. Nella squadra c’è una leadership diffusa, oltre a quella del tecnico, e penso che molto dipenda anche dalle prestazioni del suo leader in campo, che per me è Miro Bilan.

Pozzecco ha fatto capire che queste sono le sue ultime partite sulla panchina di Sassari. Visti i buoni risultati raggiunti in termini di gioco, trofei e crescita dei suoi giocatori, non pensa che Pozzecco a fine stagione sarebbe andato via lo stesso?

No, non credo che sarebbe andato via, perché ha un contratto per la stagione successiva. Non aveva intenzioni di lasciare la Dinamo e credo che tutto dipenda dalla società. Se la società non vuole rompere il rapporto, lui onorerà il suo contratto e resterà alla Dinamo. E, mi dispiace per i tifosi, non penso che il raggiungimento delle semifinali possa far cambiare idea alla società, se quest’ultima ha già preso una decisione.

E il suo futuro?

L’esperienza all’estero non è così urgente, anche perché anche in Italia ha i suoi estimatori. Ma il Poz è un cittadino del mondo, lo ha fatto anche da giocatore e so che se dovesse andare via dalla Dinamo allenare all’estero fa parte degli scenari che potrebbero aprirsi. 

Nicola Accardo

 
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