S’Istrale | La finzione capovolta: il Grande fratello

La nuova, tagliente rubrica di Centotrentuno.com a cura di Nino Nonnis.

In un film c’era un personaggio che viveva una vita fasulla ripreso costantemente da telecamere a lui nascoste. In questi giorni mi vivo una vita in sospensione costretto dal Corona virus. Lo dico per me, ma più o meno vale per tutti. Assisto alla vita seguendo il bollettino della pandemia, condividendo al telefono le sensazioni.
Sicuramente passo più tempo davanti al televisore, per via delle restrizioni casalinghe. I miei interessi si sono ampliati, beneficiando anche dello spazio lasciato dallo sport, ancora non mi sono arreso ai master chef.
Sono diventato un frequentatore del “Grande Fratello”, ma questo rimanga fra noi. Mi incuriosiscono sempre le ragioni di un successo, anche se poi lo critico cercando di scoprirne le ragioni.
Un gruppo di una trentina di persone, tra eliminati, subentranti e avventizi viene costretta a passare teoricamente 3 mesi nella stessa casa, senza poterne uscire a piacimento, senza potere disporre del cellulare, di un libro, di un momento di privacy. Penso che siano pagati bene per vivere questa esperienza, dovendo rinunciare a vedere i propri genitori, che magari andavano a trovare ogni quattro mesi, se anche, a vedere i propri fidanzati, che potrebbero approfittare proprio del fatto di non essere visti.
Non è facile sopportare tre mesi di questa vita di rapporti forzati o non lo era, perché sono stati invertiti i rapporti. Sono diventati dei privilegiati: adesso e per chissà quanto tempo non può uscire di casa nessuno di noi, se non per fare la spesa. A loro gliela fanno bella doviziosa, e infatti le loro scelte di vita sono se spezzare la giornata con uno yogurt o patatine o palline colorate. Si pongono il dilemma soppesandolo ogni volta. Come fece Amleto col teschio. Anche in quel caso con grande audience. Stanno sempre in compagnia, talvolta sognano di stare soli.
Non rischiano infezioni, fuori non hanno lasciato niente di inconcluso, la gran parte di loro si distingue non per essere attrice, show girl o influencer, ma per avere fatto altri “Grande fratello”, “Tentation Island”, “Uomini e donne”, insomma è nata una nuova specializzazione, essere personaggio da reality.
Molto spesso per diventarlo basta parteciparvi. Uno dei requisiti è la bellezza e infatti si vede un asservimento totale. La casa è piena di specchi che sono come le buche per terra, ci caschi sempre a 360 gradi per chi ci riesce, per controllare se il culo sporge bene. L’attività prediletta di tutti è quella di controllarsi i capelli. Mio padre si metteva la retina, questi se li aggiustano in continuazione anche in assenza di vento.

Nino Nonnis 

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