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Davide Gaetani in azione contro la Torres | Foto Giorgio Melis

Serie D | Torres e Muravera, c’è tanto da fare. Ridono Lanusei, Latte Dolce e Arzachena

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Il nostro consueto punto del lunedì sulla giornata delle Sette Sorelle sarde di Serie D: tanto lavoro da fare per Greco e Loi, sorrisi per Campolo, Scotto sr. e Nappi, mentre Paba e Suazo devono ancora trovare i giusti equilibri.

Torres, non ci siamo

“Nei primi 30 minuti ci hanno mangiato fisicamente, così non si va da nessuna parte”. Basterebbero le parole di un Alfonso Greco particolarmente contrariato nel post partita di Ilbono per descrivere la partita della Torres, che col punticino di ieri sblocca lo zero in classifica. Siamo a inizio stagione, ci mancherebbe: ma i rossoblù contro un Lanusei coriaceo e gagliardo hanno sofferto le pene dell’inferno, specialmente nella prima mezz’ora di gioco. Se Salvato non avesse respinto il tiro di D’Alessandris dagli 11 metri chissà come si sarebbe messa la gara per Scotto e compagni, apparsi in netta difficoltà contro il pressing asfissiante e a tutto campo degli ogliastrini. Qualche barlume a livello di fraseggio si è visto una volta che i bianchi di Campolo hanno rallentato per prendere fiato, ma per una squadra costruita per vincere subito è davvero troppo poco. Bene Antonelli in difesa (e in attacco, visto che è stato lui a colpire il palo nel secondo tempo), unico a reggere le continue folate offensive avversarie mentre il centrocampo ha patito eccessivamente la corsa del quintetto lanuseino. Nemmeno le sostituzioni hanno modificato granché il match, per la rabbia di Greco – che avrebbe desiderato un ritorno in Ogliastra ben diverso – che davanti ai microfoni ha mostrato tutto il suo disappunto. Saranno solo due le partite giocate fin qui, ma il Giugliano le ha vinte entrambe: di misura, si dirà, ma lo ha fatto contro Torres e Ostiamare, rivali dirette per ambizioni di classifica. Domenica al Vanni Sanna arriva il Cassino, a punteggio pieno e corsaro a casa dell’altra grande del girone G, il Cynthialbalonga di Scudieri. Non c’è più Vitiello al centro dell’attacco, sostituito dall’argentino Luis Galesio, autore del gol decisivo in quel di Genzano. Non esattamente la partita più morbida per ritrovare la strada giusta, ma certamente per i rossoblù la sfida giusta per dimostrare la voglia di riscatto, davanti ai propri tifosi.

Lanusei, che grinta!

Per comprendere bene la misura del lavoro fatto finora da Stefano Campolo in Ogliastra si può partire dai primi 45 secondi di Lanusei-Torres. Palla alta sulla trequarti, saltano Diakite e Lazazzera, che finisce a terra con il setto nasale rotto, come si scoprirà più tardi. Sulla carta, quando il capitano di una squadra giovane come questo Lanusei è costretto ad abbandonare la contesa dopo così poco tempo, è lecito attendersi uno sconquasso dal punto di vista psicologico, con annesso vantaggio per l’avversario. Ecco, ora stracciate pure quel foglio su cui avete scritto questo ragionamento, perché sul campo è successo ben altro. Ovvero che Raimo e soci hanno fatto buon viso a cattiva sorte, trovando forse ulteriori motivazioni dall’accaduto per mettere alle corde una Torres che, per ammissione del suo stesso allenatore, è stata “mangiata fisicamente” dai padroni di casa. Che nella prima mezz’ora avrebbero potuto trovare il vantaggio almeno in cinque occasioni: su tutte il rigore sprecato da Jimmy D’Alessandris e il mancino a fil di palo di Gaetani, a Salvato battuto. Poi la Torres si è ripresa qualche spazio, ma la pressione dei bianchi non è mai mancata, fino al 95′. Al termine del match, Campolo si è detto soddisfatto del pareggio, ma soprattutto dell’atteggiamento mostrato dai suoi ragazzi, che non si sono persi d’animo per le occasioni sbagliate e per gli infortuni (anche Carta, entrato per Lazazzera, ha dovuto issare bandiera bianca a metà ripresa). Ieri mancava Masia, l’elemento di maggior tecnica nella rosa ogliastrina, oltre a Ravanelli in difesa: eppure chi è sceso in campo non ha fatto rimpiangere gli assenti, mettendo in luce la forza di un gruppo in cui ieri hanno giganteggiato Gualtieri, Raimo e un Manca versione Spinazzola a Euro 2020, limitato soltanto dall’ammonizione ricevuta per un fallaccio su Piredda. “Credo che ci divertiremo abbastanza se continuiamo così”, ha detto Campolo nel post partita nella sua analisi. Sta ai suoi ragazzi seguire la strada tracciata già da domenica a Muravera, ma l’aria che si respirava ieri a Ilbono ha ricordato quella del Lanusei dei tempi d’oro…

Latte Dolce, aspettative rispettate

Quattro punti in due partite, con tanto di ritorno vittorioso al Vanni Sanna dopo l’esilio della stagione scorsa tra Sennori e Usini. E, se aggiungiamo pure il derby di Coppa Italia, il quadro è completo. La mano di Pierluigi Scotto su questo Latte Dolce è chiara: squadra operaia, aggressiva, solida e quadrata, concetti che si traducono nel rendimento di alcune individualità-chiave come Patacchiola in difesa, Palombi a centrocampo e il furetto Cannas in avanti. L’ex Sampdoria Primavera, tornato centrale nel progetto dopo la partenza di Antonelli, si è ripreso il suo spazio anche a livello caratteriale: con le buone o con le cattive, lui c’è sempre. Così come a centrocampo l’ex Carbonia Palombi sembra aver imparato bene alle masterclass in regia tenute la scorsa stagione da un certo Piredda, risultando molto ispirato in questo inizio di stagione. Convince l’esperimento Grassi dietro le punte: “Voglio il trequartista di gamba”, ha detto Scotto, ma il 2003 forse ci ha messo anche troppa corsa, perché negli ultimi metri è mancata un po’ di lucidità. Ancora molto bene Cannas nel dare profondità, mentre – gol a parte – è ancora tutto da scoprire il pennellone sloveno Bartulovic. Ma non è tutto oro per Scotto senior: data anche l’età media bassa, resta qualche problema di gestione del match, come confermato dallo stesso tecnico nel post gara. Quattro occasioni per chiuderla prima, specialmente con l’uomo in più, non sono bastate ai sassaresi che, anzi, hanno rischiato negli ultimi minuti di gara. Come già mostrato a Carbonia, serve uno step mentale in più per ammazzare la gara nel momento buono. Alla prossima prima prova del 9 fuori dall’Isola contro il Gladiator di un certo Momo Varela: contro i campani si capirà qualcosa di più di quella che, per adesso, è la principale candidata al ruolo di rivelazione tra le Sette Sorelle sarde.

Muravera, cantiere ancora aperto

Anche in questo caso, bastano le parole del tecnico per capire la situazione. “Abbiamo perso 2-1 meritatamente. Il vero Muravera si spera di vederlo tra venti giorni, un mese. La partita però era oggi e bisogna fare meglio a livello di approccio, eravamo come impauriti”, ha detto Francesco Loi ai nostri microfoni in sala stampa. Un’analisi schietta come sempre, che mette i gialloblù di fronte alle proprie responsabilità: ancora alla ricerca della migliore condizione, Moi e compagni hanno mostrato poche idee in fase di costruzione e tanti palloni persi dal basso. L’undici scelto da Loi prevedeva l’inserimento di Garau (esterno classe 2003, scuola Cagliari) come terzino destro, ma un infortunio nel riscaldamento ha costretto il tecnico di Loceri a rivedere la squadra, arretrando Cadau sulla linea difensiva e inserendo Piroddi (altro 2003) in avanti, per i soliti giochi di equilibrio legati agli under. Ne è venuta fuori una squadra troppo offensiva, con Dammacco e Floris mezze ali al fianco di Arvia e tre attaccanti veri come Piroddi, Mereu e Mancosu. Loi ha avuto una buona risposta dai cambi, come Del Gaudio e Saba, oltre al solito inossidabile Nurchi che ha fatto il diavolo a quattro in avanti, con la difesa sassarese in netta difficoltà. Ma la strada per trovare una compattezza di gioco sembra ancora lunga, specie quando si è costantemente alle prese con la variabile infortuni, gentile omaggio del terreno di gioco del Comunale dove domenica arriva il Lanusei per il derby della Statale 125. Una sfida importante per valutare la crescita dei gialloblù, soprattutto a livello di approccio al match come auspicato dallo stesso Loi.

Arzachena, sei proprio in Form(i)a

Una partita dominata, senza quasi mai andare in difficoltà, con una superiorità mostrata in tutto l’arco dei 90 minuti come aggressività, atteggiamento e fraseggio. La trasferta dell’Arzachena di Marco Nappi a Formia è stata un successo su tutta la linea: due gol fatti, altrettanti (almeno) sfiorati in ripartenza, tante belle uscite dal basso e un buon palleggio, con un predominio pressoché totale sulle seconde palle. Al di là del rigore sbagliato da Baglione (palla in curva), gli smeraldini non hanno sofferto più di tanto l’iniziativa dei padroni di casa. Quadrata e compatta, la squadra di Nappi ha legittimato la vittoria con una partita solida in tutti i reparti, con buone trame offensive sull’asse Kacorri-Pinna. Una bella prova di carattere e maturità per i galluresi, che attendono ancora di recuperare capitan Bonacquisti e avere al meglio delle proprie condizioni altri over di lusso come Loi e Sartor, ieri partito inizialmente in panchina. Domenica al Biagio Pirina arriva il Cynthialbalonga di Scudieri, reduce dal ko interno contro il Cassino e voglioso di risollevarsi dopo l’inizio a handicap (un solo punto in due partite, come la Torres): sarà un bel banco di prova per capire le ambizioni di Bonu e soci.

Atletico Uri, non bastano i gol di Altolaguirre

Seconda sconfitta in due gare, ma mai con l’impressione di arrendevolezza. È vero, l’inizio di campionato della matricola di Massimiliano Paba non è stato dei migliori dal punto di vista dei risultati, ma per un gruppo ancora in gran parte a digiuno di Serie D queste sono le partite chiave per procedere nell’adattamento al nuovo campionato. Contro la Nuova Florida i giallorossi sono stati bravi a rimettere in piedi il match dopo lo svantaggio subito al 3′, costruendo prima diverse occasioni non concretizzate negli ultimi metri, grazie soprattutto all’ottimo lavoro sugli esterni di Olmetto e Ravot, fino al pareggio del solito Altolaguirre (terzo gol stagionale, Coppa Italia compresa) che ha sfruttato la sponda di Incerti su corner di Carlo Piga. La capacità di fare la gara è emersa soprattutto nei primi 45 minuti, ma Paba deve ancora lavorare sulla gestione dell’intero match: “Non raccogliamo niente per la seconda volta nonostante la prestazione, però dobbiamo lavorare sereni e migliorare perché il campionato è questo”, ha detto il tecnico sottolinenando il lavoro dei suoi giocatori. Domenica trasferta complicata contro la Vis Artena, squadra ancora a zero punti esattamente come gli uresi. Sarà l’occasione per vedere Calaresu e soci fuori dall’Isola, ma ai giallorossi serve accelerare per cominciare a fare punti e lasciare quante più squadre possibile alle proprie spalle.

Carbonia, un ko che fa crescere

“Troppa Afragolese per il Carbonia”, abbiamo titolato la nostra cronaca della sfida di Afragola. Impressione confermata dallo stesso David Suazo, tecnico dei minerari, ai nostri microfoni nel bel mezzo del viaggio di ritorno verso Fiumicino. “Voglio che i ragazzi abbiano coraggio, il girone sarà difficile e l’Afragolese ce lo ha ricordato”, ha detto King David sottolineando comunque la buona prova dei suoi ragazzi. Che, va ricordato, a parte qualche elemento formano un gruppo totalmente diverso rispetto allo scorso anno, quando oltre a tanti under di prospettiva c’erano, quasi in pari numero, over di sicura affidabilità. Il Carbonia 2021-22 è invece una squadra infarcita di giovanissimi di prospettiva, come dimostra la statistica di Transfermarkt (21,3 anni di età media, la più bassa del girone G): due 2004 nell’undici titolare (Murtas e Adamo), sette under su nove in panchina. È naturale, quindi, che Gjuci e compagni abbiano pagato dazio all’esperienza dell’Afragolese di Fabiano, che davanti poteva contare sul trio Longo-Celiento-Caso Naturale, non a caso i tre marcatori del match di ieri. “Ci prendiamo la sconfitta di 3-0, però ci sono state delle situazioni di gioco che ci fanno capire che siamo sulla strada giusta e possiamo crescere ancora molto”, ha aggiunto Suazo che ha ricordato anche come la sua squadra abbia bisogno di tempo per trovare ancora i giusti equilibri. Domenica i minerari ospitano contro l’Insieme Formia: sarà una bella prova di maturità per capire a che punto del processo di crescita sono arrivati i biancoblù.

Francesco Aresu

TAG:  Serie D
 

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