Sardegna isolata, altro esempio

L’isolamento della Sardegna, geografico e politico, è problema ormai noto.

Dalla (dis)continuità territoriale alle tante vertenze aperte con lo stato italiano sono tanti, troppi gli esempi di quanto l’isola sia sempre più considerata come una costola della penisola anziché parte integrante. Nello sport questo aspetto viene ingigantito, raccogliendo sia logisticamente che politicamente tutti i difetti di un rapporto complesso.

Le spese per le squadre sarde sono spesso proibitive, pur se integrate da contributi che però non sono mai abbastanza né arrivano con certezze sui tempi. Dentro questo sistema spesso a pagare sono i tifosi. Non solo quelli delle società isolane, ma anche quelli che da oltre Tirreno vogliono seguire in Sardegna la propria squadra del cuore.

Federazioni e Leghe non fanno nulla per nascondere il problema e, anzi, sembrano far finta di nulla ingigantendolo oltre ogni logica. Gli ultimi due esempi in ordine di tempo sono arrivati prima con Cagliari-Inter, poi con Bologna-Cagliari. Nel primo caso non è passato inosservato il vuoto lasciato dai tifosi nerazzurri nel settore ospiti, in polemica con la decisione della Lega Calcio di spostare, in colpevole ritardo, la gara prevista la domenica al venerdì sera: biglietti aerei prenotati, giorno libero dagli impegni lavorativi da richiedere, soldi buttati nel nome della dea televisione che con i suoi diritti pagati a peso d’oro ormai comanda sopra logica e buon senso.

La Fiorentina aveva legittimamente chiesto di poter disputare la propria gara non in concomitanza con l’anniversario dalla morte di Astori, la Lega Calcio aveva così ben pensato – fra tutte le partite disponibili – di spostare proprio quella logisticamente più complicata per chi va in trasferta.

Domenica prossima il Cagliari andrà a Bologna e, con la gara ormai in calendario da tempo, le istituzioni hanno deciso di concedere l’accesso allo stadio ai residenti del capoluogo sardo solo se dotati di Tessera del Tifoso: decisione presa non un mese prima, non tre settimane, ma a nemmeno dieci giorni dalla sfida. Lasciando da parte i motivi che spingono alcuni tifosi a non avere la suddetta Tessera, e quelli che hanno convinto il Viminale a restringere Bologna-Cagliari, ancora un volta si fa una scelta fuori tempo massimo e che influisce sui costi e sulla logistica di chi da un’isola vuole partire per vedere la propria squadra del cuore.

Sembrano cose di poco contro, d’altronde si tratta di calcio, un gioco serio ma pur sempre un gioco, non fosse che si tratta della punta di un iceberg che influisce su ogni aspetto della quotidianità di residenti e dei tanti emigrati in giro per l’Italia e per l’Europa. Costi dei trasporti figli di vergognosi cartelli, continuità territoriale che gioca con il mercato più che con i diritti delle persone, rientri in patria, sì, patria sarda, resi impossibili dall’assenza di posti soprattutto sotto le feste comandate. Dulcis in fundo, oltre al danno le costanti beffe: è di queste ore l’offerta Alitalia su tutti i biglietti aerei con sconto del 25% per quelli acquistati dalle 12:01 del 4 Marzo alle 23:59 del 5 e per voli dall’11 Marzo al 9 Giugno. Si possono acquistare biglietti per Africa e Medio Oriente, ma attenzione, c’è un unico posto escluso dall’offerta. Indovinate quale?

Matteo Zizola

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